Uccise la moglie 27 anni fa: arrestato a Pesaro

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18 luglio 2014

GELA – Caso risolto 27 anni dopo? Per i carabinieri e la procura di Gela è così, sicuri che la scomparsa misteriosa di una donna era da attribuire al marito che l’avrebbe uccisa. E’ stato così arrestato Vincenzo Scudera, 56 anni, che oggi vive a Pesaro. L’accusa è di omicidio premeditato e aggravato.

Rosaria Palmieri, all’epoca dei fatti 22enne, sarebbe stata – come spiegato dai carabinieri in conferenza stampa oggi – uccisa dal marito, ritenuto affiliato agli stiddari del clan Riggio di Riesi. All’epoca – e siamo nell’aprile del 1987 – il figlio aveva solo 6 anni, mentre oggi è un adulto con una compagna che fa l’avvocato proprio a Pesaro. Bene, sarebbe stato il figlio, che oggi ha 33 anni, a contribuire indirettamente alla risoluzione del caso richiedendo, un anno fa, la dichiarazione di morte presunta della madre per poterne ereditare una proprietà.

Il movente del femminicidio? Gelosia per i carabinieri, sentimento che la vittima avrebbe manifestato nei confronti del marito una volta scoperta una tresca amorosa con la cugina di lei (precisamente la figlia del fratello). Il marito, rimasto con un figlio da crescere, aveva parlato di fuga della povera Rosaria, andando poi a vivere con la cugina, da cui ha avuto un altro figlio, proprio nella nostra Pesaro. Marito che aveva sempre parlato di allontanamento volontario della povera Rosaria.

Indagini difficoltose quelle dei carabinieri, che parlano di atteggiamento omertoso delle famiglie a cui sono state rivolte domande per risolvere un giallo iniziato 27 anni fa. Un femminicidio maturato – come ha detto il procuratore Lucia Lotti – in un ambiente di notevole spessore criminale, di omertà, paura e di rilevante degrado morale”. Un arresto – quello messo in atto la scorsa notte dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Pesaro e Urbino del Marco Filoni, unitamente a personale del reparto territoriale carabinieri di Gela su ordinanza del gip Fabrizio Molinari – arrivato dopo mesi di indagini, anche grazie alle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia.

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