Popsophia chiude col botto: pubblico affascinato dall’attimo fuggente di Bodei e dall’elogio dell’assenza di Givone

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7 luglio 2014

Remo Bodei e Sergio Givone con Lucrezia Ercoli

Remo Bodei e Sergio Givone con Lucrezia Ercoli

PESARO – Due filosofi a confronto. Remo Bodei e Sergio Givone sono stati i protagonisti a Pesaro dell’ultimo confronto di Popsophia su “Nostalgia del presente”. Punti di vista diversi sul palco di rocca Costanza, con Lucrezia Ercoli, direttrice artistica della kermesse, a fare da arbitro.

L’attimo che fugge. “Nostalgia del presente è il tentativo di afferrare l’attimo che fugge – Bodei ha espresso il suo pensiero – Un tempo il presente era qualcosa che si connetteva al passato e al futuro, mentre oggi è diventato un rifugio, un tentativo di sfuggire alla disperazione, riempiendo un vuoto con un pieno, che a volte è la ricerca del cosiddetto sballo”.

L’elogio dell’assenza. Sergio Givone contrappone l’elogio dell’assenza, riproponendo un interrogativo che riporta alla tragedia greca: “Perché non piuttosto il nulla?”. Ecco la spiegazione: “Se siamo condannati a inseguire quello che ci sfugge, non sarebbe meglio il nulla piuttosto che questo sforzo? L’unica via per sfuggire a questo nichilismo viene intravista nella musica, che offre una sorta di redenzione, capace di accogliere il tempo e trovare in esso un senso”.

Far fruttare l’attimo. Remo Bodei ha replicato dicendo che “vivere nel presente, come aveva intuito la tradizione classica, è far fruttare l’attimo. Ma noi, avendo desertificato il futuro, siamo predoni e questo si sta verificando anche nei sentimenti, con un’incapacità amorosa. I nostri rapporti interpersonali, per evitare di essere feriti, sono diventati di tenerezza. Ma l’amore è una scommessa, che si può vincere o si può perdere, presuppone autonomia. Quando invece consideriamo l’altra persona come un oggetto, si cade nella rapacità, si cerca di godere come una rapina di qualsiasi cosa ci si presenta”.

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