Durante (M5S): “I beni comuni in Provincia di Pesaro (H)ERAno pubblici”

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12 marzo 2015

Henry Domenico Durante*

Le notizie di questi giorni riportano che le quote di Hera sfiorano la maggioranza. Una notizia preoccupante che sembra non tenere conto delle indicazioni del giugno 2011 in cui la maggioranza assoluta del popolo italiano aveva affermato la necessità del riconoscimento dell’acqua e dei beni comuni come universali, essenziali alla vita e alla dignità della stessa e, come tali, da sottrarre ad ogni gestione basata su logiche di profitto e di mercato. ERicci, all’epoca Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, cavalcava l’onda emotiva di un Paese compatto e dichiarando sui giornali di esprimere convinto 4 sì, aggiungendo: “Questa è la mia opinione . Ognuno ovviamente ha le sue convinzioni ma è necessario, in primis, andare a votare. Magari anche rinunciando a mezz’ora di mare, perché si tratta di esercitare un diritto inderogabile. Ed è in gioco il nostro futuro…”.

Edora che lei vende il 2,5% ad Hera, cosa è in gioco?

In Regione ci aspetta una grande battaglia affinché non continui questo piano di svendita del pubblico a vantaggio dei privati, sottraendo al mercato i beni comuni e riconsegnandoli alle comunità locali e territoriali. Non basta una percentuale per dire che Marche Multiservizi è pubblica, perché se lo fosse realmente sarebbero i Comuni a scegliere l’amministratore delegato mentre da sempre è scelto dal socio privato, cioè Hera. Inoltre non farebbe utili, che poi al 48% vanno al socio privato, ma ridurrebbe le tariffe a vantaggio dei cittadini.

Ecco i motivi per cui dobbiamo abbandonare la strada della svendita percorrendo quella che spinga lo Stato a modificare il Patto di Stabilità per contrastare la vendita delle partecipazioni comunali nelle società di gestione dei servizi pubblici locali. Il Welfare locale e i beni essenziali non possono essere stretti dal Patto di Stabilità

Una soluzione?Potrebbe essere quella di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento dell’ammodernamento delle reti idriche e il sostegno finanziario ai processi di ripubblicizzazione del servizio idrico e anche quella di imporre al gestore la manutenzione della rete idrica e controllarlo finché non si ritorni alla gestione comunale e non partecipata.

In fin dei conti i dati parlano chiaro: livelli eccellenti di differenziata sono raggiunti nei comuni dove il servizio è interamente pubblico e, proprio in questi giorni, Napoli ha blindato la gestione dell’acqua pubblica per 30 anni.

*Candidato consigliere M5S Marche

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