Interludio estivo pesarese

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25 luglio 2014

Tre sono le realtà fondamentali che ci circondano: la famiglia, la città e l’intero pianeta. Partiamo dalla famiglia. Se parlate con un vostro conoscente o un vostro amico e gli chiedete quale sia la sua preoccupazione maggiore, vi risponderà: la perdurante assenza di lavoro. Se chiedete ad un pesarese cosa lo preoccupa di più fra la probabile mancata ascesa di Luca Ceriscioli a governare le Marche o la situazione del Gruppo Biesse, vi dirà la seconda. Il Gruppo Biesse è per Pesaro quello che l’Alitalia è per il nostro Paese. Un pesarese su 10 lavora nel gruppo o ha un parente od un amico che vi lavora. L’azienda sta attraversando un buon periodo ma durerà? Accendiamo un cero a San Terenzio e speriamo nella capacità produttive delle maestranze di patron Giancarlo Selci.

Nel mondo globalizzato occorre essere competitivi. Per questo, a livello aziendale va premiato il merito. Stupisce che i sindacati, che dovrebbero difendere il lavoro e la meritocrazia, siano appiattiti su un “egualitarismo” salariale che affossa l’efficienza. Se l’uomo lavora, è gratificato e ne guadagna l’intera famiglia! Sulla città, come ebbe a dire Italo Mancini, occorre “… fare i conti seriamente e con spregiudicato realismo con le realtà penultime, quelle che possono garantire lo sviluppo della città. Il sindaco Matteo Ricci sembra muoversi in questa direzione, di “spregiudicato realismo”. Bellezza (cultura) e vivacità (attività commerciali-turistiche) vanno in questo senso.

Veniamo all’intero orbe, all’intero pianeta. In questo momento di suprema crisi, chiediamo agli Israeliani di abbandonare la politica della deterrenza (rappresaglie ed equilibrio del terrore) ed ai Palestinesi la politica della sfiducia e della demonizzazione dell’avversario. Chiediamo ad Israele di fermare i bombardamenti contro i civili e di rispettare la sicurezza degli operatori e delle strutture mediche. A noi lo chiedono i “Medici senza frontiere” che sono indipendenti, neutrali, imparziali. Chiediamo ai Russi di lasciare agli Ucraini l’esercizio del principio di autodeterminazione dei popoli. Senza ingerenze. Il mondo sta tornando a girare sull’asse est – ovest, sull’asse Russia e America. Facciamolo girare su un altro asse, quello fra nord e sud, dove tutti gli uomini possano lavorare, mangiare, bere e coprirsi di abiti. Esercitiamo il primato della dignità umana. Noi pesaresi, che siamo cittadini del mondo attraverso le musiche del nostro Gioachino Rossini, possiamo dare il nostro contributo.

 

 

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