Pesaro no tax area: da oggi è realtà. Approvata la “terapia Ricci” in Consiglio comunale

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7 luglio 2014

Primo consiglio comunale Matteo Ricci

Ricci vota: #ripartipesaro è realtà

PESARO – “No tax area e oneri di urbanizzazione giù”. Lo comunica il sindaco Matteo Ricci, dopo l’approvazione in consiglio comunale, delle misure contenute del pacchetto #ripartipesaro. “Da oggi, in pratica, sarà più facile fare impresa e investire su nuova edilizia sostenibile – spiega Ricci -. Comune non come ostacolo ma dalla parte di chi ci vuole provare”. Zero tasse comunali per 3 anni per chi apre una nuova impresa, in particolare in centro storico. Il 50% di oneri in meno per chi investe in edilizia sostenibile e riqualificazioni energetiche.

Restano fuori i compro-oro, slot e distributori automatici

Via libera del consiglio alla detassazione per tre anni delle imposte comunali, quindi, di Imu, Tasi, Addizionale Irpef, Tosap, Imposta sulla pubblicità, per le nuove attività che nascono nel centro storico. Stesso incentivo per le neo-imprese che creano occupazione stabile nelle altre aree della città. Restano fuori dalla misura i compro-oro e gli esercizi con slot machine e distributori automatici.

Voto a favore del centrodestra, si astiene il M5S. «Così sosteniamo investimenti e posti di lavoro. Agiamo con le leve della fiscalità comunale per supportare le start-up. La delibera è un’azione di stimolo al settore economico e commerciale del centro e della città», ha spiegato l’assessore Antonello Delle Noci.

Niente tasse in centro

Per il centro storico non verrà richiesto nulla in termini di tasse comunali: per incentivare ancora di più. Niente clausole di dipendenti e affini. Per tutte le altre al di fuori dal centro storico si richiede a chi chiede occupazione stabile, almeno quindi un dipendente a tempo indeterminato. “Un piccolo contributo che vuol dire: dai, proviamoci. Il Comune sta dalla parte vostra per il progetto di impresa, vita e futuro – ha detto Ricci, in compagnia degli assessori Delle Noci e De Regis -. Più attività ci sono, specialmente nel centro storico, più tutti lavorano. Anche quelli che già ci sono, perché ricevono più movimento”. Nessuna propaganda elettorale: ci siamo, nel giro di 20 giorni.

Il Comune paga

E’ un incentivo alla creazione di impresa. L’esempio: per un negozio del centro storico di circa 100 metri quadrati ci sarà un risparmio di circa 6.000 euro all’anno. Fuori dal centro, invece, la stima di sgravio sale almeno a 10 mila euro all’anno.

Contro le critiche

C’è chi ha criticato il provvedimento. Il senso: e chi ha già una attività in centro e da anni tiene duro contro la crisi? Per loro cosa si fa? Ricci ha risposto così tramite Fb: “Se aprono nuove imprese la ricaduta è positiva per tutti, compreso il comune che tra 3 anni avrà contribuenti che non avrebbe avuto. Si chiama sostegno alla creazione d’impresa o sostegno alle start up”. In pratica il Comune non mette soldi di tasca propria ma, non richiedendo per tre anni contributi, contribuisce indirettamente alla nascita di nuove attività, a rianimare il centro storico, a creare posti lavoro. In più, fra tre anni, si troverà con una nuova platea di attività avviate in grado di contribuire poi alle tasse comunali.

In pillole

1) «Zero tasse comunali per 3 anni alle nuove imprese che nascono nel centro»
Obiettivo: sostegno agli investimenti e posti di lavoro

2) «Zero tasse comunali per 3 anni alle nuove imprese che creano occupazione stabile»
Obiettivo: sostegno agli investimenti e posti di lavoro

3) «Blocco dell’aumento degli oneri di urbanizzazione. Modifica strutturale con solo adeguamento Istat dal 2015».
Obiettivo: rilancio dell’economia urbanistica e occupazione

4)«Riduzione per il 50 per cento degli oneri di urbanizzazione su case passive e case di classe A»
Obiettivo: sì alle nuove edificazioni e ristrutturazioni con riqualificazione energetica

5) «Riduzione per il 50 per cento degli oneri di urbanizzazione per chi rende la casa accessibile ai disabili»
Obiettivo: abbattere le barriere

IL DIBATTITO: VOTA A FAVORE ANCHE LA CRESCENTINI

Alessandro Bettini (Forza Italia) sottolinea: «La modifica al regolamento non può essere disattesa. Anche se riteniamo il documento vuoto. Perché ci dice che i contributi verranno rimborsati. Ma non c’è l’esonero, serve l’ennesima domanda da compilare e non si ha la certezza che l’incentivo arriverà. Vedremo alla prova dei fatti». E il centrodestra propone l’emendamento (accolto con astensione del M5S, ndr) per comprendere nel provvedimento riguardante il centro «le vie all’interno del perimetro delle antiche mura roveresche. Altrimenti non capiamo perché si scelgono alcune zone e altre no». Federico Alessandrini (M5S): «Ci asteniamo perché non riteniamo l’iniziativa equa. Non possiamo dimenticarci delle attività che già operano in centro. Chiediamo un tavolo reale con tutti i commercianti, la misura deve essere ripartita». Mentre Roberta Crescentini (Siamo Pesaro) annuncia il voto a favore ma auspica «altre soluzioni per le imprese già esistenti, altrimenti sarebbe concorrenza sleale». Matteo Ricci sulle osservazioni: «E’ un’azione di stimolo. Nella politica degli incentivi si sceglie. Non si possono dare a tutti e per tutti, si valuta un obiettivo. Vogliamo essere realistici: dare incentivi a tutti significa chiudere il Comune. E se nasce una nuova impresa in centro, è un bene anche per le altre. La zona non si svuota: va a vantaggio anche di chi già c’è e resiste. Facciamo sul serio, non è una boutade». Sulle modalità: «Non possiamo per legge non farci pagare, per questo il contributo è a rimborso. Per un negozio di 100 metri in centro il risparmio per 3 anni è di 24mila euro. Perle attività fuori dal centro è di 20mila euro all’anno. E’ chiaro che fuori chiediamo qualcosa in più, come la garanzia dell’occupazione stabile».

Passano anche il blocco degli aumenti degli oneri di urbanizzazione, con solo adeguamento Istat previsto dal 2015. Riduzione del 50 per cento degli oneri su nuove costruzioni e fabbricati in classe A. Giù gli oneri per la metà anche su ristrutturazioni e fabbricati che garantiscano l’accessibilità ai disabili. Voto a favore del centrodestra, si astiene il M5S. L’assessore Stefania De Regis: «Avremo un patrimonio edilizio più adeguato, moderno e accessibile per i cittadini e le imprese. Adeguiamo gli oneri ai soli costi di costruzione, con l’indice Istat». Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): «Sono incentivi positivi ma non sufficienti per dare una spinta reale al mercato edile. Gli interventi sono molto ridotti nelle tipologie». Fabrizio Pazzaglia (M5S): «Ci si doveva concentrare sul costruito». Crescentini: «Votiamo a favore ma il Comune applichi per le sue opere quello che chiede ai privati. A partire dalla ristrutturazione del tetto della Rodari. Dia il buon esempio».

Il sindaco: «Andiamo verso uno sviluppo differente dell’edilizia, non può più essere quella dell’era pre-crisi. Cogliamo anche una politica nazionale di incentivi nel settore. Uno dei problemi dei potenziali investitori riguarda gli oneri di urbanizzazione troppo alti su ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche. Con questa azione partiranno diversi cantieri che si tradurranno in lavoro. Incasseremo la metà, ma è un’operazione sostenibile per il bilancio. Da oggi sarà più facile investire sulla nuova edilizia sostenibile. Serviva ‘ben altro’? La logica ‘benaltrista’ è una sindrome tutta italiana. L’importante è che il passo sia nella direzione giusta».

Passano le linee programmatiche (voto contrario di M5S e centrodestra). Dario Andreolli (Ncd): «E’ innegabile che ci siano punti affascinanti e condivisibili. Così come registriamo una certa discontinuità rispetto al passato. Ma poco spazio per politiche educative e sulla famiglia. Biennio Itis a Pesaro? E’ stata la Provincia a rimandare quando Ricci era presidente. Non si dice nulla sulle manutenzioni. Che cosa bisogna fare con Global Service? Pesaro nazionale non significa ‘uomo solo al comando’ ma responsabilità condivisa. Ricci non faccia il guidatore che non vuole essere disturbato. Nel dissenso ci sono spesso considerazioni che si rivelano veritiere». Bettini: «Ricci predica bene ma razzola male, nelle nomine delle partecipate ha fatto come gli pareva. Se era il sindaco di tutti doveva coinvolgere l’opposizione». Dallasta: «Mancano gli indirizzi su asili nido, anziani e politiche per gli animali». Pazzaglia: «Non c’è traccia di partecipazione. Decisioni prese nei comitati e nelle segretarie di partiti. I cittadini devono essere il fulcro dell’attività dell’amministrazione». Francesca Fraternali (Pd): «I pesaresi hanno creduto nei nostri indirizzi. Puntiamo su Pesaro città sostenibile e a misura di cittadino. Sulla sanità ci giochiamo tanto, ci metteremo la nostra energia».
Chiude il sindaco Matteo Ricci: «Il linguaggio delle linee di mandato è meno politichese. Ma anche la narrazione serve. Chi amministra Pesaro deve avere una visione provinciale, andare al di là di Chiusa di Ginestreto. Indichiamo un’idea diversa di governance e con l’Unione di Comuni mettiamo in campo una pubblica amministrazione differente. Solo così faremo le riforme e conteremo di più. E’ un libro dei sogni? Oggi ne abbiamo già due in meno, su oneri e tasse comunali. E’ un programma ambizioso, ma adesso dobbiamo avere la capacità di pensare in questo modo. Il programma è una visione e al tempo stesso un’idea di città. Il rospo? Voglio sconfiggere la cultura del rinvio. E’ un male del nostro tempo. Serve dialogo con la minoranza e capacità di governo. Ma il rapporto con opposizione non è spartizione di poltrone. E’ quella la vecchia politica. Nelle società partecipate abbiamo dato un grande indirizzo di sobrietà. La nomina del cda? E’ di competenza del sindaco, non del consiglio».
In apertura Ricci ringrazia Giuseppe Donnarumma: «Ha fatto un grande lavoro, ora andrà in Abruzzo. Sotto la sua guida il comando dei carabinieri ha dato un contributo importante alla serenità dei pesaresi: in pochi giorni sono stati catturati i responsabili del delitto Ferri e dell’aggressione a Lucia Annibali. Incontrerò il nuovo comandante, con cui collaboreremo. Donnarumma rimarrà sempre amico della città di Pesaro».

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