Asili nido, novità a Pesaro. Sindaco e assessore: “Investimento da 48mila euro e tariffe più proporzionate per le fasce medio-basse”

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17 marzo 2015

L'assessore Giuliana Ceccarelli col sindaco Matteo Ricci e Domenicucci

L’assessore Giuliana Ceccarelli col sindaco Matteo Ricci e Domenicucci

PESARO – Matteo Ricci mette mano alla rimodulazione delle tariffe per gli asili nido: “Un impegno che ci eravamo presi con i genitori. Era un punto del programma di governo: di nostro ci mettiamo ulteriori 48mila euro all’anno. Sulla crescita e sull’educazione, nonostante i tagli alla spesa corrente dei Comuni, continueremo a investire”. L’operazione, per il sindaco, mira a ristabilire “maggiore proporzionalità tra la fasce Isee”. Perché il sistema precedente «era equo, ma squilibrato per le fasce medio-basse: quelle tra 8mila e 25mila euro”. Ovvero le più numerose, con 216 utenti in totale.

Anche per questo, oltre che per gli effetti della crisi, dice, “negli ultimi anni si è registrato un leggero calo delle iscrizioni (flessione del 10%, ndr). Molte famiglie hanno rinunciato alle iscrizioni per le tariffe troppo alte della classe centrale”. Di qui, l’obiettivo: “Siamo ancora ampiamente sopra la media nazionale rispetto ai posti messi a disposizione. Ma vogliamo tornare al ‘segno più’ alla voce iscrizioni. I nidi? Sono elemento essenziale delle politiche educative del Comune: se ci sono più iscrizioni, si riesce anche a garantire un servizio migliore”.

Il meccanismo

La fascia media, dunque, “quella attualmente più penalizzata”, beneficerà di una riduzione delle tariffe del 15%. Significa che, per i nidi fino a tre anni, si passerà, per le tariffe minime, da 121 a 104 euro al mese; per le massime, da 380 a 325 euro al mese. “Visto nell’arco di un anno scolastico è un bel risparmio, un intervento incisivo”, rileva Ricci, insieme all’assessore Giuliana Ceccarelli e al dirigente Marco Domenicucci. Lo schema si completa così: “Per le fasce relativamente più alte, quelle con Isee da 25mila euro in su, le tariffe rimangono invariate”. Mentre è introdotta una base minima, rispetto all’esonero attuale, per le fasce basse, da zero a 8mila euro: “Nei nidi ci sono servizi, ed è giusto che vengano riconosciuti come tali”. Per questa classe, la tariffa andrà da un minimo di 40 a un massimo di 50 euro. “Ma ci stiamo confrontando con i sindacati – precisano sindaco e assessore – e non escludiamo qualche limatura al ribasso. In ogni caso rimangono le deroghe per i nuclei familiari in carico, riconosciuti dai servizi sociali”.

Scuole materne

In parallelo, la giunta annuncia l’assunzione di quattro nuove maestre, che sostituiranno chi andrà in pensione: “E’ la dimostrazione che non rinunciamo alle scuole comunali e difendiamo questo valore della città – conclude il sindaco – L’operazione in primavera, con i bandi di concorso”. Resta la linea: “Ci sono nove materne comunali, quattro convenzionate e quindici statali. Crediamo nel sistema misto, che crea un confronto positivo tra modelli”.

Nel frattempo, Ceccarelli conferma il via libera dalla Regione per la statalizzazione dell’asilo di Vismara: “In questa prima fase, che durerà almeno due anni, si andrà avanti con la gestione mista”.

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