Valentina Bellucci, idee ed esperienza per Volley Pesaro: “Non amo i proclami, ma la squadra è ben costruita”

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22 luglio 2014

Valentina Bellucci porta a Pesaro tanti ingredienti

Valentina Bellucci porta a Pesaro tanti ingredienti

PESARO – Valentina Bellucci, idee ed esperienza, non solo sotto rete. Schiacciatrice-ricevitrice di 31 anni, si presenta in punta di piedi – “non amo fare proclami” – ma nel corso di una lunga, piacevole telefonata si ricava la sensazione che Valentina saprà trasmettere sicurezza alle nuove compagne di squadre, al Volley Pesaro. Nuove? Non tutte. Lo scoprirete leggendo, in un viaggio iniziato lo scorso 15 febbraio. Fino a quella sera, dopo 14 giornate, il Volley Pesaro era terzo con 32 punti, preceduto da Perugia (34) e Olbia (33).

Alle 18,30 di quel sabato, a Campanara, arriva il Volley Loreto, già superato in trasferta (3-0). Le ragazze di Matteo Bertini vincono il primo set: 25-20. Sembra un percorso facile, ma non hanno fatto i conti con… Valentina Bellucci – già, proprio lei – e compagne, che s’impongono 3-1, con i successivi parziali terminati 21-25; 17-25; 23-25. Pesaro precipita al sesto posto, scavalcata anche da Casette, Bastia e Filottrano. Valentina segna 15 punti, poi prova a consolare l’amico Matteo Bertini.

“Andò proprio così. Conosco Matteo da tanto tempo, da quando giocavo a Falconara, allenata da Lorenzo Micelli e Davide Mazzanti, e Bertini veniva darci una mano in palestra, giocando con noi. Poi è diventato l’allenatore che è…”.

La vostra vittoria ha cambiato il corso della storia di Volley Pesaro nella passata stagione, che potrebbe avere perso i playoff per la serie A2 proprio per quel passo falso casalingo.
“La vita è strana. Paradossalmente, fu la mia migliore partita. Giocai bene in attacco e in ricezione, in difesa… Dopo un campionato altalenante, arrivavamo da cinque vittorie consecutive. Fu una grande gioia, ma mi rendo conto che facemmo male a Pesaro, tanto che ci chiamavano tutti per chiederci il segreto di quel successo, per capire come avessimo potuto sorprendere la squadra di Bertini…”.

Un po’ di colpa è stata attribuita a chi scrive, che intervistò Eva Trinci. La giovane toscana – in verità senza superbia o arroganza – raccontò che il Volley Pesaro doveva ripetere la gara d’andata, quando vi prese a pallate. E’ vero che v’arrabbiaste?
“E’ vero, è vero! Lessi l’articolo, e anche se Trinci aveva detto la verità, nel senso che a Loreto ci avevano preso a pallate, avevamo tanta voglia di rivalsa”.

Adesso lei è del Volley Pesaro, per la felicità della presidente Barbara Rossi, da sempre sua ammiratrice.
“Sono felicissima, da quindici anni faccio la serie B1, da titolare, e ho giocato sempre nella società in cui sono cresciuta, a Falconara. Marchigiana doc, sono stata capitano della mia squadra, una grande gioia. Detto questo, penso che avrei dovuto fare questa scelta tempo fa, ma in passato, all’ipotesi di allontanarmi da casa, ho anteposto sempre la famiglia e altre cose. La telefonata di Barbara è stata un grande stimolo, mi ha trasmesso tanta fiducia, dimostrato stima. Quando giochi a casa tua, difficilmente ti fanno provare queste sensazioni. Si pensa a coccolare chi viene da fuori…”.

In verità, Volley Pesaro segue tutte con lo stesso affetto.
“Quella che mi ha offerto il Volley Pesaro è una bella opportunità. Al quindicesimo anno di B1, mi rimetto in gioco in una piazza molto ambiziosa. E’ molto stimolante”.

Anche perché l’obiettivo è indiscutibile: inizia con la lettera a, maiuscola, e finisce con il numero 2.
“Non amo i proclami, sono una fanatica del lavoro a fari spenti. A volte, ci sono i nomi ma non si riesce ad ottenere quanto sperato a inizio stagione. Credo che il Volley Pesaro della passata stagione avesse le carte in regola per vincere il campionato, però non è andata così. Non sempre quando si costruisce una squadra si incastra tutto alla perfezione. I singoli possono dare molto anche da soli, ma è il gruppo a fare la differenza. Dovremo lavorare molto in questo senso e mettere nel sacco l’effettivo valore di una squadra che, a mio parere, è stata costruita molto bene. Io ho la fortuna di farne parte”.

Le confesso, le sue parole mi piacciono molto. Lunedì mattina, nel letto di dolore della riabilitazione quasi quotidiana per recuperare la martoriata spalla sinistra, assistito stupendamente da Gabriele Palucci, storico fisioterapista del Volley Pesaro, si parlava della nuova squadra, a giudizio di tutti molto bella. Ma entrambi condividiamo che non sempre dodici bellissime giocatrici formano una bellissima squadra.
“Condivido totalmente. Ho fatto cinque volte i playoff di B1, vinto due scudetti giovanili, ho avuto grandi allenatori – Mazzanti, Micelli, Moretti, Pistola e Cerusico -, considero positiva la mia carriera, ma non dimentico che per due anni ho giocato in una squadra che sembrava fortissima che schierava Elisa Manzano e poteva vincere tranquillamente il campionato, ma non è andata così. La lezione mi ha insegnato che non bastano i nomi, che è il campo a decidere chi vince, e spesso il campo è tutta un’altra storia rispetto ai favori del pronostico…”.

Per tutte queste ragioni Valentina predilige il basso profilo.
“Ho detto a Barbara che non mi sentirà mai fare proclami. E non perché non sia ambiziosa. L’unica via è lavorare e dimostrare in campo il proprio valore. Le cadute più brutte sono quando si vola troppo alto, a parole. Si rischia di cadere più facilmente”.

Valentina Bellucci contro… cinque pesaresi

Valentina Bellucci contro… cinque pesaresi

Le idee e l’esperienza di Valentina. E l’importanza di potere contare su una ricchezza preziosa per trovare la giusta chimica di squadra.
“Un gruppo, soprattutto di donne, quando ci sono individualità forti può diventare una… bomba atomica! Bisogna essere bravi a mantenere il giusto equilibrio e soprattutto a lavorare insieme verso l’obiettivo. Quando si va d’accordo, quanto succede fuori è tutto relativo”.

Esperienza di capitano…
“Un’esperienza che mi induce a stare con i piedi ben saldi a terra. La fascia non significa solo che sei la più vecchia, perché è il gruppo a scegliere la leader”.

Detto questo, come ha anticipato lei, la squadra è ben costruita, in un giusto connubio di esperienza e gioventù.
“Partiamo da un presupposto importante: io ho giocato già con Isabella Di Iulio, il palleggiatore. La reputo completa, determinata, con un grande talento, fortissima. E vi confesso che nell’ultimo periodo di giocatrici ricche di talento ne ho viste veramente poche. La dirigenza è stata brava a prendere giocatrici giovani interessanti anche in prospettiva. Nell’eventualità che le cose dovessero andare molto bene, sono ragazze in grado di disputare la categoria maggiore. Mi riferisco anche a Mezzasoma e alla stessa Sestini, in grado di fare la differenza. Come Francesca Babbi, una delle attaccanti più forti della serie B1”.

Al di là di tutto, ciò che più convince Valentina è il progetto di Volley Pesaro.
“A volte si dimentica che alla base di tutto deve esserci un progetto. E ci si limita a fare le squadre pensando ai soldi a disposizione. Non basta. Nelle Marche, ma anche nei dintorni, il Volley Pesaro è bravo a guardare con più lungimiranza, perché ha una progettualità che parte dai bambini”.

A proposito di Marche: dando i meriti a Filottrano, che ha conquistato la serie A2, è triste constatare che la prossima B1 dovrà fare a meno di Casette d’Ete e Loreto.
“A livello personale, sono moto dispiaciuta. Io credo molto nel senso d’appartenenza: ho giocato quindici anni a Falconara, poi diventata Loreto. Potete immaginare come abbia vissuto questo epilogo a livello affettivo. Quella maglia era mia, la sentivo incollata alla mia pelle. Domenica, osservando i gironi, ho provato dolore nel non vedere neppure Casette”.

Quali pensieri dopo queste dolorose rinunce?
“E’ necessario riflettere, ma anche applaudire chi ha fatto queste scelte. Perché è ora di finirla con società che fanno squadre senza avere a disposizione la copertura finanziaria per la stagione intera. E’ vero che la nostra è una passione, ma quando ti occupa tutti i giorni, per tante ore, diventa un lavoro. Meglio fermarsi, allora, e alzare la mano, per annunciare che non si è più in grado di andare avanti. E’ più corretto che prendere in giro le persone… per questo apprezzo la scelta di Casette d’Ete, una realtà seria. In passato sono stata vicina a giocare per l’Azzurra…”. Valentina si ferma qui, ma sarebbe giusto raccontare quante giocatrici, e tecnici e collaboratori hanno lavorato senza ricevere il pattuito, addirittura pagando di tasca propria per giocare. Una vergogna. Si spera finisca, anche se vedendo certe iscrizioni a tutti i campionati il dubbio resta.

Valentina Bellucci esprime stima per la scelta, difficile, che lo scorso anno ha fatto Pesaro rinunciando alla serie A1.
“L’ho detto a Barbara: è una questione di responsabilità, di rispetto per le persone. Tante volte mi sono chiesta: come si sentirà quel presidente che va a dormire sapendo che non pagherà tante persone. Se uno ha un po’ di coscienza non può che stare male. Quindi, massima stima per chi alza la mano e si ferma, correttamente”.

Voltiamo pagina: Valentina è laureanda in giurisprudenza ed è consigliere comunale con delega allo sport (nei fatti un assessore) nel Comune di Camerata Picena, dove vive.
“Prima sono stata consigliere comunale per cinque anni, dopo le recenti elezioni sono stata nominata assessore allo sport. Il mio impegno nasce dalla voglia di dare una mano ai giovani in una parte dove mi sento più preparata. Sono convinta che lo sport può insegnare ai giovani valori importanti per vivere in un certo modo, per farli stare bene con se stessi, per allontanarli da brute compagnie…”.

Le confesso di essere molto scettico, anzi diffidente verso la politica che utilizza lo sport. Mi riferisco al caso di Josefa Idem, nominata ministro e poi allontanata per una questione di poche migliaia di euro, mentre altri politici di professione, colti con le mani non sulla marmellata, ma sul fango, sono ancora al loro posto, godendo di vitalizi che sarebbero proibiti alla gente comune.
“Vivo una realtà completamente diversa. E se tutti partiamo dal presupposto che non si può fare niente… Magari non cambieremo il mondo, ma possiamo provare a fare qualcosa per gli altri. Io mi impegno soprattutto per i giovani”.

Magari, una volta che smetterà di giocare, la politica potrebbe essere il suo futuro.
“Non lo so… ma sono una che non scende a compromessi, sono molto integra. Poi chissà… anche perché so bene che mantenere sempre l’equilibrio è impresa ardua. Certo mi piacerà dare una mano e trasmettere i valori ricevuti dalla passione della mia vita, lo sport”.

Il Volley Pesaro s’allena anche la mattina: come potrà conciliare il doppio impegno?
“Sarà dura, ma la società mi ha fornito un posto dove appoggiarmi. Parlerò a cuore aperto con il mio sindaco, che sa della mia attività. Spero di avere qualche giorno da dedicare al Comune. Il problema semmai saranno i Consigli comunali, che non potranno essere programmati solo pensando alle mie esigenze. Però si tratta solo di una riunione al mese. Di sicuro non vorrei rinunciare, per rispetto di chi mi ha votato. Io non ho fatto campagna elettorale, non ho chiesto voti ad alcuno, ma ho ricevuto tante preferenze (con 32 voti, Valentina è stata la terza più votata della lista guidata dal sindaco Paolo Tittarelli; ndr). Ecco, spero di trovare una soluzione che mi consenta di fare entrambe le cose”.

Torniamo al volley, al girone C di serie B1: un giudizio dall’alto della sua esperienza?
“Dopo tanti anni di B1, mi sento di affermare che le squadre romane sono molto arcigne, come le toscane. Le umbre sono toste. Mi hanno parlato molto bene di Orvieto, ma anche altre realtà come Todi e Corciano (Gecom Security Perugia), che mi avevano contattato, sono realtà che daranno fastidio a tutti. Così Firenze. E non dimentico che ho affrontato già Lucca, dove vincere non è semplice. Giocheremo in campi molto difficili. Prevedo, come l’anno scorso, un girone equilibrato, bello, quindi intrigante. Prevedo un campionato interessante, anzi bello, con trasferte non troppo lontane, perché non ci saranno le squadre sarde e ciò ci darà una mano dal punto di vista logistico”.

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