Diversamente Social punta sul cinema per connettere l’entroterra: 8 incontri curati e gestiti dai giovani

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14 marzo 2015

URBANIA – <Il linguaggio filmico è fondamentale ed oggi con l’innovazione tecnologica rischia di perdersi il messaggio finale di una proiezione che questo progetto rimette giustamente al centro, valorizzato dallo scambio di idee tra giovani>: è questo il giudizio dell’assessore alle politiche giovanili Paola Giorgi intervenuta ad Urbania per presentare il progetto Direttamente Social, promosso dall’Unione dei Comuni dell’Alta Valle del Metauro con partner importanti come l?università di Urbino, Fano International Film Festival, Centro Studi Movimento Danza, L’istituto Statale d’arte “Scuola del Libro”, l’Accademia delle Belle Arti, l’Associazione FotoVideoCine club, il cinema Nuova Luce e Tele2000. Al progetto partecipano giovani ed amministrazioni di Borgo Pace, Mercatello sul Metauro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Peglio, Fermignano, Urbino e Piobbico.

Un momento della conferenza

Un momento della conferenza

Otto incontri di cineforum, uno per ciascun comune, organizzati e gestiti dai giovani:

<L’idea è nata dalla passione di un giovane dei nostri comuni per il cinema -spiega il presidente dell’Unione dei Comuni Romina Pierantoni– e vuole unire i giovani tramite uno strumento poco utilizzato come il cinema. Unendo la forza dei giovani e del Gal Montefeltro di Domenico Fucili abbiamo ottenuto questo progetto da oggi al via. Non abbiamo grandi finanziamenti ma la nostra ricchezza sarà nel confrontarsi, mettere insieme le forze e dare libertà e responsabilità ai giovani>.
<Vedo molte intuizioni positive in questo progetto – ha continuato l’assessore Giorgi- unire così tanti comuni, di cui molti sotto i cinquemila abitanti è di per se un successo, ma mettere insieme i giovani con questa progettualità mi fa ben sperare. Saranno importanti le relazioni tra le persone e il capitale umano che ognuno donerà a questo progetto e da parte mia sono contenta che la regione abbia fornito gli strumenti per permettere tutto questo>.

Tra i partner di Diversamente Social anche il Fano International Film Festival che creerà un’apposita categoria per i giovani che vorranno inviare alla rinomata kermesse fanese i loro cortometraggi: <E’ un’occasione per unire idealmente l’entroterra alla costa -ha sottolineato Romina Pierantoni- unendo due contesti che troppo spesso la politica divide ma che possono arricchirsi da uno scambio reciproco>.

Giuseppina Fusco, ideatrice del progetto ha spiegato così le linee guida su cui si basa Diversamente social: <L’idea nasce dall’esigenza di dialogo tra giovani e istituzioni ma neanche tra giovani e giovani: il parlarsi senza filtri con un linguaggio da condividere e che sia condiviso è oggi una grande esigenza. Ho visto che il mio territorio è ricco culturalmente nel linguaggio del cinema

ed ho pensato proprio a questo linguaggio come filo conduttore che permette di creare rete, parlarsi direttamente di poter condividere esperienze e pensieri. I giovani dei comuni coinvolti gestiranno la serata di cineforum, saranno loro a scegliere come organizzare una serata, trovando i mezzi per attrarre altri giovani>.

IL PUNTO DI VISTA DEI GIOVANI COINVOLTI

Irene Ciaffoncini (Urbania): <E’ bello per i giovani avere queste possibilità, che ci avvicinano agli enti locali e riducono la distanza tra noi e la politica. La presenza di gente esperta ci darà una mano, soprattutto begli aspetti tecnici e logistici.

Nei piccoli comuni c’è voglia di fare, non è vero che i ragazzi sono svogliati o senza iniziativa, bisogna ringraziare quindi chi come la Regione da la possibilità di esprimerci e realizzare un po’ di quella creatività che un ragazzo può avere. Quindi andiamo avanti col progetto e spero che tutte le persone interessate al tema si avvicinino>.

Nicola Rossi (Borgo Pace): <Una bella opportunità che ci viene offerta, confrontarsi tra giovani di paesi vicini e di realtà simili porterà sicuramente un arricchimento per tutti quanti. Confrontarsi davanti a dei film e a delle serate di proiezione può essere sicuramente un bello strumento per unirsi e fare gruppo e chissà che da questa esperienza non nascano per il futuro altri progetti condivisi nel territorio>.

 

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