Export ok, Drudi: “Nel Pesarese dati nettamente migliori che nel resto dell’Italia”

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12 marzo 2015

PESARO – “L’export della provincia di Pesaro e Urbino ha confermato, nel 2014, una sostanziale e inattesa stabilità, nonostante sia stato il sesto anno consecutivo di crisi e l’impatto pessimo delle crisi in Libia e tra Russia e Ucraina”.

Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, commentando i dati sulle esportazioni resi noti dall’Istat.

Il fatturato estero complessivo della nostra provincia è stato pari a 2,1 miliardi di euro, con un incremento dello 0,6% rispetto al 2013: si tratta di un dato nettamente migliore della media nazionale (-5,3%).
Anche nel 2014, la Francia si conferma il primo mercato internazionale di sbocco per le aziende pesaresi: 245,9 milioni di euro, rispetto ai 233,6 milioni dell’anno precedente (+0,05%). La classifica delle “destinazioni top” resta praticamente invariata sia nell’ordine dei Paesi, che nell’incremento dei valori, tutti positivi ma estremamente vicini allo ‘zerovirgola’. Il secondo mercato di riferimento, infatti, è la Germania (199,6 mln., +0,03%), davanti a Stati Uniti (166,6 mln., +0,07%).

“La Russia merita un discorso a parte – ha sottolineato il numero uno dell’ente camerale – perché se il dato preso in valore assoluto è sostanzialmente stabile (126,8 mln., -0,1%), il risultato è fortemente condizionato dalla crisi ucraina e dal conseguente embargo imposto dall’Unione Europea”.

Secondo Drudi, “nei confronti della Russia va intensificata un’attività di moral suasion, che da un lato consenta il rispetto degli accordi di pace con l’Ucraina, impedendo il prolungarsi del conflitto, e dall’altro riapra le porte del mercato verso i Paesi Europei, consentendo anche alle aziende pesaresi di recuperare quote di mercato perse a tutto vantaggio di aziende asiatiche, che però non riescono a garantire uguale innovazione e qualità dei prodotti”.

La meccanica si conferma il settore dell’economia provinciale a più alta vocazione esportatrice: 579,9 milioni di euro nel 2014, con un incremento dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Germania (44,2 mln. di fatturato, -0,05% rispetto al 2013), Francia (42,3 mln., +0,2%) e Stati Uniti (35,6 mln., +0,2%) sono i primi tre Paesi di riferimento, con l’Arabia Saudita (21,4 mln., +3,9%), al nono posto della classifica con la miglior performance dell’anno.

Impercettibile la differenza dell’export del mobile: 296,8 mln. (-0,06% rispetto all’anno precedente). Francia (49,8 mln., +0,2%), Russia (45,5 mln., -0,2%) e Stati Uniti (18,7 mln., +0,2%) ai primi tre posti, con l’Arabia Saudita molto vicina agli States, con 17,2 mln.
Stabilità anche per il tessile-abbigliamento, con il fatturato complessivo fermo a 205 mln. (-0,01%), con Hong Kong (19,1 mln., +0,15%) che scalza la Germania (17,8 mln., -0,14) al terzo posto, dopo Danimarca (46,8 mln., +0,03%) e Svizzera (19,6 mln., +0,1%).

Sfiora lo 0,1% (con 69,5 mln.) l’incremento del fatturato complessivo dell’agroalimentare, che ha negli Emirati Arabi Uniti (50,6 mln., +0,2%) il principale mercato di sbocco.

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