Arrigoni, Fratelli d’Italia-AN: “Ceriscioli e Ricci, un abito per tutte le stagioni”

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31 luglio 2014

PESARO – “Anche con il cambio della giunta, ci vediamo propinare ciclicamente le solite promesse per mascherare le inefficaci politiche della solita amministrazione – scrive in un intervento Fabio Arrigoni, Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale – Facendo un passo indietro crediamo che la maggior parte di noi si ricordi le promesse dell’ex Sindaco Ceriscioli riguardo al taglio degli assessori: Le aveva fatte durante l’emergenza neve di qualche anno fa provando a giustificare la scarsità delle risorse a penalizzare interventi efficaci di quel frangente, cosi come ripropose esattamente gli stessi propositi sei mesi dopo durante l’emergenza idrica che lasciò la città e le strutture turistiche senz’acqua per una settimana a causa di una delle frequenti rotture all’acquedotto. Ovviamente con una certa regolarità veniva paventata questa possibilità che per la verità non si è mai concretizzata”.

“Oggi a notevole distanza di tempo – continua Arrigoni – dopo una campagna elettorale disseminata di promesse riguardo lo snellimento della burocrazia e della macchina amministrativa è doveroso e semplice sottolineare come il Sindaco Ricci subentrato a quella giunta dopo aver vinto le elezioni, ha aumentato il numero degli assessorati rispetto alla stessa, e sembra ripescare nuovamente il solito abito per tutte le stagioni pubblicizzando ancora come qualche mese fa, il solito taglio dei dirigenti. Ad oggi non risulta esserci stato alcun ridimensionamento ma al contrario un aumento di personale in giunta; eppure siamo testimoni continuamente più di proclami ad effetto che di fatti concreti”.

“Il Sindaco Ricci – incalza Arrigoni –  parla comunque di riduzione dei dirigenti; fermo restando che non ha dato alcuna indicazione in merito ai tagli promessi rimanendo nel vago, ha prospettato da questi tagli un guadagno annuale di circa 250.000€, ma da qui alla fine dell’anno di circa 50.000€ che si impegnerebbe ad usare per allungare la stagione balneare poiché “l’estate anomala” sta penalizzando pesantemente cittadini e addetti ai lavori del settore. Nel dettaglio ci verrebbe spiegato che Il comune avrà tre aree soltanto: Verrà eliminata la figura del direttore generale, che però verrà sostituita con tre direttori d’area. Ci viene poi anche spiegato, che in pochi mesi si avrà un comune digitalizzato, e in una fase successiva, saranno abbattuti i tempi delle procedure amministrative, e che ai sette dirigenti a tempo indeterminato, si aggiungeranno quattro dirigenti a tempo determinato a cui evidentemente nessuno vieta di riconfermare il contratto alla scadenza del primo.
Ci sembra per l’ennesima volta di assistere al gioco delle tre carte, dove si spostano di mansione i dirigenti in altri ruoli affinché non appaiano come tali ma in buona sostanza ruotando le unità senza ridurre nulla in concreto”.

Arrigoni, poi, punta l’indice sull’allungamento della stagione. “Per quanto riguarda poi l’allungamento della stagione balneare,cosa accadrebbe se anche a settembre continuasse a perdurare il maltempo ? Come si può pensare che “obbligare” gli stabilimenti balneari a restare aperti sostenendo costi che non sarebbero ripagati dalla pessima stagione possa giovare? Si chiederebbe come di consueto lo stato di emergenza per il maltempo? Forse la giunta pensa che in una città come Pesaro dove si potrebbe investire sull’arte, sulla cultura sul territorio, l’accoglienza per il visitatore deve finire con la fine dell’estate? Eppure in campagna elettorale ricordiamo la sfavillante serie di manifestazioni a sfondo culturale, storico, paesaggistico legate al territorio promesse. Ci sembra che ad oggi al di là dei tanti proclami nulla è stato iniziato in questo senso. Ovviamente non è pensabile affidarci solo ed esclusivamente al turismo come forza trainante per la nostra economia locale, però riteniamo possibile ottimizzare il turismo in ogni sua forma per usarlo come propellente che vada a coadiuvare le altre attività del nostro territorio. Il turismo balneare permette a tutto l’indotto di sfruttare tre, quattro mesi l’anno soltanto, ma è necessario portare avanti in parallelo e promuovere nel contempo il turismo legato alla musica, alla storia, al territorio, alla cultura coinvolgendo alberghi, ristoranti, agriturismi e artigianato locale attraverso mostre, fiere, convegni, festival, per dare supporto ad un settore importante per il nostro territorio e portarlo a diventare un eccellenza nell’accoglienza al visitatore. Gli introiti e il turismo nella nostra zona sarebbero spalmati con una certa continuità tanto da poter diventare uno dei pilastri che insieme ad altri settori darebbero una spinta maggiore verso l’uscita della crisi economica e verso la creazione di nuovi posti di lavoro”.

 

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