L’Amnic denuncia: “Obbligo di assunzioni di disabili disatteso”

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20 marzo 2015

Massimo Domenicucci*

Recentissimi dati statistici indicano che, in Italia una persona su sei è affetta da disabilità, e che per le persone con disabilità la percentuale di povertà, aggravata dalla crisi economica degli ultimi anni, è del 70% più alta della media nazionale generale, situazione in buona parte causata da un limitato accesso al mercato del lavoro.

Con la legge 68 del 1999 lo Stato italiano ha voluto promuovere l’inserimento nel mondo lavorativo delle persone disabili e delle altre persone a cui la legge riconosce una condizione di svantaggio, cechi e sordi, invalidi di guerra, orfani per servizio.

Detta legge obbliga i datori di lavoro pubblici e privati ad assumere una determinata quota di lavoratori iscritti alle categorie protette, sette per cento dei lavoratori delle stesse realtà, se occupano più di 50 dipendenti.

Per poter accedere all’assunzione obbligatoria, il disabile deve essere disoccupato, deve avere una percentuale di invalidità pari o superiore al 46% e deve essere iscritto nell’apposito elenco tenuto dagli uffici competenti del collocamento obbligatorio sono inserite in una graduatoria (unica e pubblica) sulla base del punteggio risultante dagli elementi e dai criteri stabiliti dalle regioni e dalle province.

I datori di lavoro, per adempiere all’obbligo di assunzione di lavoratori con disabilità, devono presentare richiesta presso i servizi per l’impiego, che si occupano di incrociare le richieste delle aziende con le liste dei disoccupati con disabilità, questi incroci tengono ovviamente conto delle caratteristiche dei posti da assegnare e delle capacità lavorative, delle abilità, delle competenze e delle inclinazioni, nonché della natura e del grado della minorazione della persona.

I datori di lavoro Privati possono utilizzare due strumenti che sono, sia la chiamata nominativa, quando è lo stesso datore di lavoro che individua la persona da inserire, che la chiamata numerica, quando il datore di lavoro fa riferimento alle liste reperibili presso i Centri per l’impiego.

L’ente pubblico può stipulare con il centro dell’impiego, territorialmente competente, una convenzione attraverso la quale si programmano le assunzioni a copertura degli obblighi, la stessa può prevedere sia l’attivazione di tirocini pre-inserimento, per le mansioni semplici non ricopribili con concorso pubblico, sia l’indizione, per mansioni di maggiore professionalità e responsabilità, di concorsi pubblici dedicati espressamente a disabili.

I datori di lavoro devono presentare la richiesta di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui sorge l’obbligo di assunzione dei lavoratori disabili.

Nella regione Marche dall’esame dei prospetti informativi, che tutte le realtà soggette alla disciplina delle assunzioni obbligatorie devono inviare, al servizio provinciale competente, entro il 31 gennaio di ciascun anno, emerge una realtà assurda ed inammissibile, alcuni enti pubblici, che dovrebbero comunque essere più sensibili e dare il buon esempio alle realtà private, delle quali sono spesso i controllori, sono invece i più insensibili e addirittura da anni rifiutano di incontrare i responsabili dei centri per l’impiego per concordare l’assunzione dei disabili.

Assunzioni che potrebbero essere fatte utilizzando anche le nuove tecnologie, ed esempio, permettendo al lavoratore di lavorare a casa attraverso il telelavoro o adeguando postazioni lavorative alle esigenze dei lavoratori disabili.

CapofiladiquestainsensibilitàsonoleAziendeSanitarieRegionali,conben320disabilinonassuntiinobbligo,edesattamentel’ASUR – AreaVasta1Pesaro-47scoperture,AreaVasta2Ancona – 63scoperture,AreaVasta3Macerata46scopertureAreaVasta5 Ascoli Piceno – 30scoperture.AziendaOspedaliera “OspedaliRiunitiMarcheNord” 55scoperture,AziendaOspedalieraUniversitaria “OspedaliRiunitiUmbertoI°G.M.LancisiG.Salesi” 77scoperture.

Le responsabilità sono da attribuire direttamente ai direttori generali e ai direttori delle unità gestione risorse umane. Non di minore gravità è la responsabilità dell’assessore regionale alla sanità che dovrebbe vigilare su tali inammissibili inadempimenti sintomi di grossa insensibilità.

Diversaèlasituazioneperquantoriguardaleamministrazionicomunalicheinmolticasinonhannoscopertureonehanno1o2almassimo,allarmantiidatiinvecedelMIURdiMacerataconben100scoperture.

Risulta necessario mettere mano immediatamente questa situazione L’ANMIC regionale e le varie sedi provinciali sono pronte a collaborare con tutti i soggetti interessati per trovare strade e soluzioni per risolvere questa inaccettabile situazione.

*Presidente regionale Associazione nazionale Mutilati e invalidi civili

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