Zucchi (Sel): “Profughi, mettendo in contrapposizione italiani e stranieri si mistifica la realtà”

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11 marzo 2015

Andrea Zucchi*

 

Non è mistificando la realtà e facendo leva sugli istinti più bassi che si fa un buon servizio alla città, ed alla società in genere. Perchè esattamente questo si cerca di provocare raccontando le vicende in maniera distorta, come testimoniano le recenti prese di posizione sul tema dei profughi a Pesaro. Si continua a voler mettere in contrapposizione italiani e stranieri, quando le cose sono ben diverse. Un imprenditore locale, seguito poi da CasaPound (da quando esiste a Pesaro?!), denuncia di essere stato contattato dalla cooperativa pesarese Labirinto, che gli offriva la possibilità di assumere gratuitamente un tirocinante, un richiedente asilo appunto, per la sua attività di ristoratore. Si arriva a descrivere il suddetto imprenditore come coraggioso, perchè anzichè accettare un aiuto (finalmente!) gratis, ci aveva rinunciato, per non avallare questo sistema che a suo dire era discriminatorio verso gli italiani! L’illazione infatti è stata che la cooperativa pagherebbe tutte le spese di questi tirocini formativi per i rifugiati politici, quando non esisterebbero aiuti simili per gli italiani. La Sinistra crede che il fare cultura parta anche da una corretta informazione, e nell’affermazione appena riportata sugli stage per gli stranieri ci sono almeno due errori grossi come una casa, che possiamo ragionevolmente ritenere in malafede, per fare propaganda becera e razzista. La prima inesattezza è che sarebbe la cooperativa a pagare questi costi, mentre in realtà il budget per questi tirocini formativi (che sono poi solo una decina, non di più) proviene sempre dal progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), finanziato interamente dal Ministero dell’Interno, con anche fondi europei. Non c’è nessun costo aggiuntivo rispetto al programma di accoglienza dei rifugiati, che prevede appunto che gli si trovi da mangiare, da dormire, e che si aiutino nell’integrazione con corsi di italiano ed anche con tirocini di questo genere. La Cooperativa quindi non prende nè spende un euro in più rispetto a quanto previsto dal progetto suddetto, e fa solo il suo mestiere.
La seconda castroneria è quella che dice che non ci sarebbero progetti simili per gli italiani senza lavoro, quando invece, per fortuna, di proposte per aiutare anche i nostri connazionali ce ne sono, con i programmi per i giovani, per gli over 40, per le categorie svantaggiate. Anche lo stesso Comune di Pesaro prevede che 100mila euro del suo fondo di solidarietà siano destinati a questo scopo. Sicuramente non è mai abbastanza, su questo siamo d’accordo, e saremmo molto favorevoli a maggiori investimenti pubblici a sostegno delle emergenze della perdita di casa e lavoro da parte degli italiani. Ma non è certo istigando una odiosa guerra tra poveri che si risolvono i problemi.
Ci stupisce anzi che le destre, che annoverano sempre tra i loro temi l’ordine pubblico, non capiscano che integrare questi stranieri è la miglior forma di prevenzione da possibili devianze dei rifugiati stessi, se invece fossero lasciati al loro destino.
Non dimentichiamo neanche che l’accoglienza dei richiedenti asilo ci è richiesta dall’Europa e dalla costituzione, e che non stiamo quindi facendo un favore a queste persone, ma stiamo solo facendo il nostro dovere, come richiesto dalle Prefetture stesse.
Con le iniziative che La Sinistra ha organizzato in città con i rifugiati dell’Hotel Principe per favorire interazione ed integrazione, abbiamo potuto toccare con mano quanto in realtà i pesaresi siano aperti ed accoglienti, data la bella partecipazione alla tombola, alla festa di Carnevale, o alla partita di pallavolo multietnica, e le numerose richieste ricevute in seguito di replicare questi eventi.
In questi giorni è anche in via di definizione un protocollo di intesa che aprirebbe al volontariato per i profughi, che ad oggi per la legge vigente non potrebbero praticarlo. Sarebbero assicurati e seguiti da associazioni di volontariato, consentendo ai rifugiati di poter finalmente restituire, con altre forme di aiuto, qualcosa alle comunità che le accolgono. Sperando che almeno questa cosa vada bene anche a chi sembra non accettare a priori questi ragazzi – in difficoltà e provenienti da situazioni di gravi emergenze – nè se stanno senza far niente, e neppure se si danno da fare: si dirà forse che…stanno rubando il posto ad un volontario italiano?

*Coordinatore La Sinistra e SEL Pesaro

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