Giornata Fai, all’Oliveriana 1.500 presenze. E da domenica Festina Lente, mostra sul grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio

di 

23 marzo 2015

Aldo Manunzio: Festina lente in Oliveriana

Aldo Manunzio: Festina lente in Oliveriana

PESARO – Festina Lente: Aldo Manunzio in Oliveriana. Inaugurazione domenica 29 marzo alle ore 17.30. La mostra sarà visitabile tutti i giorni secondo gli orari di apertura della biblioteca.

Il 2015 è stato proclamato Anno Manuziano per ricordare la figura del grande stampatore e tipografo Aldo Manuzio, nato a Bassiano (nei monti Lepini) verso il 1450 e morto a Venezia cinque secoli fa, il 6 febbraio 1515.

Il nome e la figura di Manuzio sono meno universalmente noti rispetto a Michelangelo o a Raffaello, ma le intuizioni e le trasformazioni applicate alla stampa e ai libri da Aldo Romano (così spesso si firmava, a memoria delle sue origini laziali) hanno influenzato la storia dell’editoria fino ai nostri giorni.

A Manuzio si deve infatti l’invenzione del libro tascabile, del corsivo, della punteggiatura così come ancora oggi viene utilizzata; Manuzio non solo pubblicò i primi best seller della storia del libro ma si preoccupò anche della correttezza filologica e grammaticale dei testi scelti; fu dunque il primo editore in senso moderno, i suoi predecessori essendo stati spesso più dei tecnici che degli intellettuali. In breve, è stato colui che ha radicalmente, drasticamente e anche definitivamente modificato l’editoria.

La Biblioteca Oliveriana conserva nel suo patrimonio diverse edizioni aldine (così si chiamano i volumi editi da Aldo e dai suoi successori per il tutto il secolo XVI) e con la mostra Festina lente, curata da Brunella Paolini, da un lato rende omaggio a Manuzio, dall’altro intende favorire la divulgazione della propria storia e, contemporaneamente, far conoscere a un sempre più vasto pubblico le collezioni oliveriane.

Nel quinto centenario della morte vengono così esposte alcune delle edizioni più prestigiose della produzione Manuziana. Prima fra tutti la splendida Hypnerotomachia Poliphili, edita a Venezia nel 1499, considerata da molti come il più bel libro mai stampato. Poi  i libri delle liriche classiche, tra cui il noto Catullus, Tibullus, Propertius, uno dei primi esempi dei famosi libelli portatiles (libri tascabili). Ancora un’importante edizione della Divina Commedia, diverse edizioni di autori classici e alcuni testi di grammatica tra i tanti che Aldo pubblicò durante tutta la sua attività professionale e che per tanto tempo furono poi nuovamente editi anche da altri stampatori.

Nella mostra Festina lente viene inoltre ricordata la figura di Andrea Torresani (1451-1528), stampatore veneziano e suocero di Aldo, con cui lavorò a stretto contatto tanto da costituire una società che proseguì formalmente fino al 1529. Saranno esposti, infine, anche volumi stampati dai successori, Paolo (1512-1574) e Aldo il Giovane (1547-1597) e altre opere, fino al XIX secolo, che continuarono a riproporre la versione di alcuni testi come erano stati interpretati e corretti da Manuzio.

Considerato il grande successo delle giornate del FAI, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra la Biblioteca sarà nuovamente visitabile.

Ingresso libero.

Giornata FAI in Biblioteca Oliveriana: 1.500 presenze in due giorni

Le giornate FAI di primavera hanno riscosso, in Oliveriana come altrove, grande successo: fra sabato 21 e domenica 22 marzo nella corte e nelle sale di palazzo Almerici sono stati registrati 1.585 i visitatori censiti, più di 150 dei quali hanno poi assistito al concerto di chiusura proposto dall’Ensemble Barbarino (Luca Favoni, viola da gamba; Lorenzo Antonelli, liuto; Jacopo Sabina, tiorba, Annalisa Cancellieri, soprano).

Un particolare ringraziamento all’arch. Fiammetta Malpassi, capo delegazione del FAI di Pesaro e Urbino; alla prof.ssa Anna Maria Benedetti, del FAI, che ha raddoppiato le sue visite guidate davanti all’infittire dei visitatori; ai bravissimi studenti dell’i.c. “Dante Alighieri” che hanno guidato il pubblico con garbo e competenza.

L’afflusso di visitatori ha messo alla prova i volontari dei FAI e il personale della biblioteca.

Al riguardo è parso fuori luogo qualche commento di stampa secondo cui, di palazzo Almerici, sarebbero stati aperti e visitabili solo i “soliti” ambienti. Anzitutto con centinaia di visitatori non era certo possibile esibire manoscritti e codici antichi, ma soprattutto molti visitatori hanno ripetutamente chiesto se il palazzo fosse privato, se fosse “normalmente” aperto, se lo si potesse visitare anche durante la settimana (quando la biblioteca è sempre aperta): in altri termini, lo stavano visitando per la prima volta.

Anche per questo in chiusura di giornata, nel congedare il pubblico, il presidente dell’Ente Olivieri ha invitato chi fosse interessato a una visita approfondita di palazzo Almerici a contattarlo personalmente. E con il capo delegazione del FAI di Pesaro e Urbino si sta intanto studiando una nuova apertura domenicale di palazzo Almerici, al di fuori delle giornate “ufficiali” del Fondo Ambiente Italiano.

Biblioteca Oliveriana

Biblioteca Oliveriana

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>