Chiusure uffici postali, Ricciatti (Sel): “Colpa della privatizzazione che accentua i disagi”

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12 marzo 2015

PESARO – Il processo di privatizzazione di Poste Italiane rischia di accentuare i disagi per i cittadini che vivono in aree periferiche del Paese. Ne è convinta l’onorevole Lara Ricciatti di Sel, che oggi è tornata sul piano industriale di Poste Italiane con una nuova interrogazione parlamentare, dopo quella sottoscritta con il collega Marchetti del Pd sulla chiusura delle sedi in provincia di Pesaro e Urbino.

“Dal piano industriale di Poste emerge con chiarezza l’intenzione dell’azienda di risparmiare risorse dalla riorganizzazione degli uffici postali (si stima la chiusura di circa 450 uffici e l’apertura con orario ridotto di altri 600) per convogliare maggiori risorse verso attività più remunerative come assicurazioni, risparmio e e-commerce – afferma Ricciatti -, una direzione legittima purché non operi a scapito dell’erogazione del servizio universale, ossia l’accessibilità dei servizi che gli uffici postali devono garantire anche per i cittadini residenti in aree periferiche del Paese o per quelli che non hanno troppa familiarità con gli strumenti digitali. Cosa che purtroppo, con le chiusure previste di molti uffici, non mi pare stia avvenendo”.

“Il processo di privatizzazione è attualmente in una fase di stallo – continua la deputata di Sel – e mi auguro che questo rallentamento sia anche occasione di riflessione per il futuro di Poste. L’amministratore delegato di Poste Italiane Caio ha affermato, negli scorsi mesi, che l’ambizioso progetto dell’azienda non può prescindere da un ripensamento del servizio universale postale, che a suo dire, non pare più adeguato alla realtà e non più sostenibile da un punto di vista economico. Credo che non spetti all’affidatario del servizio universale individuare i bisogni dei cittadini che devono usufruire del servizio. Per questo ho chiesto al ministro dell’Economia – che detiene per ora la totalità delle azioni di Poste Italiane – e al ministro dello Sviluppo economico, come intendano garantire il servizio universale anche in prospettiva della privatizzazione dell’azienda, che comporterà prevedibilmente una accentuazione di questa attenzione per le attività più remunerative a scapito di quelle essenziali”.

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