Dalla Terra dei Fuochi alla Terra Santa, Papa Francesco invoca la pace

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28 luglio 2014

Dalla Terra dei Fuochi alla Terra Santa, parlando della stessa cosa: la necessità di costruire la pace nella vita feriale, purificando le nostre relazioni. Le parole pronunciate negli ultimi giorni da Papa Francesco hanno fatto riecheggiare quelle scritte da don Tonino Bello, compianto vescovo di Molfetta (Bari), circa 25 anni fa, ai tempi della guerra in Jugoslavia: “Dovremmo abituarci ad abbinare la pace a parole più quotidiane. Parliamo quasi sempre di festa della pace, di marce della pace, di veglia della pace, di tavole rotonde della pace. Forse è arrivato il momento di capire che, oltre che di festa, dovremmo poter parlare di ferialità della pace”.

In allegato un'immagine simbolica tratta da www.papaboys.org

In allegato un’immagine simbolica tratta da www.papaboys.org

Papa Francesco ha parlato della pace, che ovviamente viene declinata in maniera differente se si parla a Caserta piuttosto che da San Pietro guardando Gaza, l’Iraq o l’Ucraina, partendo dal rapporto del cristiano con la Parola di Dio: “Ogni giorno leggere un passo del Vangelo; e lì, leggendo un passo, troveremo Gesù. Tutto acquista senso quando lì, nel Vangelo, trovi questo tesoro, che Gesù chiama “il Regno di Dio”, cioè Dio che regna nella tua vita, nella nostra vita; Dio che è amore, pace e gioia in ogni uomo e in tutti gli uomini. Questo è ciò che Dio vuole, è ciò per cui Gesù ha donato sé stesso fino a morire su una croce, per liberarci dal potere delle tenebre e trasferirci nel regno della vita, della bellezza, della bontà, della gioia. Leggere il Vangelo è trovare Gesù e avere questa gioia cristiana, che è un dono dello Spirito Santo”.

Soffermandosi sullo scenario internazionale, Francesco parlando ai governanti delle zone colpite dalla guerra, ha ribadito che “il mio pensiero va a tre aree di crisi: quella mediorientale, quella irakena e quella ucraina. Vi chiedo di continuare a unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda alle popolazioni e alle autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione. Al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace”. I discorsi integrali del pontefice e le video-sintesi sono reperibili su www.vatican.va.

 

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