Milano troppo forte: Pesaro perde in casa di 23 (61-84)

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23 marzo 2015

CONSULTINVEST PESARO – E7 EMPORIO ARMANI MILANO 61-84
CONSULTINVEST PESARO: Ross 13, Myles 3, Basile 2, Caverni 1, Musso 9, Nicolini 0, Solazzi 0, Wright 12, Judge 8, Crow 2, Tortù 0, Lorant 11. All. Paolini
E7 EMPORIO ARMANI MILANO: Ragland 16, Brooks 13, Gentile 7, Cerella 0, Melli 8, Kleiza 6, Calò 0, Elegar 20, James 0, Hackett 7, Samuels 7, Moss 0. All. Banchi
ARBITRI: Lanzarini, Vicino, Filippini
PARZIALI: 8-21, 21-21, 17-18, 15-24
SPETTATORI: 4.757

 

PESARO – Nessuna sorpresa nel testacoda tra la prima della classe e la penultima, con Milano che passa all’Adriatic Arena col risultato finale di 84 a 61, al termine di una partita che l’Armani ha sempre controllato, anche se Pesaro non ha “sbracato”, cercando con la difesa di rimediare agli inevitabili problemi offensivi che gli si sono presentati nell’affrontare una corazzata come quella milanese. Buone le prestazioni di Wright e Judge, mentre Myles è apparso fuori condizione, la sconfitta era da mettere in preventivo, ma Pesaro dovrà cercare di ritornare alla vittoria già da domenica prossima nella trasferta di Venezia, per non farsi avvicinare ulteriormente da Caserta.

La Vuelle, priva di Raspino; parte col solito starting five, con Myles che sembra recuperato dall’attacco febbrile dei giorni scorsi, mentre Milano schiera Hackett e Melli insieme a Moss, Samuels e Brooks, i primi tre punti del match arrivano per merito dell’ex di turno con l’Armani che si porta sul 5 a 0 nonostante la buona pressione delle difesa pesarese, ci vogliono quasi quattro minuti per vedere il primo canestro dei padroni di casa grazie a Judge, ma Milano prova già la prima fuga con Samuels a fare la voce grossa sotto il tabellone per il 10 a 4 ospite, l’attacco milanese trova in Melli un inatteso protagonista, con l’azzurro arrivato già a quota 8 punti personali con un paio di triple messe a referto che costringono coach Paolini a chiamare il primo timeout del match, cercando di mettere ordine in un attacco troppo sterile e impreciso, con soli cinque punti segnati in nove minuti, l’Armani comincia a servire i suoi lunghi sotto canestro e senza troppa fatica chiude il primo quarto in vantaggio per 21 a 8.

I primi dieci minuti hanno visto l’attesa superiorità milanese – 27 a 3 la valutazione – anche se la Consultinvest ha sprecato tre-quattro attacchi in maniera banale, l’Armani vuole chiudere subito la pratica e, approfittando delle seconde linee messe sul parquet da Paolini, vola sul 32 a 11, con la Vuelle che cerca di svegliare il pubblico dell’Adriatic Arena con un alley-oop sull’asse Wright-Judge, non è facile per Pesaro contrastare la capolista, anche se in difesa cerca di dare il massimo, ma è in fase offensiva che i problemi sembrano insormontabili, con il solo Wright in grado di penetrare dentro l’area avversaria, ci vuole la solita tripla di capitan Musso per provare a ridurre lo scarto (23-37), ma la panchina dell’Armani è troppo profonda per illudersi di poter rientrare e un secondo quarto giocato comunque in maniera dignitosa dalla Consultinvest, si conclude con Milano meritatamente avanti per 42 a 29.

Le statistiche di metà partita evidenziano la brutta percentuale dal campo (9 su 30) della Vuelle, frutto della difficoltà di liberarsi al tiro soprattutto nelle vicinanze del ferro, con Milano più attenta a rimbalzo (24 a 19), con l’ultimo arrivato Frank Elegar, Mvp dei primi venti minuti.

Si riparte con Lorant schierato da numero cinque, in un quintetto dove Musso può giostrare a suo piacimento, una tripla di Gentile porta gli ospiti sul 49 a 31, con Myles che commette prematuramente il suo quarto fallo ed è costretto a tornare in panchina, Ross si sveglia dal suo solito torpore con un paio di belle giocate difensive e un paio di canestri in avvicinamento al ferro, ma l’attacco pesarese torna a far fatica come nel primo quarto, e quando gli schemi non riescono si torna all’one man show, con Wright a prendersi sulle spalle l’intera squadra, Musso e Ross azzeccano finalmente un paio di triple ben costruite che valgono il meno 12 (43-55), in un terzo quarto che la Consultinvest ha giocato alla pari degli avversari, che comunque si mantengono saldamente in vantaggio sul 60 a 46.

Musso commette il suo quarto fallo ad inizio dell’ultimo quarto, con Crow che in contropiede trova il suo secondo canestro dell’era Paolini, ma Milano ha deciso che è arrivato il momento di chiudere la pratica e con il solito Elegar e un paio di triple di Ragland raggiunge il più 23 (73-50) a sei minuti dalla sirena, sancendo l’inizio del garbage time che ci accompagnerà fino al quarantesimo, c’è ancora il tempo per vedere un paio di belle iniziative di Wright e Ross e di assistere alla mania di protagonismo della terna arbitrale che sul più 23 riescono a fischiare un tecnico a Musso, inasprendo inutilmente gli animi del pubblico, i due allenatori danno fondo alle proprie panchine aspettando la sirena finale che sancisce la vittoria dell’Armani per 84 a 61.

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