Commercialisti, il presidente pesarese Balestieri scrive a Padoan: “Liberalizzazione non può essere attuata in modo semplicistico”

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9 marzo 2015

PESARO – “La liberalizzazione delle professioni andrebbe attuata non in modo semplicistico e senza criteri oggettivi, ma tenendo conto di ciò che legittimamente e senza esclusività è da proteggere per il bene e l’interesse dei cittadini, tutelando sempre la dignità delle singole categorie professionali”. E’ uno dei passaggi della lettera scritta dal presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Pesaro e Urbino Paolo Balestieri al Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan (e per conoscenza al vice ministro Luigi Casero), consegnata personalmente dall’onorevole Ernesto Preziosi che ha partecipato al convegno di Urbino sul rapporto tra politica, economia e finanza con il mondo delle professioni.

Paolo Balestieri presidente Ordine dottori commercialisti di Pesaro e Urbino

Paolo Balestieri presidente Ordine dottori commercialisti di Pesaro e Urbino

Oltre ad evidenziare il sostegno dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia alle posizioni espresse dal consiglio nazionale dell’Ordine contro il Ddl “Concorrenza”, Balestieri sollecita una maggiore attenzione al mondo delle professioni, chiedendo con forza anche “una legislazione più semplice e comprensibile, con interventi sistematici e non estemporanei, nella certezza che, da un sistema politico e tributario più stabile e meno farraginoso, deriverebbero benefici per tutti i cittadini e per l’intero sistema economico”.

Di fronte alle rigidità della burocrazia, alle difficoltà economiche e alla generale caduta di valori della società – evidenzia Paolo Balestieri – il ruolo del dottore commercialista non è più soltanto quello di fornire risposte concrete agli interrogativi economici e materiali. Occorre anche coltivare l’etica dell’economia e del lavoro, tenendo vivo il valore della solidarietà, intesa come atteggiamento morale. Per questo siamo consapevoli della funzione centrale che svolgiamo nel rapporto tra istituzioni e cittadino”.

Ultima, ma non ultima, una richiesta di attenzione nei confronti delle nuove generazioni. “E’ necessario supportare le professioni con incentivi e finanziamenti rivolti ai giovani, perché in futuro non si creino disoccupati intellettuali, ma siano offerte loro concrete possibilità formative in ambito europeo, favorendo scambi e opportunità internazionali”.

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