Urbania, donate 100 preziose incisioni del grande Bruscaglia. Il ringraziamento del vicesindaco

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14 luglio 2014

URBANIA – Cento preziosi “Bruscaglia” ad Urbania. La donazione è della moglie dell’incisore urbinate, per la gioia dell’amministrazione comunale che – tramite il vicesindaco Alice Lombardelli – ringrazia sentitamente.

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Prezioso regalo. La signora Rina, moglie del grande artista urbinate Renato Bruscaglia, qualche giorno fa ha donato al Museo Civico della città durantina 100 incisioni del marito. Una donazione consistente di opere di vario formato, risalenti al periodo che va dalla fine degli anni Quaranta del secolo scorso fino agli anni Novanta compresi.

Il ringraziamento dell’amministrazione. “Si tratta di un dono molto importante – commenta Alice Lombardelli, vicesindaco di Urbania con delega alla cultura – che va ad arricchire il patrimonio artistico durantino e che nell’autunno sarà subito in mostra. Ringrazio la signora da parte di tutta la comunità di Urbania per la fiducia che nutre e rinnova dall’inizio degli anni Novanta nei confronti delle nostre istituzioni culturali. Le acqueforti di Renato Bruscaglia, che godono di un ampio successo nazionale da parte di pubblico e critica, hanno reso grande la scuola e la tradizione incisoria urbinate ed eterne la nostra luce, le nostre colline, il nostro territorio”.

Renato Bruscaglia. Nato a Urbino il 19 novembre 1921, è scomparso nel 1990. Formatosi all’Istituto del libro della città ducale, Wikipedia – l’enciclopedia online più famosa – racconta come durante la seconda guerra mondiale sia arduo procurarsi i materiali per l’incisione e le possibilità per stampare. Ciononostante Bruscaglia sfrutta questo periodo per conoscere e scoprire posti nuovi, in particolare le lombarde Cremona e Milano, tornando a incidere una volta tornato a Urbino, quando il conflitto era terminato. Insegna prima disegno dal vero e poi Incisione calcografica presso la Scuola del Libro dove si era diplomato nel 1941, ricevendo gli insegnamenti di Leonardo Castellani. Nel periodo postbellico collabora alla realizzazione della monografia su Palazzo Ducale di Urbino di Pasquale Rotondi, eseguendo le assonometrie del Palazzo. Influenzato dagli architetti e pittori della grande stagione del Rinascimento urbinate, tra cui Laurana, Martini e Piero della Francesca, subì il fascino dei grandi nomi della tradizione incisoria europea come Seghers, Rembrandt, Canaletto e Durer, incontrando artisti a lui contemporanei come Giorgio Morandi, a cui fu presentato dallo storico dell’arte, amico e cognato, Andrea Emiliani. Quest’ultima influenza – scrive sempre Wikipedia – si lega alla frequentazione da parte di Bruscaglia dell’ambiente culturale bolognese vicino a Roberto Longhi, Francesco Arcangeli, Roberto Tassi e a Emiliani stesso. Lo stile di Bruscaglia è stato influenzato anche dalle poesie di Mario Luzi, Eugenio Montale e Paolo Volponi, suo amico e concittadino, con cui condivideva il comune amore per Urbino e per la campagna circostante. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta Bruscaglia s’interessa, come tema delle sue opere, oltre al paesaggio, anche della figura umana. Tiene la cattedra d’incisione all’Accademia di belle arti di Firenze, ma continua a risiedere nella sua Urbino. Fu direttore della neonata Accademia di Belle Arti, contribuendo a darne una prima organizzazione. Mantenne tale incarico sino alla pensione. E’ stato anche consigliere dell’Accademia Raffaello. Assieme ai colleghi e amici Carlo Ceci e Pietro Sanchini, dal ’62 all’87 organizzò un Corso Estivo Internazionale dell’Incisione Artistica, facendosi tra i promotori, assieme allo stesso Carlo Ceci, delle edizioni del Teatro rinascimentale di Corte. Candidato sindaco per la lista civica Per Urbino capoluogo alle comunali del 1993, fu consigliere comunale dal 1995 al 1998.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, dal 1945, tra cui: la Mostra dell’Incisione Italiana dell’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia (dal 1955 al 1965), la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (nel 1956 e nel 1962), la Mostra Internazionale di Grafica in palazzo Strozzi a Firenze (1969), la Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1974), la IV Triennale dell’Incisione a Milano (1980) e tante altre. Morì a Bologna il 25 novembre 1999. E’ sepolto nel cimitero di Urbino.

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