Esondazione a Ponte Sasso, CNA denuncia: “Per fronteggiare gli attacchi del mare abbiamo girato le spalle all’entroterra”

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28 luglio 2014

FANO – Abbiamo speso anni di battaglie e investimenti per difenderci dal mare e dal problema dell’erosione della costa senza comprendere invece che purtroppo in questo ultimo periodo i danni maggiori sono arrivati dall’entroterra.

La recente esondazione di Rio Crinaccio a Ponte Sasso di Fano (che ha avuto un precedente a febbraio), dimostra quanto a volte sia incauto risolvere un problema girando le spalle ad un altro.

Ponte SassoCNA Balneatori e CNA Costruzioni, dopo i danni subiti dal litorale con questa ultima esondazione, denunciano una sottovalutazione degli eventi accaduti ed una scarsa conoscenza del territorio. “L’esondazione di febbraio – dice infatti Fausto Baldarelli, responsabile di CNA Costruzioni – doveva rappresentare un segnale di allarme non solo per la Protezione Civile ma anche per i responsabili di quel tratto di territorio (Amministrazione comunale di Fano e Provincia di Pesaro e Urbino). Addossare ogni responsabilità a Società Autostrade (lavori per la terza corsia), ci pare sbagliato per due ordine di motivi. Primo perché i lavori per la realizzazione della terza corsia erano già in corso a febbraio (periodo della prima alluvione); secondo perché la cura e la manutenzione del territorio non dipendono da Società autostrade ma dagli Enti locali. Comprendiamo le difficoltà derivanti dai vincoli del Patto di Stabilità ma la cura del territorio (a fronte di un mutamento climatico), deve diventare una priorità”.

Per CNA le maggiori criticità si sono verificate a causa della totale mancanza di manutenzione e cura dei fossi scolmatori e dei corsi d’acqua rurali. Non c’entrano in questo caso né il fiume Metauro e nemmeno il torrente Arzilla, ma la pressoché totale assenza di tutela del territorio.

“A farne le spese di questa ultima esondazione – dice Antonio Bianchini, responsabile di CNA Balneatori – sono state soprattutto le strutture turistiche-ricettivo balneari ai quali va in questo momento tutta la nostra vicinanza per i danni subìti. Questo ennesimo episodio ci dimostra che non bisogna voltare le spalle ad un problema importante come quello dello studio idraulico del territorio e alla sua manutenzione”

“Quando si realizza un Piano Regolatore – conclude Fausto Baldarelli – occorre tenere in conto cause ed effetti derivanti da una incontrollata edificazione”.

 

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