Pesaro, abbiamo un problema: Caserta. Anzi due: ci manca un piano B nel quintetto

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24 marzo 2015

Non è sicuramente l’annunciata e ampiamente prevista sconfitta contro la prima della classe a rovinare il ruolino di marcia della Vuelle verso la salvezza, ma è la vittoria di Caserta contro Venezia seconda in classifica che complica maledettamente le possibilità pesaresi di mantenere il penultimo posto, soprattutto perché la Pasta Reggia vista domenica sera, non ha nessuna intenzione di mollare da qui fino al 10 maggio, data in cui andrà in scena il match tra Pesaro e Caserta che potrebbe rivelarsi decisivo se la Consultinvest non si presenterà all’appuntamento con almeno 20 punti in carniere, compito tutt’altro che semplice da svolgere per una squadra con le rotazioni ridotte all’osso e che è costretta a spremere il suo quintetto titolare per mancanza di alternative valide. Se la partita tra Consultinvest e Pasta Reggia si giocasse domani, i bookmakers darebbero come favoriti i campani, soprattutto perché rientrerebbe nei ranghi Henry Domercant, uomo da 15 punti di media e con esperienza da vendere, allungando così a 10 elementi validi la rotazione a disposizione di coach Esposito, mentre Ricky Paolini non si può inventare nessun quintetto atipico con praticamente soli sei uomini e mezzo da ruotare in 40 minuti.

E’ la conseguenza della scarsa lungimiranza dello staff pesarese, che probabilmente pensava che Caserta non riuscisse a trovare le giuste motivazioni per rientrare in corsa, ma i campani non sono la Sutor Montegranaro del 2014, squadra in caduta libera negli ultimi mesi che ogni domenica perdeva qualche pezzo per strada, attanagliata da una crisi economica che l’avrebbe portata al fallimento estivo, la Pasta Reggia, pur tra tante difficoltà, ci crede ancora nel raggiungimento del penultimo posto e punta ad arrivare a giocarsi il tutto per tutto all’ultima giornata, soprattutto se vincesse il ricorso contro la penalizzazione di un punto inflittogli dalla Legabasket.

Anche perché la Vuelle non sembra avere un piano B, ovvero un’altra formazione sulla quale fare la rincorsa, con Roma che si è allontanata definitivamente dalle zone calde dopo la vittoria conquistata ai danni di Pistoia, rimangono le tre squadre a quota 16, ma con Avellino, Pesaro ha lo zero a due, anche se gli irpini sembrano faticare ad uscire dalla crisi che gli ha investiti negli ultimi due mesi, con Varese è in parità, ma ha il meno uno nella differenza canestri, rimane Capo D’Orlando, con la quale la Vuelle ha il due a zero a favore, ma i siciliani si sono rinforzati con gli innesti di Mcgee e Campbell, anche se hanno un calendario non semplicissimo e dando un’occhiata alle sette partite rimaste, potrebbe essere proprio Milano un’alleata preziosa della Consultinvest, con i campioni d’Italia chiamati a fare il loro dovere nelle prossime due trasferte che li vedrà impegnati proprio a Caserta e Capo D’Orlando, domenica prossima la Pasta Reggia salirà fino a Trento, mentre Pesaro viaggerà fino a Venezia, trasferte impegnative per entrambe, con la tenue speranza che i lagunari ripetano la scialba prestazione offerta l’altra sera, ma non ci crediamo troppo.

LE FOTO DI DANILO BILLI:

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I PIU’ …….

Wally Judge: Ha il compito quasi impossibile di contrastare la batteria di lunghi milanesi e il buon Wally ci prova, lottando a rimbalzo e cercando di non farsi travolgere dalla fisicità di Samuels e l’esplosività di Elegar, alla fine anche lui deve alzare bandiera bianca, ma se ripensiamo al Judge spaesato e falloso del 2014, sono innegabili i netti miglioramenti compiuti in questi mesi dal centro pesarese.

Difesa: Milano non avrà sicuramente spinto al massimo, ma la Vuelle cerca di non lasciare troppe penetrazioni all’attacco milanese, con anticipi e raddoppi, anche se la coperta si rivela corta una volta che il pallone arriva dentro l’area colorata, con Elegar a schiacciare ogni pallone che gli vola sopra la testa.

Pubblico: Non era poi così scontato riuscire a portare 4757 spettatori all’Adriatic Arena in un lunedì di inizio primavera, con la diretta televisiva Rai, in una partita dall’esito ampiamente scontato fin dalla palla a due, ma lo zoccolo duro del tifo pesarese risponde presente e sostiene i giocatori biancorossi dall’inizio alla fine, soddisfatto dell’impegno profuso sul parquet dai loro beniamini, considerando che la salvezza della Consultinvest passerà dall’esito delle tre rimanenti sfide casalinghe (Cremona, Pistoia e Caserta), il sostegno del pubblico potrebbe essere uno dei fattori decisivi.

. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – MILANO

Percentuali al tiro: 41 errori su 62 tentativi per una Vuelle che ha sprecato anche diversi tiri ad un metro dal ferro, non sarebbe cambiato molto, ma per il futuro non si possono lasciare tutti quei punti facili sul parquet.

Rimbalzi: 48 a 34 per Milano che ha troppe frecce al suo arco per non primeggiare nella lotta sotto i tabelloni, anche se Pesaro si lascia sorprendere colpevolmente in troppe occasioni, soprattutto sul tagliafuori difensivo.

Palle perse: La difesa milanese non è facile da affrontare, ma la Vuelle spreca qualche pallone di troppo, fallendo anche un paio di contropiedi facili facili per la troppa frenesia, ci sarebbe bisogno di un Wright lucido per 40 minuti, ma il suo modo di giocare generoso non gli consente di essere sempre al top e senza di lui l’attacco pesarese ritorna all’antico.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Cosa è cambiato dal meno 35 dell’andata al meno 23 del ritorno? E’ cambiato l’atteggiamento, perché nella gestione precedente questi match erano visti come una specie di amichevole di lusso, con Milano che faceva parte di un altro campionato e la povera Vuelle non aveva quasi il diritto di provare a contrastarla, sotto la guida di Paolini invece, ogni partita viene vista come una possibilità di crescita, anche contro avversari irraggiungibili come l’Armani, che poi naturalmente fa valere la sua superiorità. La Consultinvest 2.0 ha una sua identità ben definita, dove Wright ha il compito più faticoso dovendo sia produrre punti che far girare i compagni, dove Judge continua nel suo percorso di crescita che lo potrebbe portare ad essere un fattore tra qualche anno, dove Lorant dimostra un’intelligenza tattica superiore alla media, dove capitan Musso sa di essere l’ago della bilancia nel bene e nel male, aspettando il rientro a pieno regime di Myles, che ha bisogno di essere al top della forma fisica per tornare ad esprimersi ai livelli pre-infortunio e sperando che LaQuinton Ross recepisca finalmente tutti i consigli che quotidianamente lo staff biancorosso gli elargisce, in attesa di conoscere i tempi di recupero di Raspino che a Venezia sicuramente non ci sarà, ma che si spera di recuperare per lo sprint finale del campionato. Le partite impossibili sono finite, adesso rimangono quelle difficili e la Consultinvest dovrà tentare di vincerne almeno tre prima dell’ultima giornata, non sarà per niente facile, con l’aggravante della panchina più corta della compagnia che ti fa stare in ansia per ogni piccolo malanno o trauma, ma lo spirito è quello giusto, speriamo sia sufficiente.

DAGLI ALTRI PARQUET

Venezia perde malamente sul campo di Caserta e si fa raggiungere al secondo posto da Sassari, vittoriosa al fotofinish contro Capo D’Orlando, Reggio Emilia si mantiene salda in quarta posizione dopo aver battuto agevolmente Bologna nel derby, con Trento che deve faticare ad aver ragione della Sidigas Avellino, apparsa in ripresa ma giunta alla decima sconfitta nelle ultime undici gare, mentre Brindisi supera Cantù con un buzzer beater di Elston Turner, non nuovo a queste prodezze, Roma e Varese sfruttano il turno casalingo per allontanarsi dalla coda del gruppo, complicando il cammino verso i playoff di Pistoia e Cremona.

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