Noi Città: “Santa Croce, riferimento per vallate Metauro e Cesano: in attesa dell’ospedale unico serve mantenimento e potenziamento dei servizi”

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1 agosto 2014

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L’Ospedale Santa Croce di Fano è l’ospedale di riferimento, per i cittadini delle vallate del Metauro e del Cesano, complessivamente offre prestazioni a 120/13000 persone. Con la costituzione dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord, la programmazione regionale ha previsto di riorganizzare la sanità della Provincia di Pesaro e Urbino con un nuovo presidio ospedaliero capace di superare la frammentazione dei processi assistenziali. L’operazione si è avviata con un processo di integrazione tra i due presidi ospedalieri di Pesaro e Fano e avrebbe dovuto definire in maniera chiara quali servizi prestati a Fano e quali a Pesaro, cosa che non si è verificata con grave disagio per i cittadini e gli operatori sanitari. L’integrazione tra i presidi ospedalieri si sarebbe dovuta avviare con la logica di pari dignità tra le strutture di Fano e Pesaro nell’interesse delle rispettive comunità mentre si è proceduto a ridimensionare di fatto l’Ospedale S. Croce rispetto al S. Salvatore. Ciò ha recato grave danno ai cittadini delle vallate del Metauro e del Cesano, che temono di essere espropriati di un diritto costituzionalmente garantito e di essere sottoposti a disagi crescenti nel momento di maggior bisogno. Non è accettabile, per la terza Città delle Marche e tutto il suo territorio di riferimento, la carenza di servizi ospedalieri efficienti, ciò ha generato il fenomeno della mobilità passiva verso strutture ospedaliere di altre Regioni e verso strutture private. La Regione Marche ha predisposto il progetto del nuovo presidio ospedaliero e sta definendo le modalità di finanziamento. Tale progetto presenta ancora criticità legate all’ubicazione e agli strumenti di finanziamento che richiederanno il coinvolgimento delle Amministrazioni locali.

La Giunta Regionale, nel portare a compimento il progetto del nuovo Ospedale, lo collocherà certamente in un luogo idoneo, baricentrico e facilmente accessibile, caratteristiche inesistenti nel caso di Muraglia e carenti nel sito di Fosso Sejore. Dato che per la costruzione del nuovo ospedale saranno necessari tempi non certo brevi si dovrebbe procedere con la logica del mantenimento di un servizio ospedaliero efficiente, potenziando organici e risorse al fine di garantire ai cittadini di Fano il diritto alla salute. E’ necessario qualificare l’Ospedale S. Croce con servizi fondamentali, senza i quali una struttura non può definirsi tale come ad esempio: Chirurgia e l’Unità di Terapia Intensiva di Cardiologia (U.T.I.C.) e caratterizzarla con quei servizi che rappresentano un’eccellenza, a tal fine chiediamo che venga cambiata l’organizzazione clinica dell’azienda Marche nord mantenendo su Fano le rispettive unità operative con relativo primario fino all’apertura del nuovo ospedale. Nello specifico, per quanto riguarda il reparto di Medicina Interna che dal 1° Settembre sarà dotata di 70 posti letto rispetto ai 50 attuali, non è pensabile che possa fare a meno di un reparto di Chirurgia, con una sala operatoria in cui un paziente che si complica possa accedere urgentemente 24 ore su 24.

A tal proposito appare evidente la necessità di avere un organico adeguato di chirurghi con anche le figure apicali (da considerare il previsto pensionamento dell’attuale primario chirurgo alla fine dell’anno). In attesa della realizzazione dell’ospedale unico, è dunque evidente la necessità della presenza di un reparto di Cardiologia. Inoltre di fatto Urologia è stata trasferita a Pesaro e l’intenzione è di riservare a Fano la Chirurgia Ortopedica di elezione e a Pesaro la Traumatologia, senza naturalmente dimenticare che Fano ha assolutamente bisogno anche di una RSA. Il disagio che molti medici esprimono, prima che professionale è morale, ed è relativo alla consapevolezza che le prospettate decisioni in merito alla riorganizzazione del Santa Croce non consentono una tutela adeguata della salute dei cittadini.

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