ECONOMIA. Quantitative Easing: siamo al giro di boa, Draghi riuscirà a girare in tempo?

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6 marzo 2015

Lunedì mattina Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea, inizierà a comprare titoli di Stato delle banche centrali europee.

È arrivato il momento della verità. Il QE (Quantitave Easing) entrerà nel vivo. Da questo mese infatti la BCE inizierà a comprare Titoli di Stato dei paesi sovrani europei.

Romano Zoli

Romano Zoli

I numeri del Quantitative Eeasing sono da capogiro; gli acquisti di titoli di Stato saranno condotti su un orizzonte temporale di 18 mesi, fino al settembre 2016, quando toccheranno quota 1.080 miliardi di euro. Il valore dei Titoli di Stato( per noi BTP/CCT/BOT) delle banche centrali europee che la Bce comprerà ogni mese saranno di 60 miliardi. Dal punto di vista del programma la Bce acquisterà i titoli secondo le quote di partecipazione delle singole banche centrali nazionali nel capitale di Eurotower. Di conseguenza i bond governativi che saranno più comprati saranno quelli della Germania (244 miliardi di euro), Francia (192 miliardi),Italia (167 miliardi) e Spagna (120 miliardi). In sostanza 723 miliardi di euro, il 76% del totale, sarà diviso su quattro Paesi. Il restante fra gli altri 15 membri dell’Eurosistema, che ne condivideranno i rischi sulle perdite fino a un massimo del 20% sul totale degli acquisti.

Non sono pochi i rischi a cui si espone la Bce ; il maggiore dei rischi , come ricordato piu volte da Francoforte, è l’azzardo morale che il QE può creare. Più si comprano titoli di Stato, più si crea un disincentivo per gli Stati impegnati, come l’Italia, nell’adozione delle riforme strutturali promesse. In definitiva più i rendimenti sull’obbligazionario sono bassi, più viene meno il senso di un urgenza alla crezione di un assetto di finanza pubblica virtuoso e sostenibile.

I governi europei potrebbero quindi permettersi di spendere più denaro (Quantitative Easing già sperimentato più volte sia in Giappone che negli USA) aumentando la spesa pubblica per diverse attività legate al breve termine e al medio-lungo termine. Nel primo caso politiche per incentivare e stimolare occupazione e consumi, nel secondo investendo denaro nella costruzione di infrastrutture, dalle strade alle ferrovie passando per quelle per le telecomunicazioni (la ormai leggendaria per l’Italia ‘Banda Larga’).

Ma anche l’effetto positivo di riportare l’Europa fuori dalla deflazione facendo aumentare l’inflazione verso il 2 per cento, ritenuto il punto ottimale dalla Bce, può essere comunque rischioso al momento in cui si dovesse uscire dalla fase più acuta della crisi economica. I prezzi potrebbero iniziare a salire rapidamente e improvvisamente con il rischio di una forte inflazione. A oggi, comunque, è opinione diffusa tra gli economisti che questo ultimo scenario non si possa verificare nel medio periodo .

In ogni caso, fa notare Capital Economics, saranno necessari circa 100 giorni per osservare i primi effetti sull’economia reale.

Aspettiamo quindi “il prossimo giro di boa” di giugno, per capire se siamo veramente alla regata finale.

*Romano Zoli, laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Urbino, ha svolto la propria attività professionale nel settore bancario maturando un’ampia esperienza. Ha ricoperto incarichi con crescenti livelli di responsabilità nella direzione delle filiali e direzioni commerciali in importanti banche nazionali e locali come la Banca Commerciale Italiana, Rolo Banca, Unicredit e Banca Popolare Valconca. Per www.pu24.it cura la rubrica “Indice Comit

 

4 Commenti to “ECONOMIA. Quantitative Easing: siamo al giro di boa, Draghi riuscirà a girare in tempo?”

  1. lino Brusci scrive:

    indubbio che Draghi stia facendo un garnde lavoro, indubbbio che l’Italia e l’Europa devono uscire dalla deflazione: speriamo che le banche tornino a dre credito alla nostra piccola e media impresa.

  2. Arnaldo scrive:

    Una domanda dottor Zoli: ma l’economia reale resiste altri cento giorni?
    Secondo me è necessario che accada qualcosa tra breve perchè in giro al momento non vedo segnali positivi se non un flebile ottimimismo che hanno solo i duri, quelli che non vogliono mollare. Lei che ne pensa dal suo osservatorio?

  3. Romano Zoli scrive:

    Ciao Arnaldo..verrebbe da dire:”serve un sano ottimismo che porti a investire in idee anche al limite della follia purchè questa palude diventi un bel laghetto di montagna splendente e sognante..”. Purtroppo c’è ancora molto silenzio in circolazione, ma non possiamo mollare adesso e .. questo giro di boa potrebbe veramente aiutarci , ne sono convinto.

  4. Arnaldo scrive:

    Ok, grazie per la risposta, se Lei è convinto che questo giro di boa potrebbe aiutarci sono certo che è sicuramente cosi. Grazie

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