Consultinvest, un sogno lungo 39 minuti. L’analisi

di 

10 marzo 2015

Judge in penetrazione

Judge in penetrazione

PESARO – Due mesi fa partite come quelle contro il Banco Di Sardegna erano già perse in partenza, tra chi diceva che la Vuelle faceva parte di un altro campionato e non aveva nessuna speranza contro le big e un roster con diverse lacune che non le consentiva onestamente di combattere alla pari, con la logica conseguenza di prendere subito un ventello nel primo tempo e addio sogni di gloria.

Gloria che la Consultinvest di lunedì sera ha cercato per 39 minuti e qualche secondo, finendo la benzina sul più bello, con Musso e Wright in debito d’ossigeno a forzare conclusioni dentro l’area invece di scaricare a compagni liberi sul perimetro, ma fino a quel momento si era vista una Victoria Libertas al suo meglio, pur tra una marea di errori e palle perse, capace di difendere duro e di mettere in difficoltà il miglior attacco del campionato, lasciandolo a soli 75 punti segnati, riuscendo anche a muovere la palla con i giusti ritmi in attacco, coinvolgendo finalmente Judge negli schemi, poi se vogliamo guardare il bicchiere mezzo vuoto è logico che una grossa mano sia arrivata dagli avversari, arrivati a Pesaro sicuramente non al 100% della carica agonistica, con una percentuale da tre deficitaria per il loro standard e quintetti non sempre adeguati a quello che si vedeva sul parquet, ma alla fine la differenza l’hanno fatta giocatori di indubbia classe come Logan e Sanders, chirurgici nel punire l’attimo di ritardo della difesa pesarese sulle loro conclusioni e il Banco ha portato a casa la vittoria per la delusione dei 4000 dell’Adriatic Arena.

Coach Paolini

Coach Paolini

Tutto sommato non è stata una giornata negativa per la Consultinvest, anche se guardando la classifica, Pesaro si ritrova nuovamente da sola al penultimo posto a due punti dalla coppia Varese-Roma e a quattro da quella composta da Capo D’Orlando e Avellino, ma i cinque punti di vantaggio conservati su Caserta a nove giornate dal termine, consentono alla Vuelle di affrontare un mese di marzo dal calendario complicatissimo con un pizzico in più di ottimismo, considerando che la Pasta Reggia a sua volta non avrà vita facile dovendo affrontare nelle restanti giornate al PalaMaggiò le prime quattro classe della classifica (Venezia, Milano, Sassari e Reggio Emilia in ordine di apparizione), anche se guai a darla per spacciata una volta che recupererà un uomo fondamentale come Henry Domercant, fuori domenica per una guaio muscolare.

Ad uscire benissimo da queste ultime giornate è proprio Capo D’Orlando, prossima avversaria della Consultinvest, capace di conquistare due vittorie fondamentali in terra campana, quattro punti insperati alla vigilia, che consentono ai siciliani di allungare in maniera forse decisiva sulle dirette concorrenti, mentre ormai è conclamata la crisi di Avellino, capace di vincere solo a Pesaro nelle ultime nove partite, con la Sidigas che oltretutto è stata spessa travolta dagli avversari con scarti intorno ai venti punti. Esce invece dal momento difficile l’OpenJobMetis, in un match dai due volti che ha visto Varese condurre anche di 17 lunghezze, prima di venir rimontata e superata da Roma che ha fallito il tiro della vittoria, finendo poi per venir battuta dai lombardi nel supplementare, con l’Acea che in questo girone di ritorno ha conquistato una sola vittoria sui sei match disputati.

I PIU’ ……..

Wally Judge: Ha dato vita ad un duello spettacolare con Shane Lawal, ma Wally è riuscito finalmente ad essere un fattore in questa Vuelle, conquistando rimbalzi importanti, trovando la via del canestro in almeno cinque o sei modi differenti, tra semiganci, scivolamenti sul piede perno e tiretti dai tre metri, forse ha concesso troppa libertà a Lawal, ma giocare senza un ricambio non gli consente una difesa al limite per non commettere falli inutili che condizionerebbero l’andamento del match, ha margini di miglioramento evidenti, ma per l’immediato futuro ci accontenteremmo che ripetesse la prestazione contro Sassari.

Rimbalzi: 42 a 40 per la Vuelle che non ha paura della fisicità degli avversari e si batte alla pari nella lotta sotto i tabelloni, con Judge protagonista (13), ma tutti hanno dato il loro contributo.

Anthony Myles: Meglio da tre che in penetrazione, dove ha dovuto fare i conti con le lunghe braccia della difesa sarda, ma di Anthony ci è piaciuta la carica agonistica nei momenti caldi e chissà dove sarebbe finito il pallone se Wright invece di forzare l’entrata, glielo avesse passato sulla linea dei tre punti nell’azione decisiva del match.

.. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – SASSARI

Palle perse: Sicuramente troppi i 19 palloni persi dalla Consultinvest, soprattutto quelli gettati alle ortiche nei contropiedi tre contro uno che non è stata in grado di tramutare in due punti facili tradita dalla troppa frenesia, senza parlare delle rimesse consegnate direttamente nelle mani avversarie e qualche forzatura nei passaggi contro la difesa schierata, nell’improbabile ricerca di un varco tra le fitte maglie della difesa sassarese.

LaQuinton Ross: Ha ragione coach Paolini quando dice che Ross deve toccare di più la palla per rendere al meglio, ma LaQuinton continua a faticare troppo in attacco, con la solita ricerca della penetrazione invece di fermarsi dai cinque metri e scoccare le sue conclusioni e alla Vuelle servirebbero tantissimo anche le sue triple.

Tiro da tre: Lo zero su sedici all’intervallo delle due formazioni è quasi da guinness dei primati negativi, con la differenza che Pesaro continua a non prenderci dai 6.75 (con l’eccezione di Myles) per tutto il match, mentre Sassari pur tirando con un modestissimo 5 su 24, mette le triple decisive nel finale.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

Uscire rammaricati dall’Adriatic Arena per non aver vinto contro la seconda forza del campionato non era per niente scontato alla vigilia e dimostra come questa Vuelle sia diventata finalmente una squadra capace di dare fastidio a quasi tutte le altre 15 formazioni, forse con l’eccezione della sola Milano, che scenderà a Pesaro il prossimo 23 marzo per un altro Monday Night. Logicamente non è che per magia la Vuelle sia diventata una formazione da playoff e per raggiungere quei livelli servirebbe un roster più profondo di quello attuale, con una panchina che continua ad essere la meno produttiva del campionato (soli 4 punti a referto contro Sassari) e un settore lunghi che si riduce al solo Wally Judge, con Lorant che fatica a produrre punti dentro l’area colorata per le sue caratteristiche tecniche, anche se poi l’ungherese trova il modo di rendersi utile in altre fasi del gioco. L’unica certezza è che Pesaro è di nuovo sola al penultimo posto e non può permettersi nessun passo falso in futuro, cominciando proprio dalla trasferta di Capo D’Orlando, forse l’unica possibilità di muovere la classifica nel mese di marzo dovendo poi affrontare Milano e Venezia e se Caserta dovesse ritrovare la vittoria (Cantù e Trento in trasferta, Venezia in casa), si riavvicinerebbe pericolosamente alla Consultinvest, in un finale di stagione dove il lato emotivo avrà un ruolo fondamentale e mantenere qualche punto di vantaggio sulla Pasta Reggia non potrà che giovare a tutto l’ambiente.

Quella contro Sassari è stato un match dove la Vuelle ha riassunto tutti i pregi e i difetti della versione 2.0, con la ritrovata capacità difensiva del gruppo che copre i problemi offensivi endemici di questa squadra, orfana di tiratori puri, dove il solo Myles è in grado di scardinare le difese avversarie dai 6.75, l’arrivo di Wright ha declassato Basile al ruolo di playmaker di riserva, anche perché Nicolò non sembra aver fatto nessun salto di qualità nei sei mesi passati in serie A, mentre Raspino continuerà a faticare tantissimo contro numeri quattro più fisici di lui. Dall’arrivo di Ricky Paolini il peso specifico dello starting five è aumentato esponenzialmente, con il coach pesarese che ha deciso di cavalcare il più possibile i suoi titolari, con il rischio di farli arrivare alla canna del gas al quarantesimo, ma preferiamo la tattica di rimanere sempre attaccati all’avversaria per giocarci tutto nei minuti finali, rispetto a quella di prendere dei break nel primo tempo con il secondo quintetto, rischiando seriamente di non riuscire più a rientrare in partita.

La Vuelle c’è, parafrasando un noto commentatore televisivo delle due ruote, ed è confortante per il futuro, ma ci sono anche gli avversari e guai a pensare di avere la salvezza in tasca, servono almeno altre tre vittorie (meglio quattro per sicurezza) in queste ultime nove giornate e non sarebbe male ricominciare già dalla trasferta siciliana di domenica prossima.

DAGLI ALTRI PARQUET:

Sono state solamente sei le partite disputate in questa 21esima giornata, con il derby tra Cantù e Milano posticipato al 16 aprile per gli impegni europei delle due squadre, mentre la sfida tra Pistoia e Trento è stata rimandata a data da destinarsi, in attesa di conoscere l’entità dei danni occorsi al palazzetto di Pistoia dopo il maltempo di questi giorni. Turno tranquillo con una sola vittoria esterna, ma importantissima, colta da Capo D’Orlando a Caserta nello spareggio salvezza, mentre le big hanno sfruttato a pieno il turno casalingo, cominciando da Brindisi che sabato sera non ha avuto problemi nell’anticipo contro Cremona, stessa situazione di Venezia e Reggio Emilia che hanno rifilato più di venti punti a Bologna ed Avellino la domenica pomeriggio, Varese conquista la prima vittoria sotto la guida di Attilio Caja battendo al supplementare Roma, anche se l’Acea ha mantenuto il vantaggio nella differenza canestri.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>