“Ex ferrovia metaurense in pista ciclopedonale: 30 anni di riflessione per l’accordo tra enti pubblici e associazioni ambientaliste”

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2 agosto 2014

Un tratto dell'ex ferrovia metaurense

Un tratto dell’ex ferrovia metaurense

Ci son voluti circa 30 anni di “riflessione” ma alla fine la sintesi sembra raggiunta sulla decisione di trasformare l’ex ferrovia metaurense in pista ciclopedonale: tranne alcune eccezioni, gli Enti pubblici (Regione, Provincia, Comuni di Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Fossombrone) ed una decina delle più rappresentative associazioni ambientalistiche e culturali del territorio (Argonauta, Bartolagi, Centro studi vitruviani, For.bici FIAB, Italia Nostra Pesaro Urbino, La lupus in fabula, Legambiente Pesaro, LIPU Pesaro, Metauro nostro, WWF Marche) condividono una soluzione alla quale comunque erano giunte già una decina di anni fa tutte le Università e le Camere di Commercio delle Marche coinvolte in uno studio specifico; ora un bene che correva seriamente il rischio di essere smembrato e venduto ai privati può tornare a nuova vita contando anche su finanziamenti adeguati.
La parte più appariscente dell’idea progettuale – scrive in una nota Forbici – è la pista ciclabile; dovrebbero bastare la Bicipolitana di Pesaro ed una sessantina di riconversioni di ferrovie in tutta Italia (ultima in questi giorni la Spoleto – Norcia) per capire quanto questa struttura potrebbe migliorare la vita dei cittadini; numerosi centri abitati distanti tra loro poche centinaia di metri (Fano, Rosciano, Cuccurano, Lucrezia, ecc.) potranno avere un collegamento ciclopedonale alternativo alla trafficata strada provinciale ma anche un percorso culturale lungo l’antica via Flaminia; in pratica, una gran quantità di automobili, motorini, pericoli, rumori e polveri sottili in meno e l’occasione per porre rimedio al degrado di tanti spazi ferroviari sui quali finora i Comuni non avevano titolo per intervenire.

Un altro tratto dell'ex ferrovia metaurense in disuso da anni

Un altro tratto dell’ex ferrovia metaurense in disuso da anni

Forse ancora più importante è ciò che non si vedrà perché realizzabile in un sottosuolo completamente libero dalle complicazioni che spesso rendono difficile se non impossibile la realizzazione di grandi e piccole opere. La riprova che la cosa può funzionare è la presenza di soggetti pronti a investire capitali propri; per ora è Megasnet, che si occupa tra l’altro di gas e acquedotti, ma altri potrebbero arrivare presto grazie alla fibre ottiche per la banda ultralarga (che ancora non c’è in gran parte del nostro Paese) in grado di trasmettere contemporaneamente in entrata e in uscita enormi quantità di dati tramite Internet; di questo potrebbero beneficiare tutti i settori, da quello primario con le sue eccellenze enogastronomiche fino a quello turistico, per il rilancio di un territorio che potrà meglio competere in un mercato ormai globalizzato.

In sostanza, con un unico intervento, ottimizzando tempi, costi e personale, potranno essere realizzati:  un corridoio lungo decine di km attrezzato con aree verdi, parcheggi, spazi sociali, emergenze archeologiche, ecc.;  una bella pista ciclopedonale in sede propria collegabile con quella litoranea tra Fano e Pesaro; nuovi sottoservizi moderni ed efficienti in aggiunta o sostituzione di quelli esistenti.

Se tutto andrà bene, come tutto lascia sperare – chiude Forbici – sarà la soluzione efficace ed a costi assolutamente sostenibili di un problema che per troppo tempo ha condizionato la vita del nostro territorio; e, una volta tanto, in sintonia tra pubblico e privato.

L'ex Ferrovia metaurense

L’ex Ferrovia metaurense

 

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