Vuelle: con la conferma di Dell’Agnello si riparte… pur tra mille difficoltà

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6 luglio 2014

Dell'Agnello, qui con Scavolini e Costa

Dell’Agnello, qui con Scavolini e Costa

PESARO – E’ una diatriba vecchia come il mondo quantificare quale sia il reale apporto di un allenatore sull’andamento di una squadra. Se siano insomma i giocatori che fanno grande un allenatore o è lo stesso allenatore che fa grande una squadra. La verità, come spesso capita, sta nel mezzo, anche se rimaniamo dell’idea che un coach possa incidere al massimo per il 25-30% sull’andamento di una stagione. Il compito principale di un buon condottiero è di riunire le truppe e farle andare nella medesima direzione, smussando gli angoli caratteriali individuali e cercando di fare in modo che a fine allenamento tutti gli inevitabili contrasti siano finiti nel dimenticatoio. Poi se tecnicamente si rivela una persona preparata e in grado di incidere sull’andamento del match con scelte tattiche oculate sarebbe un bel valore aggiunto, specialmente in un gioco come la pallacanestro dove i cambi sono una parte integrante della partita e adeguarsi alle numerose variazioni strategiche del coach avversario è una parte fondamentale della gara.

La Vuelle non si è guardata troppo intorno ed era chiaro fin dalla salvezza dell’11 maggio che Sandro Dell’Agnello sarebbe stata la principale, se non l’unica, opzione della dirigenza biancorossa, in virtù dell’ottimo rapporto che c’è sempre stato tra il coach livornese e la premiata ditta Costa-Cioppi e, fattore non trascurabile, della scarsità di materia prima (soldi) per cercare alternative valide in un panorama che comunque non offriva nomi altisonanti disposti ad avventurarsi nelle sabbie mobili che si affacciano all’orizzonte della Victoria Libertas anche per la prossima stagione.

La scelta dell’allenatore è il primo tassello per cominciare a costruire la Vuelle 2014-15, anche se non sarà Dell’Agnello ad avere l’ultima parola sulla scelta dei giocatori come succede in altre realtà, ma sarà Stefano Cioppi, come dodici mesi or sono, a costruire la nuova barca biancorossa, per la sua conoscenza del sottobosco americano che sarà messa alla prova dal viaggio a Las Vegas che lo attende la prossima settimana, dove allenerà una formazione di giovani prospetti negli eventi a margine della Summer League nella capitale del vizio americana. Il coach livornese sarà consultato al momento delle decisioni finali, quando la scelta sarà ristretta tra un paio di giocatori, ma il grosso del lavoro sporco continuerà a farlo Cioppi e visto i buoni risultati raggiunti lo scorso anno ci sembra la scelta più saggia, anche se è sempre un peccato non avere la possibilità di trattenere gli elementi più validi con Elston Turner fresco di firma con i francesi dello Cholet, O.D. Anosike impegnato nella Summer League di Orlando con i Boston Celtics prima di un probabile ritorno in Italia sponda Avellino e Marc Trasolini che ha dovuto salutare a malincuore Pesaro per divergenze economiche.

Cosa ci è piaciuto di Sandro Dell’Agnello nella stagione precedente:
Da apprezzare il suo attaccamento alla causa biancorossa e il suo buon rapporto con la dirigenza, confermato dalla scelta di restare per un’altra stagione a Pesaro, con un opzione per l’anno successivo in caso di salvezza, anche se non crediamo che altre squadre di serie A fossero in procinto di firmarlo, mentre in Legadue un paio di estimatori si erano presentati alla sua spiaggia a Forte Dei Marmi. Adattarsi a quel che passa in convento potrebbe sembrare una cosa positiva, anche se preferiremmo un coach che si impunti in determinate situazioni, specialmente nelle fasi iniziali della preparazione se qualche giocatore non si integrerà tecnicamente e caratterialmente con il gruppo, anche se la mancanza di un budget adeguato non ti consente di cambiare a tuo piacimento.

Cosa non ci è piaciuto di Sandro Dell’Agnello nella stagione precedente:
Non ci è piaciuto quell’atteggiamento da vittime sacrificali che spesso si intuiva dalle sue dichiarazioni, con la tiritera che la Vuelle era una squadra di Legadue capitata per sbaglio nella massima serie, con dei giocatori che non potevano contrastare ad armi pari gli avversari e che se non si perdeva di trenta punti era già un bel risultato. In fin dei conti su 30 incontri la Vuelle ne ha vinti nove e sei o sette li ha persi per un’inezia e di sconfitte clamorose ce ne ricordiamo cinque o sei contro avversari di caratura veramente superiore come Milano o Reggio Emilia.

A livello tecnico non è riuscito a dare un’identità difensiva alla squadra, specialmente nei primi mesi, dove la Vuelle sembrava un’armata Brancaleone che non sapeva esattamente dove schierarsi sul parquet, poi qualche miglioramento strada facendo si è visto, ma bisognerà ripartire da una difesa che non prenda 90 punti di media per sperare di salvarsi ed in attacco, se non si troverà un altro uomo dell’ultimo tiro come Turner, serviranno schemi e movimenti offensivi di maggior efficacia e una varietà di soluzioni al tiro che coinvolgano anche i lunghi.

Cosa ci aspettiamo da Sandro Dell’Agnello nella stagione 2014-15:
Basta con lamentele e scuse, che la Vuelle sia la maggior candidata alla retrocessione, se non interverranno clamorosi fattori esterni, lo sappiamo fin da questo luglio inutile ribadirlo in inverno. Tutti i giocatori saranno dei nuovi arrivati scelti anche con il suo consenso e non ci sarà più Alessandro Amici schierato giocoforza in quintetto perché era un capitale della società, a livello tecnico ci attendiamo una difesa efficace con una zona che si possa schierare fin dalle prime partite, mentre in attacco si dovrà ripartire dall’amato e odiato pick and roll, completamente assente l’anno scorso, per poi proseguire con una maggior coinvolgimento del reparto lunghi che dovrà essere in grado di effettuare anche dei blocchi per i tiratori, altra opzione poco utilizzata in passato.

Era giusto rinnovare la fiducia a Sandro Dell’Agnello?
Beh, non è che c’era la fila davanti alla sede di Largo Ascoli Piceno per diventare il nuovo allenatore della Vuelle e dare una continuità con la stagione precedente può essere un fattore positivo, anche se non si può parlare di un vero e proprio progetto con la squadra che sarà totalmente rivoluzionata, certamente Dell’Agnello non potrà più contare sul bonus del primo anno, quello che solitamente il pubblico concede ad un neo allenatore, specialmente se ha un passato biancorosso alle spalle, bonus non concesso ad esempio a Giampiero Ticchi (che ha firmato per Imola in Legadue Silver) nel 2012. Se le cose non dovessero andare bene potrebbero arrivare quei fischi dalle tribune che l’anno scorso si sono sentiti solo sporadicamente e il coach livornese dovrà dimostrare di poter fare quel salto di qualità tecnico che per adesso non si è ancora visto.

Pur tra mille difficoltà la Vuelle è pronta a ripartire, in attesa di buone notizie sul fronte sponsor, con gli under 15 che sono arrivati ad un passo dallo scudetto di categoria, dopo aver perso la finale contro la Stella Azzurra Roma, anche se c’è da chiedersi il motivo per cui un capitale umano così valido si perda man mano che i ragazzi si avvicinino alla maggior età, a breve è attesa la conferma di Bernardo Musso e la firma di Tommaso Raspino, la nave comincia a muoversi ma per uscire dalle acque del porto la strada è ancora molto lunga.

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