L’Unione Montana dell’Alto Metauro premia Luciano e Lella Annibali, genitori di Lucia. Inaugurata a Fermignano la mostra di Leoncini “Verso sera. Le spose violate”

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25 marzo 2015

FERMIGNANO – L’Unione Montana dell’Alto Metauro ha deciso di celebrare l’arrivo della primavera con un doppio evento dal grande significato, portando l’attenzione sulla violenza di genere. Lo ha fatto inaugurando, nella sala Bramante in via Martiri della Libertà, la mostra dell’artista toscano Fulvio Leoncini “Verso Sera. Le spose Violate” e conferendo il premio “La Passione e le Idee che Uniscono” a Lella e Luciano Annibali, genitori di Lucia.

“L’idea di questo premio nasce dalla volontà di voler creare questa unione territoriale – spiega la presidente Romina Pierantoni – il riconoscimento verrà attribuito 7 volte l’anno a 7 persone di uno dei comuni dell’Unione (Urbino, Urbania, Fermignano, Peglio, Sant’Angelo in Vado, Mercatello sul Metauro e Borgo Pace), ma la premiazione non avverrà nello stesso Comune di appartenenza del premiato”.

AD INAUGURARE QUESTO RICONOSCIMENTO I GENITORI DI LUCIA…
“Si, li ho definiti dei prototipi… pensando a questo premio, abbiamo pensato agli Annibali e al grande ruolo che hanno avuto: per l’amore, la dignità e il coraggio con cui hanno guidato la famiglia ribellandosi alla violenza”.

IL SECONDO PREMIO PER QUESTO 2015 A CHI E DOVE?
“Ho già in mente il nome ma ne voglio parlare all’interno dell’Unione. Intanto vorrei ringraziare Fermignano e l’assessore Bonci per l’organizzazione e l’artista Leoncini per le opere”.

Un sabato pomeriggio che ha visto grande partecipazione di fermignanesi e non solo, presenti anche i ragazzi del liceo artistico di Urbino, ma anche tanta commozione partendo proprio da Luciano e Lella e contenti per la gran presenza di giovani, perché è importante che questa presa di coscienza, contro la violenza, avvenga fin da subito. “E’ confortante vedere tutto l’affetto che ci è stato dimostrato e che le persone continuano a dimostrarci, poi vedere tutti questi giovani mi fa piacere, sarà un po’ di nostalgia – ci dice Lella, ex insegnante – è importante saper amare e saper farsi amare proprio per rifuggire ad ogni gesto di violenza”.

Un messaggio forte ed essenziale quello che inaugura questo nuovo premio anche per il sindaco di Urbino, e vice presidente della Provincia Maurizio Gambini che ribadisce che l’Unione, nata dalla soppressione delle Comunità Montana, ha un importante significato.

La mostra di Fulvio Leoncini ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti e sarà visitabile fino al 15 aprile, ma da cosa nasce una raccolta di opere come quella delle Spose Violate?

“Il messaggio è implicito nel titolo, si parla di violazione della donna. Un percorso compiuto dal 2012 fino a parte del 2014, basato su una metafora sull’abito nuziale, dove l’uomo ha perso ogni ragione d’essere e usa la sola violenza. Un abito che poi rinasce dalle sue ceneri come un araba fenice che di volta in volta si distrugge e si rianima. Luci forti e basse, bianchi e neri. Inferno e paradiso insieme, in un grande messaggio di speranza e che anche le donne non cedano alla violenza.” Soddisfazione non solo per l’artista, dei partecipanti e l’organizzazione, ma anche del padrone di casa, il primo cittadino Giorgio Cancellieri. “Questa è una giornata importante e straordinaria per la mostra di Leoncini e per il premio, nato da un’idea della nostra presidente Romina Pierantoni e il nostro assessore Nicoletta Bonci, un premio importante e importantissimi i primi due premiati. E’ il caso di dire che con una fava abbiamo preso due piccioni. Un grande artista e una coppia che è diventata un’icona per tutti. La violenza, specie quella di genere, è un atto intollerabile in qualsiasi parte del mondo, ancor di più in occidente”.

La mostra, tra le più importanti e complete mai allestite in Italia di Fulvio Leoncini, è aperta a tutti fino al 15 aprile, il sabato e la domenica fino le 19. Pregno di significato il messaggio di Luciano Annibali: “fin dall’inizio Lucia, anche nei piccoli gesti, ha mostrato grande forza: era preparata al peggio, pensando al meglio”.

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