Riccione: invaso del Conca, i progetto in campo per turismo e sicurezza

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19 marzo 2015

Tosi e Bernabè

Tosi e Bernabè

RICCIONE – L’invaso del Conca futuro volano di attrazione turistica declinato all’ambiente e allo sport come risorsa e frutto di un intervento di squadra tra più soggetti. E’ il progetto al quale l’Amministrazione Comunale guarda con interesse assieme agli altri comuni dell’area sud della provincia, Sis e Romagna Acque – Società delle Fonti. Progetto che si affianca all’idea di utilizzare i locali sfitti presso la diga per dare vita ad una “Cittadella della Sicurezza”. Nel 2004 Sis ha ceduto la proprietà dell’impianto e dei pozzi a Romagna Acque. Sis, che rappresenta 14 comuni, detiene la metà della proprietà degli immobili esistenti. L’altra metà appartiene a Romagna Acque. Un patrimonio immobiliare consistente ad oggi inutilizzato. L’assemblea dei soci Sis ha dato il via libera affinchè si elaborino progetti per riutilizzare al meglio questi locali. L’idea è quella di trasferire la caserma dei vigili del fuoco del Comune di Cattolica, la protezione Civile del Comune di Riccione e la Cri di Cattolica che gestisce il servizio in Valconca. “ Accogliamo con favore progetti di valorizzazione come questo riguardo l’invaso sul fiume Conca – afferma il sindaco Renata Tosi – che coinvolgono più territori in un lavoro di squadra nell’ottica di ottimizzazione del patrimonio storico del nostro territorio. Da un lato con il progetto della cittadella della sicurezza si offre una risposta qualificata all’esercizio di servizi importanti per la comunità , dall’altro si crea una preziosa opportunità di promozione turistica, dalla foce del Conca ai territori confinanti sulla costa e l’entroterra con importanti ripercussioni promozionali. ” Sul progetto di valorizzazione della zona, la Facoltà di Architettura di Ferrara ha elaborato uno studio incentrato sulla zona baricentrica dell’invaso del Conca con un percorso che dal mare alla collina porterebbe alla scoperta a piedi, a cavallo o in bicicletta di paesaggi ancora da scoprire e sviluppare . L’invaso, realizzato negli anni settanta in concomitanza alla la costruzione della diga, aperta da ottobre ad aprile e chiusa da maggio a settembre, ha come finalità la ricarica delle falde acquifere. Oggi oltre a questa attività c’è dunque la volontà comune di dar vita a nuove opportunità di recupero in un’ottica promozionale .
“ Si tratta di una bella opportunità a favore di un ampio territorio – conclude il sindaco Tosi – , una risorsa aggiuntiva con l’accento sul binomio turismo-sport che andrebbe ad arricchire l’offerta turistica dell’intera zona sud della provincia di Rimini” .

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