8 marzo, l’Italia riparte dalle donne. Insieme il vicepresidente del Senato Valeria Fedeli con Ceriscioli e Camilla Fabbri

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8 marzo 2015

‘Con questo candidato possiamo vincere. Con questa iniziativa abbiamo anche dato un bel contributo al programma del centrosinistra per le prossime regionali’. Così Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, durante il dibattito ‘L’Italia riparte dalle donne’, organizzato dal pd provinciale di Pesaro Urbino, che ha visto la partecipazione della senatrice Pd Camilla Fabbri e del candidato del centrosinistra per il governo della regione Marche, Luca Ceriscioli. Iniziativa, moderata dalla giornalista Silvia Sinibaldi, si è tenuta, ieri, al centro Arti Visive Pescheria, a Pesaro.

Ceriscioli, Fedeli Fabbri

Ceriscioli, Fedeli Fabbri

“Parlare dei diritti delle donne – spiega la vicepresidente del Senato rivolgendosi all’ex sindaco di Pesaro – significa condividere una responsabilità pubblica. Per questo parlare delle politiche di genere non riguarda solo le donne ma significa parlare di noi e del nostro futuro, dell’insieme della società. Anche il Fondo Monetario Internazionale, sui danni del sessismo, è stato chiaro: in più di 40 nazioni, tra cui molte ricche e avanzate, per effetto delle discriminazioni contro le donne si perde molta ricchezza potenziale, e se in Italia il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro fosse portato allo stesso livello di quella degli uomini, il Pil guadagnerebbe quindici punti percentuali”. “Le donne si laureano di più e meglio degli uomini – ha ricordato poi Valeria Fedeli – eppure l’Italia è terz’ultima in Europa per tassi di occupazione femminile, peggio di noi solo Grecia e Malta. Voglio fare un appello alle imprese che stanno nelle Marche, perché devono fare una scelta seria rivolta al futuro con fiducia e investimenti: assumere le donne, superare l’utilizzo dei contratti precari, è parte concreta e positiva del comune impegno. Il Jobs Act, se gli imprenditori colgono lo sconto, può far diminuire la precarietà del lavoro delle giovani generazioni, che sono prevalentemente spesso giovani donne. La sfida per le imprese è quella di avere fiducia e assumere donne con contratto a tutele crescenti’.

Sinibaldi, Fabbri e Fedeli

Sinibaldi, Fabbri e Fedeli

‘Siamo in una città – aggiunge Ceriscioli – che ha fatto molto per aiutare le donne a conciliare la vita con il lavoro. Pesaro è stata tra le prime città in Italia a traguardare la quota europea sugli asili nido nel 2012. Oggi, anche per colpa della crisi l’offerta è superiore alla domanda. La politica deve essere in grado di incentivare e spingere per fare in modo che conquiste locali possano essere di tutti, offrendo servizi e opportunità alle donne. Tutti dobbiamo andare in questa direzione. L’ultima finanziaria ha creato difficoltà, solo 7 i comuni hanno chiuso il bilanci. Dobbiamo non interrompere questo percorso di crescita offrendo servizi e opportunità. Per questo mi appello al governo per un grande patto perchè l’economia la rilanciamo con i consumi, con una politica industriale, ma anche con una politica dei servizi che creerà la possibilità a ciascuno di rilanciarsi’.
Iniziativa che per la senatrice Camilla Fabbri è occasione per rivendicare i risultati ottenuti da Governo e Parlamento in questo ultimo anno di legislatura: ‘stiamo vivendo un momento storico di grande cambiamento. Tutti noi abbiamo una grande occasione. Ogni pezzo della società viene messo in discussione. Il Senato ha approvato la riforma Costituzionale, con l’Italicun verra’ rispettata la parità di genere nelle liste, sulla legge elettorale per le prossime elezioni europee avremo una rappresentanza femminile anche nelle preferenze, nella riforma del mercato del lavoro si estendono tutele e garanzie anche a chi non le ha avute, con la maternità e i congedi parentali per tutte le donne. In parlamento, grazie al Pd, siedono oltre 40 per cento di donne, nel governo le donne hanno ruoli importanti e sono il 50 per cento dei ministri. La strada è lunga, ma iniziamo a rivendicare quello che grazie al partito Democratico siamo riusciti a cambiare’.

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