Leandro Romani: la storia di una vita, la storia della nostra terra

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14 marzo 2015

Leandro Romani, ciclista per passione, arriva in sala Rossa accompagnato da familiari e amici. Gli anni passano, ma lui mantiene ancora la grinta dei tempi migliori. A fare gli onori di casa, il sindaco Matteo Ricci e Alberto Paccapelo delegato provinciale del Coni. L’occasione è quella della presentazione del libro Leandro Romani La storia di una vita”. Nato a Bottega, classe 1928, Romani ha voluto ripercorrere le “tappe” salienti della propria vita in un volume ricco di ricordi e di fotografie.

Oggi siamo qui per rendere omaggio alla tua attività, per tutto ciò che hai fatto – esordisce Paccapelo e alla tua passione per il ciclismo, per ringraziare uno sportivo vero, uno sportivo con la ‘S’ maiuscola. E lo faccio a nome del Coni e di tutti gli sportivi della nostra città e della provincia”.

Il libro di Romani era già stato presentato a Bottega, ma il Comi ha voluto dare all’iniziativa un respiro più ampio, presentando il volume anche a Pesaro.

Ci tenevo molto a essere presente stamattina, perché credo che questo riconoscimento te lo meriti – ha detto il sindaco rivolto a Romani -, un riconoscimento per ciò che hai fatto e continuerai a fare. Ci tenevo particolarmente che questo libro venisse presentato anche a Pesaro perché dentro c’è la storia della nostra terra, di come è cambiata, di come è cresciuta, in gran parte in meglio, ma anche con qualche elemento di criticità”.

Ricci conosce bene le storie di Romani, la sua passione per il ciclismo. “Quando Romani mi ha raccontato le sue storie, le sue avventure – continua il sindaco -, nella mia testa ho fatto automaticamente un parallelo tra le sue pedalate e quelle di una terra che allora cercava un riscatto, che cercava di rialzarsi, che faticava… non tanto per cercare la vittoria, ma per avviare il progresso. Non una medaglia, ma la possibilità di stare un po’ meglio”.

Il ciclismo, sport di grande tenacia e fatica.

RICCI E ROMANI

RICCI E ROMANI

Credo che tutti gli sport abbiano forti similitudini con la vita, però il ciclismo ne ha una particolare: l’idea che nessuno ti regala nulla, che tu sei il frutto di quello che fai, di quello che sei, di quanta fatica ci metti, di quanto impegno ci metti. E soprattutto, quando Leandro era ciclista, non c’erano tanti ‘trucchi’, era allenamento duro, gambe, determinazione, voglia di fare. Era un po’ l’Italia di quei tempi. Al di là di tutto quindi, va celebrato un grande sportivo, che ha ottenuto ottimi risultati, che ha portato il nome di questa terra in giro per l’Italia”.

Una volta che le gambe non erano più quelle di una volta, Romani ha iniziato un altro percorso, collaborando in maniera determinata affinché altri giovani potessero iniziare a praticare il ciclismo, in maniera molto più organizzata.

Quando sono diventato presidente della Provincia – ricorda Ricci -, una delle prime iniziative a cui ho preso parte è stata una gara organizzata da Leandro”.

Il sindaco si è speso anche per cercare di reperire spazi per il ciclismo, per gli allenamenti, indispensabili per dare ai ragazzi l’opportunità di portare avanti le attività sportive, con una dotazione impiantistica adeguata.

Anche quest’anno avremo il passaggio del Giro d’Italia – ha concluso Ricci –, non una tappa, ma il passaggio sul San Bartolo. Sarà quindi ancora un’occasione importante per promuovere il nostro territorio”.

Alla presentazione del libro erano presenti anche il presidente di Federciclismo Marche Lino Secchi, il presidente provinciale di Federciclismo Mario Tittarelli e il campione pesarese di ciclismo Enrico Paolini.

Molte le testimonianze, da quella di Paolini, a quella della figlia Gabriella, a quella dell’assessore Daniela Ciaroni. Al termine della cerimonia, a Romani è stata consegnata una targa ricordo.

LE FOTO:

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