Pesaro, piazzate sei piramidi marine per il ripopolamento ittico. Fano, dragaggio porto: appello delle cooperative alla Regione

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10 luglio 2014

Gli esponenti della Capitaneria e della Provincia

Gli esponenti della Capitaneria e della Provincia

PESARO – Sei piramidi sottomarine per i ripopolamento ittico e le biodiversità, un ambiente difficile su cui intervenire nell’Adriatico, sono state collocate a tre miglia da Pesaro. Un progetto realizzato dalla Provincia con la collaborazione della Regione che ha messo a disposizione un “fondo mare”, grazie agli uffici interni della Provincia e con la Capitaneria di Porto per le questioni tecniche. L’opera, presentata dall’assessore Tarcisio Porto, è costata circa 200 mila euro con un bando nazionale. I tetrapodi sono stati incastrati, realizzando così potenziali tane e anfratti, tane protette per alghe e pesci, creando una zona inibita alla pesca che sarà segnalata sulle carte nautiche.

 

Guardia Costiera, nuovo spot televisivo per il numero blu 1530

Il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera ha recentemente realizzato il nuovo spot del Numero Blu di emergenza in mare “1530” diffuso in onda sulle principali reti della RAI.

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La nuova campagna di comunicazione è sintetizzata nell’interpretazione di Claudio Amendola, testimonial d’eccezione, che nei panni del Comandante di una Motovedetta della Guardia Costiera si rivolge a tutti gli utenti del mare con un messaggio chiaro ed inequivocabile, mirato ad aumentare la consapevolezza di poter contare su una qualificata assistenza in mare in caso di necessità “se siete in difficoltà non perdete tempo, chiamate il 1530! La Guardia Costiera è con voi”.

Lo spot è stato sceneggiato dal noto giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori e diretto dal Regista RAI Paolo Marcellini di “Linea Blu”.

Il Numero Blu 1530, si ricorda, è un numero di pubblica utilità totalmente gratuito, con cui è possibile mettersi in contatto diretto con la Guardia Costiera per attivare immediatamente la catena dei soccorsi in mare. Il Numero Blu è raggiungibile, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, sia tramite rete fissa sia tramite telefono cellulare.

All’Operatore della Guardia Costiera che risponderà e che guiderà la chiamata, occorrerà fornire tutte le notizie utili per acquisire, fin da subito, le prime informazioni sulla richiesta di intervento e garantire così la buona riuscita delle operazioni di soccorso. A titolo esemplificativo saranno richiesti la tipologia di emergenza, la posizione dell’unità, il numero delle persone che corrono pericolo, la presenza di eventuali feriti o traumatizzati, la presenza a bordo di bambini o persone che necessitano di particolare assistenza, ecc…

FANO: DRAGAGGIO PORTO, LE COOPERATIVE DI PESCA INCONTRANO IL SINDACO E LANCIANO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Si sono confrontate con Massimo Seri e con l’assessore Paolini
Necessario anche rivedere la questione delle concessioni demaniali nell’area portuale

Sbloccare lo stallo sul dragaggio dei fanghi nel porto di Fano (Pu) attraverso la creazione di una task force composta da Regione Marche, Comune di Fano, cooperative del settore della pesca. Lo hanno chiesto, in un confronto, il consiglio di amministrazione di Coomarpesca, Associazione Produttori Pesca Adriatica, Cooperativa Piccola Pesca e Consorzio Ittico Fanese, al neo sindaco Massimo Seri e all’assessore ai Lavori pubblici, Marco Paolini. Una task force che potrebbe essere già definita sabato prossimo quando la Giunta comunale ospiterà la Giunta regionale. Per questo motivo, le cooperative dei pescatori lanciano il proprio grido d’allarme al presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, e all’assessore regionale ai Porti, Paola Giorgi, affinché questa situazione venga risolta subito e vengano rispettati gli impegni presi dalla stessa amministrazione regionale.

I pescatori, nell’incontro con Seri e Paolini, hanno ancora una volta dovuto esprimere, alla nuova guida comunale, la loro totale difficoltà nel poter operare nelle attuali condizioni del porto fanese e hanno sollecitato il dragaggio di almeno 90-100 mila metri cubi di fanghi per poter ricominciare a lavorare in tranquillità. Per questo materiale, occorrerebbe trovare una ulteriore destinazione rispetto alla futura cassa di colmata del porto di Ancona visto che questa risulta di capienza insufficiente. Seri ha garantito il suo impegno così come l’assessore Paolini ha assicurato che verrà monitorata la situazione delle concessioni demaniali all’interno del porto per poter avere poi un nuovo incontro su questo tema. Le cooperative, infatti, hanno di nuovo segnalato lo stato d’incuria delle aree portuali, abbandonate a se stesse e alle erbacce invece di essere rese utilizzabili per attività economiche e, soprattutto, presentabili alla città e ai turisti.

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