Sparge benzina in Provincia: pastore protesta contro l’assalto dei lupi al suo gregge. Gambini: “Era esasperato, si sentiva abbandonato”. TUTTE LE FOTO

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21 luglio 2014

PESARO – Paura in via Gramsci, nella sede della Provincia di Pesaro e Urbino. Un pastore dell’entroterra si è presentato stamattina verso mezzogiorno con due taniche di benzina in mano. Poi ha estratto una pecora uccisa da un lupo, segno tangibile di quella che ha definito la strage del suo gregge.

Avrebbe anche tentato di dar fuoco alla pecora nel cortile, tra gli occhi esterrefatti dei dipendenti dell’ente che per precauzione sono stati evacuati dagli uffici. Fino all’arrivo di polizia e carabinieri, che sono riusciti a far tornare il pastore dell’entroterra sui suoi passi.

Un pastore dell’entroterra ha creato il panico tra gli impiegati della Provincia che sono stati costretti a evacuare gli uffici. Poco prima di mezzogiorno un allevatore è entrato nel cortile della Provincia in via Gramsci con due taniche di benzina. Ha estratto da un sacco una pecora morta per l’assalto di un lupo e furioso per quella che lui definisce la strage del suo gregge, ha tentato di dare fuoco all’involucro spargendo benzina nel cortile. Sul posto carabinieri e polizia, oltre ai vigili del fuoco, che hanno calmato il pastore e permesso ai dipendenti della Provincia di rientrare nei rispettivi uffici.

Interviene il sindaco di Urbino Maurizio Gambini: la politica non  può rimanere indifferente

Su quanto accaduto questa mattina nella sede della Provincia, dove un allevatore residente nel Comune di Urbino, esasperato per i continui attacchi dei lupi ai propri greggi, interviene il sindaco di Urbino Maurizio Gambini.

«La politica non può rimanere indifferente – dice il sindaco – davanti all’esasperazione che stanno provando gli allevatori del nostro territorio. La presenza dei lupi è sempre più comune, e i danni che stanno provocando sono in fase crescente. Ricordiamo che il danno va ben oltre l’uccisione di qualche capo di bestiame. L’attacco dei lupi ha un effetto devastante sull’armonia di un gregge, e induce una perdita diretta per la produzione che genera reddito per l’allevatore. Conosco personalmente il pastore che ha compiuto il gesto di questa mattina. E’ una persona molto tranquilla e ragionevole. Se è giunto a un tal livello di provocazione, vuol dire che aveva superato ogni limite di sopportazione. Queste persone si sentono abbandonate. Vedono l’indifferenza da parte della politica e non sanno più che cosa fare per far sentire la propria disperazione».

«Sappiamo – aggiunge il sindaco – che il Presidente dell’Assemblea Regionale si era attivato per modificare la normativa e garantire un supporto economico per chi avrebbe documentato dei danni agli allevamenti, ma da diversi mesi tutto è fermo. Chiederò un intervento degli organi provinciali e regionali per affrontare subito la questione».

 

 

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