I pentastellati e le infrastrutture del Pesarese: “Sono finite nel dimenticatoio delle istituzioni, ma ora iniziano le promesse”

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8 marzo 2015

logo movimento 5 cinque stelleFrancesca Frau, Alessandro Cascini, Rossella Accoto, , Francesca Frenquellucci, Henry Domenico Durante, Piergiorgio Fabbri Mirko Ballerini*

PESARO – La Regione Marche ha una visione inquietante sulle infrastrutture del suo territorio: si pensi al ospedale unico e alla E78 che si vorrebbero finanziare tramite la Finanza di progetto, l’ennesimo spreco e consumo di suolo, che ricadrebbe sulle spalle di noi cittadini a favore di pochi mentre la viabilità, le ferrovie, le scuole, gli ospedali, la rete a difesa del dissesto idrogeologico sono lasciati nell’incuria più totale. Da una ricerca del CRESME risulta che per ogni miliardo di euro che lo stato finanzia per le grandi opere o grandi infrastrutture si generano 500 posti di lavoro mentre per ogni miliardo di euro che lo stato finanzia per riqualificare, adeguare, recuperare, le nostre infrastrutture e mettere in sicurezza il nostro territorio si creano da 13.000 a 18000 posti di lavoro.
La nostra classe dirigente e politica non è in grado di affrontare in altro modo una situazione come quella che stiamo vivendo e l’incuria e l’abbandono verso cui è lasciata la viabilità interna denota problemi e incapacità ultradecennali. Soluzioni e proclami tornano alla ribalta per le imminenti elezioni, ma ci dobbiamo ricordare che questi sono gli stessi che ci hanno governato o all’opposizione, lasciando trascorrere il tempo e portando al degrado quasi totale le nostre infrastrutture.  Consideriamo la ex SS 452 la Contessa anello di congiunzione tra il Pian d’Assino e l’Adriatico che da natale 2013 si ritrova con il traffico a singhiozzo in quanto è stata ripristinata una sola corsia regolata da un semaforo in seguito ad una frana; l’unica vera arteria di collegamento tra Marche e Umbria che vede passare pendolari e turisti. La regione Umbra ha stanziato una somma per la sistemazione definitiva della frana e la riapertura del traffico e il commissario ha da tempo chiesto ai competenti uffici della regione Marche di integrare lo stanziamento con una somma per le opere previste in territorio marchigiano.  A Gennaio il M5S Catria Nerone ha raccolto le istanze di alcuni cittadini e ha chiesto ai suoi portavoce del M5S in Parlamento di portare un’interrogazione a firma congiunta con i portavoce umbri al Ministero delle Infrastrutture, dell’Ambiente e al Consiglio dei Ministri per chiedere il perché del silenzio sia della provincia che della regione e quali iniziative vorrebbero prendere al riguardo, nonché un question time in Commissione Ambiente ma l’ufficio non l’ha accettato e ancora nessuno ha dato risposta. Questo è un esempio di come vengano gestite le nostre infrastrutture e ci sorgono alcune domande: Chi ha voluto che la SS contessa passasse dalla gestione dell’Anas a quella della provincia? Perché dopo più di un anno nessuno si è preso in carico questo problema? Forse la smania di grandezza di alcuni politici, forse in campagna elettorale è meglio non nominare il default della provincia di PU, forse è meglio parlare di progetto di finanza come alcuni consiglieri regionali fanno, per esaltare opere che servono a riempire le tasche di qualche imprenditore. Il M5S crede che la manutenzione, la riqualificazione, l’adeguamento e il recupero delle infrastrutture siano la strada da seguire per aumentare i posti di lavoro e dare servizi di qualità ai nostri cittadini, con un modo nuovo di amministrare guardando al bene comune e non al interesse di pochi.  Il progetto del M5S si propone quindi di adoperarsi per fermare il consumo di suolo, mettere in atto le azioni per una riconversione e riqualificazione del nostro territorio, percorrere la strada della ristrutturazione del costruito e spingere per una revisione dei piani regolatori che recepiscano queste linee guida.

*Candidati regionali M5S Marche

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