Angolo della Poesia, Pesaro dedica il quarto appuntamento a Goliarda Sapienza

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28 luglio 2014

PESARO – Appuntamento martedì 29 luglio ore 21.15, Cortile di Palazzo Ricci, Pesaro (in caso di maltempo sala del Consiglio Provinciale di via Gramsci 4). Il Comune di Pesaro e la Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con l’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino sono lieti di presentare:

GOLIARDA SAPIENZA
PROTAGONISTA DE
L’ANGOLO DELLA POESIA 2014
Rumori o Voci. Alla riscoperta della poesia popolare italiana

Il quarto appuntamento della rassegna di Giuseppe Saponara è dedicato alla poetessa Goliarda Sapienza a cui daranno voce Pina Mandolfo, Maria Grazia Lo Cicero, Franco Buffoni e Iskra Menarini

Giunge alla sua quarta puntata L’Angolo della poesia, intuizione e progetto dell’autore e regista Giuseppe Saponara,promossa dal Comune di Pesaro e dalla Provincia di Pesaro e Urbino in collaborazione con l’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino e con l’Associazione Melampo Amici della poesia, partner Banca dell’Adriatico. “Una rassegna pensata -come ricorda Saponara- per promuovere e ridare dignità e forza, proprio attraverso la poesia, all’arte dell’incontro e dello stare insieme”.

Nata a Catania nel 1924, Goliarda Sapienza è stata una scrittrice e poetessa dallo spirito libero, vivace e vero. Sin da giovanissima intraprende una carriera da attrice teatrale per poi lavorare saltuariamente anche nel cinema con piccole apparizioni da figurante in Senso di Luchino Visconti, in Persiane Chiuse di Comencini e in altri film. I sentimenti, come la sua carriera, attraversano la recitazione e la scrittura: dopo una relazione col regista Citto Masselli, sposa lo scrittore e attore Angelo Maria Pellegrino. I suoi scritti sono specchio di tutta una vita, senza supposizioni e senza troppo inventare –per usare le sue stesse parole; dal racconto dell’infanzia catanese di Lettera Aperta (1967), a quello dell’esperienza della terapia psicanalitica col medico messinese Ignazio Majore ne Il filo del Mezzogiorno (1969). Incarcerata per furto, Goliarda spiegò che si trattava di un’esperienza che desiderava fare; lo ribadì in un’intervista di Enzo Biagi “a casa mia si diceva che un paese si conosce conoscendo il carcere, l’ospedale e il manicomio. Posso solo dire che ho fatto benissimo ad andarci”. Risalgono a questo momento L’Università di Rebibbia e Le certezze del dubbio (1987). Il suo romanzo più celebre è L’arte della gioia, autobiografia immaginaria, romanzo erotico, politico e sentimentale, pubblicato integralmente solo postumo, nel 1998, a cura di angelo Maria Pellegrino. Postumi anche il romanzo Io, Jean Gabin (2010) e una serie di pensieri nel volume Il vizio a me stesa (2011) e La mia parte di gioia ( 2013). Autrice di nicchia, nata e cresciuta in ambiente che è lei stessa a definire “anarchico”, trasgressiva, tumultuosa ed irrequieta. Libera.

Martedì 29 luglio nel Cortile di Palazzo Ricci a Pesaro le daranno voce il poeta, traduttore e docente universitario Franco Buffoni e Pina Mandolfo, scrittrice e sceneggiatrice tra le fondatrici della Società Nazionale delle Letterate, per la quale la memoria è tema di fondamentale importanza. Nata a Catania, la Mandolfo sente forte l’esigenza che il cuore pulsante della sua terra continui a vivere attraverso il pensiero e le parole di chi, come Goliarda, ha trasposto senza troppi filtri una vita in scrittura. Assieme a loro interverranno Iskra Menarini, per vent’anni al fianco di Lucio Dalla come corista, e l’autrice Maria Grazia Lo Cicero.

Come sempre la struttura della serata de L’Angolo della poesia sarà una fantasmagorica alchimia di voci, musica, immagini televisive e cinematografiche arricchite da collegamenti via Skype e testimonianze dal vivo dei protagonisti di quel viaggio sempre imprevedibile e rivelatore chiamato poesia. Tra le chicche di questa stagione anche la presenza della Compagnia dei Burattini di Riccardo che animerà le serate con i rumori e le voci del teatro delle antiche teste di legno per unirli a quelli dei poeti in programma. Così nel corso dei vari appuntamenti faremo conoscenza con l’antico teatro popolare delle teste di legno, indissolubilmente legato alla commedia dell’arte, a numerose cadenze dialettali e alla poesia della fanciullezza dell’intimo ricordo che ancora vive in noi.

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