Case, dal 2008 s’è perso il 30% delle imprese edilizie

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9 luglio 2014

Costanzo Perlini

Costanzo Perlini

PESARO – La filiera delle costruzioni si sta sgretolando anche nella nostra provincia. Per Costanzo Perlini, presidente di Ance Pesaro, l’associazione dei costruttori aderenti alla Confindustria di Pesaro e Urbino, è una conseguenza della continua scomparsa di imprese e la perdita di posti di lavoro.

La fotografia del settore. Perlini, alla prima uscita ufficiale da quando è stato nominato presidente dell’associazione, ha parlato della necessità di avere “interventi urgenti, che restituiscano forza e credibilità alle imprese edili, la cui crisi profonda traina quella degli altri settori dell’economia pesarese, in una sorta di effetto domino”. I numeri, del resto, parlano chiaro: “Dall’inizio della crisi, nella provincia di Pesaro e Urbino l’edilizia ha perso quasi il 30% delle imprese iscritte alla Cassa Edile (dalle 1.002 del anno 2007-2008 alle 670 nel 2012-2013). Allargando il quadro a tutte le imprese edili certificate dall’Istat, a giugno 2008 erano 6.488 (di cui 5.428 artigiane) e cinque anni dopo 5.917 (di cui 4.565 artigiane). Pesantissimi i riflessi sul piano occupazionale: 1.744 posti di lavoro persi dal 2008 al 2013 solo tra le aziende iscritte alla cassa edile (4.830 contro 3.059), che diventano più di 2.000 considerando l’intera forza del settore a livello provinciale (da oltre 13.000 occupati nel 2008 a 11.000 nel 2014)”.

Lo scenario. “Siamo in grande sofferenza e soprattutto senza prospettive” ha spiegato oggi Perlini. “I costruttori hanno ribadito l’orientamento di lavorare soprattutto sulle riqualificazioni del patrimonio esistente”.

Il credito. Il tema della liquidità, per le imprese edili e per i cittadini, “influenza lo stato di crisi del settore”, ma secondo il presidente dei costruttori pesaresi “non è decisivo”. Il decreto “sblocca debiti” ha rappresentato “un passo in avanti, ma i pagamenti vanno avanti con estrema lentezza”. Il ruolo degli istituti di credito è comunque “estremamente importante”. Secondo Perlini, “sia per le imprese che per i cittadini oggi c’è credito disponibile solo di fronte a garanzie certe: una sorta di circolo vizioso, perché l’unica garanzia certa che oggi consente un cittadino di aprire un mutuo per acquistare casa è legata alla certezza del lavoro; se manca, ogni speranza di ‘farsi casa’ si azzera e, di conseguenza, si ferma il mercato e tutta la filiera ad esso collegata”.

Nuova occupazione. Il ragionamento del presidente Perlini è semplice: “Sento parlare di contributi alle imprese che assumono, ma se la produzione è zero perché si fatica a vendere, come si può pensare di creare nuovi posti di lavoro? Piuttosto, le risorse del governo siano destinate a fare nuove opere, perché in quel caso l’azienda è incentivata ad assumere”.

Patto di stabilità. “Ha messo in grande difficoltàun gran numero di imprese – ha detto oggi Perlini – Tanto più che quel titolo di credito vantato nei confronti delle pubbliche amministrazioni ha scarso valore per le banche che, soprattutto oggi, non sono disponibili ad anticipare denaro solo perché l’impresa aspetta un pagamento da un ente pubblico”.

Burocrazia. Parlando di riforme essenziali per l’edilizia, Perlini ha auspicato che “la normativa – oggi di proporzioni enormi – diventi più semplice”. “E’ un’ovvietà che nella pratica non ha però alcun riscontro – ha aggiunto – Bene ha fatto il comune di Pesaro ad abolire la commissione edilizia, ma il rallentamento più pesante lo registriamo prima che le pratiche vadano in commissione, durante l’istruttoria, che è lunga e complessa”. La proposta del presidente dei costruttori pesaresi è precisa: “La maggior parte delle strutture tecniche dei comuni hanno un alto grado di preparazione e di conoscenza delle leggi e delle norme, si tratta di un’esperienza formidabile che va messa a disposizione delle imprese edili, perché siano aiutate e accompagnate ad affrontare nel più breve tempo possibile e con il massimo rispetto la montagna di regole che esistono”.

Prospettive. L’auspicio del presidente Perlini è che l’edilizia pesarese sia arrivata “al picco più basso della crisi”. Ma il “mini trend positivo” nel comparto dell’edilizia privata, “legato principalmente alle ristrutturazioni oggetto dei bonus fiscali, va sostenuto soprattutto con la ripresa dei lavori pubblici e nel residenziale, che invece, sempre secondo il Cresme, non ci sarà”. Il presidente dei costruttori ha anche sottolineato – “sempre nel rispetto delle regole” – che le imprese edili pesaresi “possano avere un sostegno da parte delle amministrazioni locali, attraverso l’assegnazione di lavori per piccoli importi”. Un riferimento alle risorse che si stanno rendendo disponibili sui capitoli dell’edilizia scolastica, del rischio idrogeologico e del progetto ‘Seimila campanili’. “Sarebbe un vantaggio anche per gli enti – ha osservato Perlini -, che avrebbero nelle imprese pesaresi degli interlocutori sul posto, pronti a intervenire per qualsiasi evenienza”.

Conclusioni. “Spesso sento associare alla parola costruttore quella, molto dispregiativa, di distruttore: non la condivido. Non va dimenticato che l’imprenditore edile è un esecutore di programmi epiani regolatori, che giustamente vengono pensati e predisposti da chi amministra le città e ne risponde di fronte ai cittadini a conclusione di ogni mandato amministrativo”.

 

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