Presidenza dell’Unione, tutti contro Ucchielli: “Noi uniti su linee programmatiche. E i posti della minoranza sono 5, lo dicono statuto e legge Delrio. Pronto un esposto. E lunedì…”

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26 luglio 2014

MONTELABBATE  – Da oggi potremmo anche chiamarla così: Unione anti Ucchielli. Per restare in tema: tanto tuonò che piovve. Perché tra tecnicismi, interpretazioni, escamotage, ventilate uscite dall’Unione dei Comuni di Pian del Bruscolo o scioglimenti della stessa, per ora, la sicurezza è questa: allo stesso tavolo si sono seduti i neosindaci di Montelabbate e Tavullia, rispettivamente Cinzia Ferri e Francesca Paolucci, con relativi consiglieri e in platea l’opposizione di Vallefoglia e Monteciccardo. Come dire: unione totale. E pure con l’appoggio di molti cittadini intervenuti: il corridoio e la sala del vecchio Comune di Montelabbate erano troppo piccoli per contenere tutti. Sintomi che l’affaire, deflagrato dopo le recenti dichiarazioni e prese di posizione del sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, rispetto la presidenza dell’Unione, (leggi qui per saperne di più  http://www.pu24.it/2014/07/25/m5s-vallefoglia-comportamento-allucinante-parte-ucchielli-sullunione-per-ottenere-presidenza/127642/), non ha lasciato un segno qualsiasi. Anzi.

Un momento della riunione congiunta

Un momento della riunione congiunta

Parole e intenti che hanno evidentemente avuto la forza di aggregare schieramenti diversi, anche profondamente, alle ore 13 di un piovoso sabato d’estate: dal Movimento 5 Stelle di Montelabbate alla lista civica che ha vinto a Tavullia con un sindaco iscritto al Pd ma capace di unire esponenti che erano dell’opposizione, passando per i componenti di ispirazione democratica di Vallefoglia 2014-2024 e di Monteciccardo. Tutti insieme con un obiettivo preciso: “Raccontare i fatti reali, a partire dal fatto che il Consiglio dell’Unione dei Comune di Pian del Bruscolo è in stallo non per causa nostra, e spiegare perché è a forte rischio la democraticità dell’Unione”.  Ma non solo: pronto a partire, con direzione Prefetto, c’è un esposto. E c’è anche la possibilità che Montelabbate arrivi all’uscita dall’Unione o chieda, con Tavullia, lo scioglimento dell’Unione stessa. Fondamentale sarà quanto uscirà dal Consiglio Comunale di Vallefoglia in programma lunedì.

LA VERSIONE DEI FATTI

La costruzione cronologica dei fatti parte dal Consiglio comunale di Vallefoglia dello scorso 30 giugno. In quell’occasione sono stati eletti i rappresentanti del Comune per l’Unione: dei 7 che competevano a Vallefoglia, 5 poltrone sono andate alla maggioranza, due alla minoranza e una al sindaco Ucchielli. Su questo punto, documenti alla mano, risulta una comunicazione ufficiale fatta dallo stesso sindaco Ucchielli datata 14 giugno, in cui si comunica all’Unione che in applicazione dell’articolo 9 dello statuto dell’Unione, i consiglieri che spettano a Vallefoglia sono 7, 5 alla maggioraanza e due alla minoranza. Il 24 luglio, però, viene richiesto un parere, dallo stesso sindaco di Vallefoglia al segretario generale dell’Unione: sulla base di quello – ha ricostruito la lista civica Dionigi, in rappresentanza dell’opposizione di Vallefoglia (presenti anche Lucarini e Zaffini) – nella stessa giornata viene preparata una proposta di delibera che annulla la precedente delibera di nomina dei rappresentati di Vallefoglia all’Unione. Con questa si propone la nomina di 6 consiglieri di maggioraanza e uno di minornanza. Lo stesso statuto, però, dice chiaramente altro: ovvero i consiglieri che spettano a tutti i 5 comuni che, con la fusione, sono diventati 4. La somma algebrica, quindi, non è una interpretazione ma l’applicazione corretta dello statuto, in virtù dell’articolo 2 della Legge Regionale 47 del 2013 che ha il Comune di Vallefoglia che, testualmente, dice: il nuovo Comune subentra nella titolarità delle posizioni dei rapporti giuridici attivi e passivi relativi ai comuni oggetto della fusione, pertanto viene garantita la rappresentatività anche della minoranza.

I consiglieri, quindi, devono restare come prima: 10 alla maggioranza, 5 alla minoranza. Ovvero, un terzo, come dice la legge Delirio.

L'opposizione di Vallefoglia

L’opposizione di Vallefoglia

LINEE PROGRAMMATICHE (E NON POLITICHE) COME TRAIT D’UNION

“Io e Cinzia Ferri non ci conoscevamo – è stata la prefazione di Francesca Paolucci, sindaco di Tavullia -. Ma pur appartenendo a posizioni politiche differenti ci siamo trovate subito d’accordo su una questione:  concentriamoci sulle linee programmatiche e non politiche  per far funzionare l’Unione come dovrebbe. Ovvero concentrasi sui punti fondamentali prescindere dall’appartenenza poltica. Una svolta: quattro Comuni con gruppi politici differenti (maggioranza Tavullia e Montelabbate, minoranza Monteciccardo e Vallefoglia, ndr) uniti sulle linee programmatiche”.

QUALI PUNTI?

Primo punto: amministrazione per tutti, al servizio della cittadinanza che rappresentiamo. Secondo punto: l’obiettivo dell’Unione non è la fusione dei comuni (quella è una prerogativa dei singoli comuni ma non dell’Unione). Terzo punto: che l’Unione diventi una scelta non un obbligo. “Volevamo nominare i consiglieri dell’Unione – ha spiegato ancora Francesca Paolucci – Ma lo statuto non è più attuale dopo la fusione di Sant’Angelo in Lizzola e Colbordolo. Per dare un segnale propositivo e positivo Tavullia è stato comunque il primo Comune a nominare i consiglieri per l’Unione. Quindi non possiamo essere accusati di essere noi i responsabili dello stallo. Anche perché più volte abbiamo chiesto la convocazione del Consiglio dell’Unione che, sempre per statuto, deve essere fatta dal sindaco di Monteciccardo come consigliere più anziano”.

PERCHE’ LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE NON E’ STATA ANCORA FATTA?

“Perché non è stata fatta?  – ha domandato il sindaco di Montelabbate Cinzia Ferri – Quando i quattro sindaci di Pian del Bruscolo si sono incontrati Montelabbate ha proposto subito il sindaco di Tavullia, in base al criterio di rotazione che sempre si è tenuto all’Unione, per un rinnovamento. Adesso toccava Tavullia. Una decisione presa in assoluta libertà, senza contattare la diretta interessata che, infatti, lo ha scoperto in consiglio.

“TUTTI HANNO SOSTENUTO QUESTA POSIZIONE: IL CONSIGLIO NON ANCORA SVOLTO NON E’ COLPA NOSTRA”

“La mia reazione? Ho avuto uno stolzo – ha commentato il sindaco di Tavullia, senza tanti giri di parole -. Ma ho sciolto le riserve parlandone con il mio Comune: tutti hanno sostenuto questa posizione. E abbiamo accettato. Da qui sono nati i problemi e da ieri abbiamo capito perché: il consiglio, nei numeri, non dava la possibilità a Ucchielli proposto come presidente dal sindaco di Monteciccardo. Volevamo portare questa proposta in Consiglio ma il Consiglio non è ancora stato convocato. E come spiegato non per causa da addebitare a Montelabbate e Tavullia”

Barbara Torcolacci illustra alcuni documenti durante la riunione

Barbara Torcolacci illustra alcuni documenti durante la riunione

TECNICISMI E INTERPRETAZIONI: E LUNEDI’ FARA’ MOLTO CALDO

Lunedì, nel Consiglio Comunale di Vallefoglia, si dovrebbe procedere all’annullamento della delibera di nomina dei consiglieri dell’Unione. “Così si lede il principio di democraticità – incalza il sindaco di Montelabbate, in un ping pong dialettico con il sindaco di Tavullia -. Un terzo dei consiglieri comunali deve essere rappresentativo delle minoranze. Lo dice la legge Delrio, lo cita anche il Testo Unico: un terzo deve andare alla miniraza, su 7 devono essere 2. Con questo stratagemma si toglie un consigliere alla minoranza, almeno questa è l’intenzione, e così facendo si portano numeri diversi a favore della nomina a presidente dell’Unione del sindaco di Vallefoglia. Non riesco a capire come penserà poi di governare un’Unione ottenuta con questo escamotage”.

USCIRE DALL’UNIONE O SCIOGLIERE L’UNIONE?

“Parteciperò come pubblico al Consiglio di lunedì di Vallefoglia – annuncia il sindaco di Montelabbate – e valuteremo se uscire poi dall’Unione o no. In ogni caso faremo un referendum nel nostro comune spiegando prima ai cittadini pro e contro”.

“Situazione imbarazzante – va giù duro il sindaco di Tavullia -. Chi deve governare quell’ente troverà sempre una maggiornanza così? Ma se vogliono la guerra ci stiamo. A Tavullia farebbero festa se usciamo dall’Unione… ma abbiamo responsabilità, a partire dai 150 bambini che vanno a scuola a Pian del Bruscolo. Dove li mettiamo ? Non si può ragionare in maniera faziosa, ma se dobbiamo subire le scelte di altri senza essere messi allo stesso livello non ci va bene, preferiamo fare un sacrificio. Ci costringeranno a uscire dall’Unione o sciogliere l’Unione”.

“ESCAMOTAGE PER IMBAVAGLIARE LA DEMOCRAZIA”

“Qui si va a imbavagliare la democrazia e questo mi irrita molto – va giù dura Cinzia Ferri -. Il segnale forte deve arrivare dai Comuni altrimenti andiamo tutti a casa. Questa situazione è molto grave a prescindere dalla presidenza dell’Unione. Io avevo già idee negative sull’Unione, ora la situazione è degenerata. Peccato perché mi aveva fatto piacere vedere intorno un tavolo tutte le forze a beneficio del cittadino. Poi c’è chi è abitutato alla vecchia politica, a cambiare le carte già in tavola, a rifare i conti per le poltrone…”. Sulla stessa linea il sindaco di Tavullia: “Io ho 42 anni e sono sindaco per la prima volta ma sarebbe ora di lasciare il posto a quelli di 20. Questa era l’occasione per dare un segnale diverso”

SAPETE QUANTO VERSANO MONTELABBATE E TAVULLIA ALL’UNIONE OGNI ANNO?

 

Montelabbate versa 460 mila euro all’anno all’Unione per ottenere vari servizi: la polizia municipale (“Che non c’è mai” ha urlato una persona in sala), lo sportello unico, le biblioteche, il commercio, palestre e una parte delle scuola media. “Vogliamo capire a cosa serve e se ha senso di esistere – spiega il sindaco Ferri – La nostra biblioteca fa ridere e le nostre scuole medie hanno bisogno di lavori. Al contrario di quelle di Pian del Bruscolo. Vogliamo stessi servizi”

Tavullia, per gli stessi serivizi (comprensivi di asilo nido e piscina) versa tra i 460-470 mila euro all’anno ma oltre 200 sono di gestione. “Su- queste spese fisse vorrei vederci chiaro – spiega il sindaco -. E il servizio non è efficiente soprattutto per la polizia municipale. Ogni singolo argomento va valutato bene. Per la scuola ci sono banchi da comprare, tinteggiatura da fare: queste manovrine, per questi posti, senza ricompensa, fanno perdere solo tempo”.

 STATUTO DA RIVEDERE? GIA’ FATTO…

Lo statuto dell’Unione era stato fatto su basi precise: l’Unione dei 5 Comuni. Questa base ora viene meno ora con la fusione dei due Comuni. “Lo statuto va rivisto completamente. E’ tutto da rivedere ma insieme” hanno ribadito i due sindaci di Tavullia e Montelabbate. L’attuale presidente dell’Unione è l’ex sindaco di Montelabbate, Claudio Formica. Potrebbe cambiarlo lui, nonostante non sia più primo cittadino di Montelabbate? Servirebbe comunque la maggioranza qualificata fino alla terza convocazione. Insomma, si finirebbe a dicembre. Domanda: perché lo statuto non è stato cambiato prima? Colpo di scena: lo statuto dell’Unione risulta modificato in data 8 aprile 2014. E’ stato aggiornato, quindi, ma non modificato negli aspetti che ora rappresentano l’ago della bilancia.

LISTA DIONIGI, PRONTO UN ESPOSTO AL PREFETTO

Barbara Torcolacci, consigliere d’opposizione a Vallefoglia, spiega: “Per questo noi segnaleremo la situazione al Prefetto, con un esposto,  per annullare queste proposte di delibere nel rispetto delle minoranze e ogni principio di democrazia. Ucchielli ha interpretato le regole come vuole lui. Lunedì chiederemo la revoca della proposta di delibera sull’annullamento della precedente, poi valuteremo”.

Il volantino. Clicca per ingrandire

Il volantino. Clicca per ingrandire

 

 

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