Torna a Pesaro la Pastorale di Beethoven

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23 luglio 2014

PESARO – Giovedì, 24 luglio, si chiude la prima edizione de I Concerti Xanitalia. Sarà Massimo Quarta, direttore musicale della Rossini e celebre direttore d’orchestra e violinista di fama internazionale, ad interpretare due straordinari capolavori della storia della musica nella suggestiva cornice di Rocca Costanza: la Sinfonia n. 6 “Pastorale” di Beethoven e il Concerto per violoncello e orchestra di Sanit-Saëns. Si è deciso di salutare il pubblico nell’ultima serata di questa prima edizione con queste composizioni per dare spazio a due meravigliosi brani da troppo tempo assenti dalla programmazione cittadina. Degna di nota la presenza del pesarese Luca Bacelli, come solista. Bacelli è primo violoncello dell’OSR e musicista di assoluta eccellenza da anni suona nelle più importanti sale da concerto.

La “Pastorale”, composta tra il 1807 e l’inizio 1808, fu eseguita per la prima volta il 22 dicembre 1808 a Vienna e dedicata al principe Lobkowitz – conte Rasumowsty.

Beethoven a quell’epoca passava molto tempo in campagna e ne era affascinato. Lo stare a contatto con la natura lo colpiva nell’intimo creandogli quell’immenso piacere e gioia di partecipare in prima persona alla vita campestre, quel cercare in essa il raggiungimento della pace. Dai suoi trascorsi ricordi nasce la Sinfonia n. 6, composta in contemporanea, con la Sinfonia n. 5 in Do minore (anch’essa eseguita nel medesimo concerto del 22 dicembre del 1808). Beethoven volle mettere anche un sottotitolo all’opera, che chiamò “Pastorale”; per evitare dubbi in merito al fatto che i temi della sinfonia non erano per niente descrittivi, volle aggiungere al sottotitolo: “più espressione del sentimento che pittura”. La Sesta Sinfonia si compone di 5 movimenti:

I movimento (allegro ma non troppo). Risveglio dei sentimenti all’arrivo in campagna: è un tema dolce, senza contrasti per cui la musica produce solo emozioni piacevoli al risveglio in campagna.

II movimento (andante molto mosso). Scena al ruscello: una scena prettamente idilliaca tutta incentrata al ruscello con i suoi abituali frequentatori; qui prende vigore il cinguettio degli uccelli, imitati dal flauto, dall’oboe, dal clarinetto. Questa scena rappresenta in sintesi il cuore della sinfonia stessa e non a torto Beethoven tenne a dire: gli uccelli che cantavano intorno prendevano parte alla composizione;

III movimento (allegro). Lieta brigata di campagnoli, scherzo: danze con suoni di pifferi e cornamusa dei contadini in festa, introducono così quella festosa riunione dei contadini;

IV movimento (allegro). Il temporale: è l’imprevisto passaggio di un temporale che scatena una tempesta, dove il realismo diventa imperante con il prorompere dei timpani, delle trombe e l’entrata dei tromboni, strumenti usati per la prima volta nella sinfonia, con i bassi che avvisano il suo arrivo, il calare e scendere della musica fino all’innalzamento finale per poi scemare man mano al ritorno della calma.

V movimento (allegretto). Canto pastorale: sentimenti di gioia e di riconoscenza dopo il temporale: l’atto finale, infine, affidando al clarinetto l’ingresso del tema, porta alla conclusione dell’opera; ora il ringraziare e gioire, perché la tempesta ormai è solo un ricordo, si riallaccia al tema del primo movimento in cui l’uomo si sveglia e dialoga con la natura.

Camille Saint-Saëns ha composto il suo Concerto n. 1 per violoncello solista e orchestra, nel 1872 quando il compositore aveva 37 anni. Scrisse questo concerto per il violoncellista belga Auguste Tolbecque. Tolbecque era membro di una celebre famiglia di musicisti legata alla Société des Concerts du Conservatoire, principale società di concerti francese. Questo venne considerato un segno della crescente accettazione di Saint-Saens da parte dell’establishment musicale francese. Sir Donald Francis Tovey più tardi scrisse: “Per una volta, ecco un concerto per violoncello in cui lo strumento solista mostra ogni registro senza la minima difficoltà nel fondersi con l’orchestra”. Saint-Saëns ruppe con le convenzioni nello scrivere i concerti ed invece di usare la forma abituale dei tre movimenti strutturò la composizione in un unico movimento continuo. La frequentazione con Franz Liszt, all’epoca organista all’Eglise de la Madeline, può aver condotto Saint-Saëns ad utilizzare la forma ciclica nei suoi lavori orchestrali. Il concerto può essere diviso in tre differenti sezioni:

Allegro non troppo Il concerto inizia in modo inconsueto. Al posto della solita introduzione orchestrale inizia con un breve accordo dall’orchestra. Il violoncello segue rimanendo nel motivo principale. Presto, controcanti fluiscono sia dall’orchestra sia dal solista, con i due che giocosamente si chiamano e rispondono l’un l’altro.

Allegretto con moto. Il movimento turbolento in apertura conduce ad un breve ma molto originale minuetto in cui gli archi utilizzano la sordina.

Tempo I. La parte rimanente del materiale di apertura dalla prima sezione apre il finale. Mentre Saint-Saëns di solito usa il finale principalmente come una ricapitolazione del materiale iniziale, in questo caso conclude la composizione con un’idea completamente nuova per il violoncello.

La bellezza della composizione ha fatto sì che venisse inserita nei repertori dei più grandi virtuosi violoncellisti.

 

Biglietteria: In prevendita i biglietti saranno acquistabili sul sito www.vivaticket.it (l’acquisto online comporta un aggravio del costo del biglietto in favore del gestore del servizio) o presso il centro IN.PU.T. in Via Rossini 41 (orari di apertura: lunedì 17.00-20.00, martedì-mercoledì-giovedì 10.00-13.00 e 17.00-23.00, venerdì-sabato-domenica 10.00-13.00 e 17.00-20.00; per informazioni sulla biglietteria tel. 0721 1836768) e nei giorni di spettacolo all’ingresso di Rocca Costanza da 1 ora prima del concerto fino ad inizio spettacolo. Prezzo dei biglietti: € 10 I settore, € 7 II settore (riduzioni € 7 I settore, € 5 II settore). La riduzione sarà applicata a spettatori di età inferiore a 25 anni e superiore ai 65.

 

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