Strade provinciali, l’appello di Galuzzi al Governo: “Da 13 milioni di fondi del 2010 agli attuali 600 mila euro: presto la situazione sarà drammatica”

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10 luglio 2014

Massimo Galuzzi*

Le proteste dei cittadini per le buche e la crescita delle erbacce lungo le nostre strade rappresentano lo scoglio quotidiano dell’amministrazione provinciale. Sarebbe utile, per capire come si è arrivati a questa situazione, rifare la cronaca dei tagli di risorse (fondi, uomini e mezzi) subiti dalla viabilità provinciale negli ultimi anni, durante i quali si è passati dai 12-13 milioni di euro all’anno stanziati dal Governo fino al 2010, ai soli 600mila euro a disposizione quest’anno per tutte le esigenze dei 1400 km di strade provinciali. Ma anche riepilogando, non si farebbe un passo avanti: mancherebbero sempre fondi, uomini e mezzi. Vorrei, invece, invitare i cittadini e le forze politiche a sostenere l’ennesimo appello che, come Provincia, stiamo rivolgendo a Governo e Parlamento affinché siano assegnate risorse adeguate per risanare, mettere in sicurezza e mantenere la rete stradale esistente.

Come si è arrivati a questa situazione? Nei giorni scorsi, il premio Nobel per l’economia, l’americano Paul Krugman, ha fatto delle importanti riflessioni sulla stampa. Partendo dal fatto che, anche in America, i lavori stradali sono stati progressivamente ridotti negli ultimi anni, il famoso economista mette in guardia sul fatto che lo scenario delle infrastrutture stradali potrebbe pregiudicare le potenzialità economiche a lungo termine. E’ evidente che non si può smettere di costruire e riparare le strade. Non c’è bisogno di spiegare le fondamentali funzioni da esse svolte per la sicurezza, la ripresa economica e la stabilità sociale. Gli investimenti per la manutenzione delle strade sono stati lasciati solo a carico dei governi locali che, in genere, devono avere bilanci in pareggio ed hanno subito un crollo pazzesco delle entrate. Il Governo sta cercando di sostenere gli investimenti pubblici. Ha fatto partire interventi di riparazione delle scuole. Ma lo fa solo per i Comuni. Per le Province, no. Le Province sono messe nell’impossibilità di funzionare anche se, per quanto riguarda le strade, stiamo parlando del principale ente italiano di gestione delle strade pubbliche. Tutti pensano che c’è bisogno di una buona rete stradale, ma si fa una politica che non pone più alcuna attenzione al problema. Occorre fare un forte appello al Governo e al Parlamento affinché si comprenda che sulle strade, così come su sicurezza delle scuole, territorio, assetto idrogeologico, si è giunti ad una condizione pesantissima e si arriverà presto ad una situazione drammatica e non recuperabile, senza più margini di attesa rispetto ad una necessaria politica di attenzione, profondo risanamento ed efficace intervento non più rinviabile.

Le Province, per competenze, conoscenza del territorio e organizzazione potevano fare pienamente la loro parte e potranno farla ancora così come saranno trasformate, purché vi sia la volontà reale di farle operare e le risorse adeguate e necessarie per farle funzionare.

* Vice presidente della Provincia di Pesaro e Urbino

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