Urbino, arriva la tassa di soggiorno

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19 marzo 2015

URBINO – Arriva anche nel ducato la tassa di soggiorno, e dal primo giugno non sarà più gratuito osservare la bellezza dei Torricini, sempre che venga approvato il bilancio e, in tal caso, come in molte altre città italiane, si dovrà pagare un’imposta variabile a seconda della località e del tipo di struttura nel quale si alloggia.

Si scherza, ma la bellezza ha un costo, si sa, specie se la località è patrimonio UNESCO e le necessità per il decoro, e la gestione urbana di conseguenza aumentano e sono più rigide. I range dovrebbero essere quindi di un minimo di 1.50€ per b&b, agriturismi e hotel a 3 stelle ad un massimo di 2.50€, a notte, per gli alberghi di categoria superiore.

La tassa di soggiorno ha una storia antica e tutta “Made in Italy”, fu introdotta in Italia nel 1910 per le sole stazioni termali, climatiche e balneari, poi, nel 1938, fu applicata anche alle località di interesse turistico-artistico per essere soppressa nel 1989 in occasione dei Mondiali del ’90, con lo scopo di favorire la competitività nei prezzi delle strutture ricettive. Reintrodotta nel 2011 con la legge sul federalismo fiscale dei comuni, dove comuni e unioni comunali hanno libera decisione se, e come introdurla, a patto che non si superi il tetto dei 5 euro a persona. Nelle marche sono 4 le città che applicano questa imposta: Pesaro, Ancona, Grottamare, Senigallia e San Benedetto del Tronto, con cifre che variano da 1 euro di Grottammare, ai 50 centesimi (a persona, sempre per la fascia minima e fino a 7 notti consecutive) di Pesaro, Senigallia, San Benedetto del Tronto, capoluogo dorico compreso.

Francesco Pierucci

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