Sorpresa a rubare a casa di un’anziana di cui si era finta amica: nei guai una pensionata di 62 anni di Lunano

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7 marzo 2015

I carabinieri di Piandimeleto

I carabinieri di Piandimeleto

LUNANO – La sera del 5 marzo i carabinieri della stazione di Piandimeleto, a seguito di specifiche attività di indagine, sorprendevano nella flagranza di reato per furto in abitazione una pensionata 62enne di Lunano. Sarebbe stata intercettata attorno alle ore 20 e bloccata dai militari mentre usciva dall’appartamento di una vedova 85enne, nella zona nuova di Lunano, ove, approfittando dell’assenza di quest’ultima che lì viveva da sola, avrebbe asportato la somma contante di 300 euro.

Le indagini erano scaturite dalla segnalazione, avvenuta il giorno precedente, da parte del figlio della vittima, di numerosi ammanchi di denaro che la madre aveva patito nella sua abitazione sempre dopo aver effettuato dei prelievi presso l’ufficio postale di Lunano.

L’ultimo episodio, infatti, risaliva al giorno precedente, quando erano spariti inspiegabilmente, dalla tasca dell’accappatoio che l’anziana donna teneva appeso dietro la porta d’ingresso del vano bagno, la somma contante di 150 euro.

In considerazione di ciò, i carabinieri di Piandimeleto avevano dapprima fotocopiato la rimanente somma di 300 euro e successivamente predisposto dedicati servizi di osservazione e controllo. Alle ore 19.58 della citata sera, l’anziana signora era uscita per recarsi in chiesa. Alle 20.07 sopraggiungeva la pensionata che, con fare circospetto, entrava dal portone principale con delle chiavi e vi usciva alle 20.11.

La stessa veniva immediatamente bloccata e all’interno delle tasche del giubbino che indossava venivano trovate una torcia, le chiavi dell’abitazione, il denaro in banconote racchiuso in un foglio di carta, che altro non era che la ricevuta di prelevamento dal conto corrente postale dell’85enne.

La successiva perquisizione domiciliare a carico della 62enne permetteva di rinvenire nell’armadio della camera da letto, abilmente occultati al di sotto di alcuni vestiti dei portagioie con all’interno due paia di orecchini in oro e pietre preziose, riconosciuti poi dalla parte offesa, e una ricevuta di versamento di oggetti di valore presso un compro oro della provincia, risalente al mese di gennaio.

La presunta ladra, sfruttando la solitudine della vittima e l’ingenuità legata alla sua avanzata età, si era avvicinata a lei con carinerie, quali ad esempio preoccuparsi di farle assaggiare della pasta fatta in casa, al fine, soltanto, di ottenerne la fiducia e di stringerci quel sicuro rapporto di amicizia che le avrebbe permesso di conoscere e studiarne le sue abitudini, nonché di ricevere qualsiasi confidenza. Infatti, così facendo, era venuta a conoscenza del posto in cui venivano custoditi denaro e gioielli, era riuscita ad impossessarsi di una copia di chiavi di riserva dell’appartamento e, dinanzi ai sospetti sollevati in merito all’ammanco di denaro, era riuscita a indurla a ritenere che i responsabili di quanto stava accadendo potessero essere i figli o i nipoti.

Anche prima dell’ultimo furto, si era avvalsa della sua “vicinanza privilegiata”, per sapere, attraverso un invito pretestuoso presso un circolo del posto, se fosse uscita o meno di casa.

L’attività dei carabinieri di Piandimeleto, coordinata dal pubblico ministero Irene Lilliu, ha permesso di porre fine ad un evento delittuoso che comprendeva episodi che hanno fruttato un bottino di oltre 15.000 euro, poiché protrattisi sin dal giugno 2014, senza che, per timore e vergogna, fossero mai stati denunciati.

L’arrestata, il giorno seguente, è stata giudicata con rito direttissimo e condannata dal Tribunale di Urbino alla pena di un anno di reclusione nonché alla multa di 2.000 euro.

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