“Perché mai Pesaro è così interessata allo smantellamento della ferrovia Fano Urbino?”

di 

25 luglio 2014

Associazione Ferrovia Valle del Metauro

 

PESARO – Consideriamo  le recenti esternazione dell’assessore del comune di Pesaro Biancani sulla ferrovia Fano Urbino, poco consona al suo ruolo, dato che il percorso non insiste nel suo comune.

Pertanto  si ritiene  che Biancani non debba intervenire nel dibattito rivestendo il suo ruolo ufficiale. Nessun altro assessore di altri comuni si  è mai permesso di interferire nelle scelte del comune di Pesaro, quindi quanto afferma  Biancani  è da ritenere solo (!) opinione personale.

 

FerroviaRicordiamo ancora una volta che il Consiglio Provinciale nel 2009 si era espresso con la delibera 15/2009 a favore del ripristino, con obbligo al Presidente della Provincia di produrre progetti a tal fine.
Non solo ciò non è stato ottemperato ( caso gravissimo), ma la nuova Giunta provinciale nel 2010, guidata dal pesarese ed attuale sindaco di Pesaro Matteo Ricci, sovvertì,  in dispregio delle norme, la Delibera di Consiglio con una delibera di Giunta  (Deliberazione Giunta 217/2010).

 

Viene da chiedersi: perché mai Pesaro è così interessata allo smantellamento della ferrovia Fano Urbino?

Il suo traffico cittadino non verrà assolutamente perturbato dai treni, al contrario sarà alleggerito dalla minor  incidenza di traffico automobilistico privato e dalle corse di autobus.
Queste ultime si ascrivono a circa una sessantina  in direzione Pesaro Urbino (via Morciola) ed  un simile  numero nella direzione Fano Pesaro provenienti dalla Valle del Metauro,  soprattutto  nel periodo scolastico.

 

Potrebbe sembrare lodevole ed altruistico che  Biancani si preoccupi del traffico  che opprime  altri comuni e non il suo , tuttavia un tale atteggiamento sembra francamente poco credibile.
Per di più l’opinione espressa sui passaggi a livello non trova alcuna corrispondenza in alcuna altra parte d’Italia, dove i passaggi a livello, pur essendo una criticità per il sistema ferroviario,  sono paragonabili dagli esperti di traffico stradale  alla stregua  dei semafori….. presenti  numerosissimi sulle strade!

Su una linea locale, inoltre,  ipotizzando una ventina di treni nell’arco  giornaliero, riteniamo assai difficile che 20 chiusure  possano creare  grandi  problemi alla circolazione stradale. Inoltre nel nostro progetto si attuerebbe una drastica riduzione degli stessi.

Di contro sono i numerosi semafori che, assieme alle tante fermate extraurbane di  autobus e superautobus, rallentano il traffico  lungo la congestionata via Roma a Fano e via Flaminia, contribuendo  all’aumento dell’inquinamento e alla pericolosità  in distretti urbani molto popolosi.
La risposta  ideale a tale situazione è, guarda caso, proprio il treno che  offre un servizio rapido e sicuro per le sua prerogativa di avere un percorso privilegiato, ovviamente, a patto di una gestione professionale adeguata e di  una politica di investimenti intelligente e consapevole.
Tutto ciò non è rappresentato dalla proposta di istituire un sistema di trasporto di tipo ciclistico che non offre nè una soluzione accettabile  ai problemi economici attuali nè una risposta adeguata alle esigenze  di sviluppo del comprensorio, data la minima potenzialità e limitazione d’uso offerta dal mezzo.

Ci  si chiede, per di più, che  cosa proporrà  l’assessore alle piste ciclabili  per  mettere in sicurezza i ciclisti che attraverseranno quelle pericolose intersezioni stradali? Forse vuole mettere un semaforo ad ogni incrocio?
In tal caso si creerebbero più code  che nei passaggi a livello.

 

Pertanto, il futuro della  ferrovia Fano Urbino rappresenta per il comune di Pesaro  ben altro problema ed altre opportunità.

 

Forse  l’intromissione dell’assessore comunale di Pesaro, in vicende riguardanti territori  al di fuori della sua giurisdizione è sintomo del desiderio dell’ex capoluogo di provincia di tenere a freno lo sviluppo dei  comprensori limitrofi a favore del proprio?

 

Oppure il percorso della linea ferroviaria Metaurense interessa Marche Multiservizi, di cui il comune di Pesaro è socio di maggioranza, per la costruzione di un nuovo acquedotto? Infatti, già da tempo gli acquiferi sotterranei di Sant’Anna e San Lazzaro di Fossombrone sono allo studio della SpA che fa profitti con acqua e  rifiuti.

 

Ci auguriamo che le nostre supposizioni non corrispondano al vero, ma sembra troppo assidua la volontà dei politici pesaresi (Matteo Ricci, Mirco Ricci, Biancani)  di chiudere per sempre la possibilità del ritorno del treno nella Valle del Metauro per non dubitare della loro buona fede.

 

 

 

 

2 Commenti to ““Perché mai Pesaro è così interessata allo smantellamento della ferrovia Fano Urbino?””

  1. Gian Mario scrive:

    Sarebbe ora che la si finisse una buona volta di pensare allo smantellamento della linea ferroviaria Metaurense; sarebbe invece assolutamente auspicabile, così come era stato previsto nel recente passato, prevedere la riattivazione della stessa per i molteplici benefici che ne deriverebbero a tutti (nessuno escluso). I bus vanno bene laddove NON ci sono binari e devono essere complementari al servizio ferroviario (Val Venosta e Provincia Autonoma di Bolzano docet!). Vedo che i politici, di qualunque latitudine ed appartenenza politica, sono sempre più di mentalità “ristretta” e parlano sempre segna cognizione di causa alcuna (giusto per dare aria alla bocca). La ferrovia della Val Metauro DEVE essere riaperta: punto e basta! Non ci sono alternative a questa soluzione, chiaro?!

  2. Rasputin scrive:

    ma avete notato che il ricci di pesaro è il vicepresidente di quel partito che si sente di egemonizzare non solo l’Italia ma di conculcare anche il dissenso delle intelligenze cresciute al suo interno, e che è guidato da quello che Travaglio ha definito con felice espressione Montanelliana

    il Bullo di Cartone…

    e che Rino Formica, colui che stigmatizzò la critica dei craxiani a Craxi in disgrazia con la sentenza

    “dal servo encomio al codardo oltraggio”,

    definisce il suo asse d’acciaio di governo, incarnato nel patto Piduista con il Berlusca,

    l’accordo BR!

    cosa aspettarsi da questo concentrato di rancida cosa nostra?

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