Questione profughi, la Crescentini (Solo Pesaro) parla di “ipocrisia del perbenismo”: “Pesaresi trattati come cittadini di serie B perché italiani”

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12 novembre 2014

Roberta Crescentini

Roberta Crescentini

Roberta Crescentini*

PESARO – Tanto scalpore ha fatto l’arrivo dei 30 profughi all’Hotel Principe di Pesaro. Primo motivo di discussione il fatto che stranieri siano trattati meglio di tanti italiani che si trovano in condizioni di disagio sia abitativo che economico. Secondo motivo di dibattito il luogo destinato al loro soggiorno: un hotel (2 stelle) situato in viale Trieste in piena zona turistica.

Sui social network si è accesa una forte diatriba tra favorevoli e contrari all’ospitalità, i contrari sono nettamente la maggioranza. Come dargli torto? Si sta innescando una guerra tra poveri dove i poveri sono i disoccupati italiani giovani e over 45 i pensionati le partite iva. La Caritas denuncia un aumento esponenziale di italiani alla mensa dei poveri, i distacchi per morosità per acqua, gas e luce sono in aumento. Su 3.587 imprese artigiane scomparse in quasi sei anni dal sistema produttivo regionale, ben 1.868 sono state perse nella provincia di Pesaro e Urbino. Un disastro economico e sociale, con la perdita di oltre 5 mila posti di lavoro e la messa in discussione di interi distretti come la nautica, il mobile e il tessile.

Poi si viene a conoscenza del costo per ospitare queste persone, oscilla dai 32 euro ai 33,95 euro pro capite, al giorno. Contando che i profughi saranno circa 280 in totale nell’intera nostra provincia per una media di 150 giorni (quanti ne occorrono per le pratiche burocratiche) stiamo parlano di un totale di circa 1.385.000 euro che lo Stato destina all’accoglienza di queste persone. Si comprende quindi l’ostilità dei pesaresi a questa vicenda. Chi difende la scelta argomenta dicendo che anche noi siamo stati immigrati, ma non mi risulta ospitati gratis. Che i soldi non sono nostri ma della Comunità Europea, peccato che i fondi arrivino anche dall’Italia attraverso le tasse che paghiamo.

Basta questo buonismo. La situazione italiana, della nostra provincia della nostra città è critica, chi nasconde ciò è in mala fede. Va bene l’accoglienza ma anche l’equità deve essere rispettata. Consideriamo che gli sfratti ed i pignoramenti di abitazioni per morosità, quasi sempre incolpevole, sono aumentati quasi del 20%.

Se vogliamo negare l’evidenza possiamo farlo ma prima o poi la situazione degenererà.

Si cerca di correre ai ripari annunciando lo spostamento dei profughi in altre zone periferiche, ma la situazione non cambia, ci sembra anzi una mossa ipocrita volta esclusivamente a far cessare le polemiche in una città dove tutto deve sembrare felice.

Il Comune poco può fare per l’emergenza immigrazione, ma molto può fare per i propri cittadini. Se veramente noi ci sentissimo difesi e tutelati da questa amministrazione probabilmente sarebbe emersa la vera natura degli italiani, quella della accoglienza, ma fino a quando ci sentiremo cittadini di serie B perché non stranieri, purtroppo prevarrà l’egoismo a difesa dei nostri diritti e di quelli dei nostri familiari. Sulla destinazione, un hotel in zona mare, nulla si può dire, esisteva un bando che non precisava e non limitava il luogo, per cui come dare torto ad un imprenditore che riesce in questo modo ad allungare la stagione estiva fino a Dicembre, visto che quanto fatto fino ad ora dall’amministrazione non ha sortito effetti?

Piccola nota di colore a chiusura, tra i siti indicati per l’accoglienza era anche segnalato un luogo a Villa Fastiggi per l’accoglienza di 10 profughi, ma nella graduatoria della Prefettura di Pesaro e Urbino viene definito NON DISPONIBILE.

*Siamo Pesaro

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