Daniel Hackett squalificato 6 mesi: la “giustizia” sportiva di un basket che non perdona, di dirigenti che dimenticano in fretta. Per fortuna il Vate…

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28 luglio 2014

PESARO – “Il Giudice Sportivo Nazionale ha inibito l’atleta Daniel Hackett a svolgere attività federale e sociale per sei mesi a partire dal 12 ottobre 2014.

La vicenda è nota: Daniel ha abbandonato senza autorizzazione il ritiro triestino della Nazionale italiana. Ha sbagliato. E lo ha riconosciuto lo stesso giocatore. Ma che venga condannato dagli organi giudicanti di una Federazione che si è distinta, in passato, per avere usato due pesi e due misure, è l’ennesima conferma che è meglio stare alla larga dalla cosiddetta “giustizia” sportiva.

Domenico Zampolini

Domenico Zampolini

Nei fatti, Daniel dovrebbe saltare tutta la prossima stagione regolare, perché Milano l’ha scaricato subito con un comunicato firmato dal presidente Livio Proli.

Proviamo schifo! E’ nostro diritto provare schifo davanti a una condanna così pesante che impedisce a un ragazzo di giocare, di fare quel che gli piace di più, soltanto per avere sbagliato a lasciare il ritiro della nazionale?

Questo è il basket che s’accanisce con un ragazzo, ma prima ha votato – Olimpia Milano in prima fila – per un presidente di Lega che è stato arrestato accusato di reati assai più pesanti. Questa è una federazione presieduta da un signore, Gianni Petrucci, che ha dimenticato troppo in fretta di essere padre e che i figli talvolta sbagliano.

E’ proprio vero, in questo paese le norme che si applicano per altri, per gli amici si interpretano.

Valerio Bianchini

Valerio Bianchini nella splendida foto di Enrico Manna

Per fortuna, però, questo mondo vanta ancora personaggi quali Valerio Bianchini, che proprio oggi – intervistato da Camilla Cataldo per il Messaggero, ha dichiarato: “Siamo nel profondo Medioevo. Se lo sport non si rende conto che una cosa è il dilettantismo e un’altra il professionismo, si manderanno a fondo entrambi. La Nazionale è evidentemente dilettantistica, ci va chi ci vuole andare, non ci sono compensi in denaro a parte qualche premio. Può avere regole antiquate, come l’obbligo dei giocatori di rimanere lì: un libero cittadino è giusto che vada dove vuole, non è un militare! Se poi se ne va senza avvisare, giustamente passa da maleducato. Non sta né in cielo né in terra che un atleta non possa svolgere il suo lavoro da professionista fuori dalla Nazionale, è gravissimo impedire a una persona di lavorare e che il dilettantismo incida in un ambito professionistico. Non è questo il modo per far innamorare della Nazionale, perché non hanno escluso Hackett solo da Azzurra?”.

Come fece Sandro Gamba, quando Domenico Zampolini si presentò in ritardo a un raduno azzurro e lui lo escluse definitivamente dalla Nazionale, solo dalla Nazionale, senza impedirgli di giocare nella Scavolini. Ma – si sa – Bianchini e Gamba sono uomini d’altri tempi. Molto più veri, più umani.

 

Un commento to “Daniel Hackett squalificato 6 mesi: la “giustizia” sportiva di un basket che non perdona, di dirigenti che dimenticano in fretta. Per fortuna il Vate…”

  1. Stefano scrive:

    Se le federazioni e lo sport in generale non si liberano di certi personaggi che non hanno meriti sportivi ma solo incarichi politici, lo sport interesserà sempre meno gente.

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