Profughi, Arrigoni replica a Zucchi: “L’integrazione non si impone, si deve fare bilanciando prima le difficoltà di un paese in difficoltà come il nostro”

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12 marzo 2015

Fabio Arrigoni*

PESARO – “Ancora una volta mi sento in dovere di replicare alla risposta demagogica del Sig. Andrea Zucchi in merito alla questione cooperativa, accoglienza, rifugiati.

Mi sento di rispondere ancora una volta perché le castronerie sono quelle che lui continua a proporre. In primo luogo Andrea Zucchi parla di Sprar, cioè Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, e giustamente sottolinea che questo fondo è finanziato dal Ministero dell’Interno, e in parte dai finanziamenti Europei. E’ evidente che il Sig. Zucchi però si dimentica che questo fondo messo generosamente a disposizione dal Ministero dell’Interno, proviene dalle tasche deI cittadini italiani attraverso imposte dirette e indirette che questo governo di centro sinistra impone agli italiani. Ricordo peraltro che la pressione fiscale in Italia ha subito un ulteriore incremento negli ultimi mesi attraverso l’aumento dell’Iva, delle accise e quant’altro. Mi permetto inoltre di ricordare al Sig. Andrea Zucchi, che vengono continuamente tagliati i finanziamenti ai servizi di vitale importanza agli italiani, tra cui la sanità, la scuola e di assistenza agli anziani. Sappiamo inoltre tutti benissimo, come i fondi Europei destinati all’immigrazione coprano solo un terzo delle spese effettive, e anche in questo caso i fondi Europei provengono sempre dalle tasche anche dei cittadini Italiani attraverso il Mes che l’Europa ha imposto ai paesi membri. Le inesattezze in malafede proposte da Zucchi e dalle cooperative vengono smentite da fonti autorevoli dello stesso ministero dell’Interno:
Infatti i dati divulgati dallo stesso Ministero degli Interni non sono certo rassicuranti in questo senso. Dall’inizio del 2014 sono più di 60000 i profughi sbarcati sulle nostre coste e accolti nei vari centri dedicati. Le stime dicono che il numero potrebbe salire fino a 100000, e comprensibilmente per tutti é possibile immaginare come questi numeri diano una cifra insostenibile per un paese come il nostro in piena difficoltà economica. L’Italia resta uno degli Stati che accoglie il maggior numero di profughi e immigrati. Secondo dati Eurostat nel 2013 l’Italia ha respinto il 36% delle richieste d’asilo, contro il 74% della Germania, l’83% della Francia, l’82% della Gran Bretagna e il 68% del Belgio. Ovviamente, tutto questo ha un costo , e andando a verificare le cifre diffuse dal Viminale è possibile costatare che si parla di circa 9,3 milioni di euro al mese, per un totale di 111,6 milioni di euro l’anno, per un totale complessivo ben superiore rispetto alle stime precedenti (1,5 milioni di euro al mese previsti). Il costo dell’immigrazione legato al progetto “Mare Nostrum” è da ripartire fra spese per mezzi di trasporto e indennità data ai profughi. Il Governo ha stanziato 236 milioni di euro per tutto il 2013, 220 milioni per il 2014 e 178 milioni per il 2015. Anche se la cifra va calando nei prossimi anni, è facile comunque immaginare come la spesa vada a gravare e non poco sul nostro welfare. A fare da contorno a questa spesa c’è il fatto che gli aiuti dall’Europa sono inferiori rispetto a quanto costano all’Italia profughi, immigrati e clandestini.I centri d’accoglienza sono stracolmi e le stime affermano che soltanto la metà dei profughi e degli immigrati viene effettivamente rimpatriata. Il restante 50% resta nel nostro paese continuando a gravare sulla spesa pubblica pur vivendo in clandestinità e senza produrre alcun reddito ne per sé ne per la collettività. Del resto si è tanto parlato del business legato agli immigrati clandestini e delle cooperative o associazioni che li accolgono, e sviscerando ancora una volta questo triste fenomeno da ogni lato e senza voler strumentalizzare questi temi, ribadiamo che per noi rimane un problema legato al tessuto sociale già pericolosamente logorato e portato allo stremo.

In contrapposizione a tutto questo, come sottolineato precedentemente in Italia vengono tagliati i servizi ospedalieri, vengono chiuse le scuole e ridotti i servizi di primaria importanza. La disoccupazione inoltre ha raggiunto cifre da record nel nostro paese, e ancor più quella giovanile che supera di diversi punti il 40% ma non ci sono supporti in questo senso se non ridicoli provvedimenti come il “garanzia giovani” dove i giovani vengono fatti lavorare con la retribuzione che dovrebbero percepire a data da destinarsi. Quanto è emerso tra l’altro riguardo la “sistemazione lavorativa” dei rifugiati, non è una nostra fantasia, ma una denuncia di un ristoratore pesarese che non si è nascosto e di cui è uscito nome e cognome nei giorni scorsi anche sui giornali. Nonostante questo però, le associazioni e le cooperative si preoccupano di fornire alloggi e appartamenti e un lavoro non agli sfrattati italiani o alle famiglie straniere regolari in Italia da decenni, ma ai nuovi ospiti che arrivano incessantemente infischiandosene dei cittadini italiani e per i quali le risorse sono risicate ben oltre l’osso. Anche in questo caso proponiamo i dati disponibili sino a Giugno 2014: nella Provincia di Pesaro sono stati eseguiti 90 sfratti su 240 richieste, di queste ben 75 nel capoluogo Pesarese e 109 nel resto della provincia per Morosità incolpevole. Quanti sono stati gli interventi verso queste famiglie da parte dell’associazionismo della labirinto e cooperative varie?

Per chiudere, ribadiamo al Sig. Zucchi, che l’integrazione non si impone attraverso l’imposizione che porta comunque dei fondi a cooperative e associazioni, ma la si ottiene bilanciando l’accoglienza alle difficoltà di un paese allo stremo. Concordo solo su un punto: La demagogia va messa da parte e oggi più che mai è necessario pensare seriamente ad aiutare il proprio paese a risollevarsi prima di poter aiutare efficacemente altri.

*Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Pesaro

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