Cavalli lasciati morire di fame e di sete: sequestro dell’Oipa a Schieti

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19 luglio 2014

SCHIETI – Un sopralluogo delle guardie zoofile dell’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, è stata effettuata in una struttura di Schieti. Diverse le segnalazioni arrivate circa il cattivo stato di detenzione di sei cavalli.

Scenario molto grave. Così si legge in una nota dell’Oipa Italia. “Cinque cavalli erano infatti lasciati letteralmente morire di fame e di sete tra i loro stessi escrementi. Una cavalla femmina e un pony erano ricoverati sotto una struttura fatiscente su una pavimentazione sconnessa, completamente ricoperta di escrementi, entrambi in stato di eccessiva magrezza, con vertebre e costole in evidenza e completamente senza tono muscolare, oltre a zoccoli con unghia lunga e spaccature. Non era presente cibo a disposizione, e l’abbeveratoio era una piccola bacinella con poca acqua putrida mischiata ad escrementi”.
Tre dei quattro cavalli sarebbero stati confinati all’interno del classico “tondino” da addestramento, dentro cioè una recinzione rotta in più punti con assi di legno sporgenti, senza alcun tipo di riparo dal sole o dalle intemperie. “Anche in questo caso tutti gli esemplari presentavano grave magrezza, zoccoli in pessime condizioni e una quantità d’acqua sporca a disposizione insufficiente anche per un solo cavallo. Identiche le condizioni per l’ultimo equino, detenuto all’esterno e senza neppure l’acqua a disposizione. Gli animali sono stati sottoposti a sequestro probatorio, pur affidati alla struttura, e la proprietaria denunciata per maltrattamento e abbandono di animali”.

La giustificazione della proprietaria. Interpellata dalle guardie, la proprietaria dei cavalli ha spiegato di non avere risorse economiche sufficienti a mantenere gli animali. “Il fenomeno dell’accumulo compulsivo riguarda anche gli animali, prendendo il nome di “animal hoarding” che continua a mietere moltissime vittime – spiega Matteo Ceccolini, il coordinatore delle guardie zoofile dell’Oipa Pesaro e Urbino – Questi cavalli sono stati acquistati senza la minima cognizione di quello che è necessario per mantenerli in salute e in condizioni di benessere. Ci auguriamo che  il nostro sequestro venga convalidato per evitare che questi animali siano condannati ad una delle peggiori morti, quella per fame e sete”.

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