Rossini Ameno, ecco il 14esimo sonetto tradotto dal pesarese in italiano

di 

25 marzo 2015

Rossini Ameno

Rossini Ameno

ROSSINI AMENO
Sonetti in dialetto pesarese, di Alessandro Procacci
Libera traduzione in italiano di Stefano Giampaoli

Prosegue la traduzione dei sonetti in dialetto pesarese che Alessandro Procacci ha raccolto nel libretto intitolato “Rossini Ameno”. Ecco il quattordicesimo sonetto:

Sonetto XIV

Ma Rossini i serviva chel strument
necesseri a de l’ LA ma i sonador,
e ma un amich el scriv se per favor
el cercassa d’trovel, chi l’era urgent.

(A Rossini serviva quel strumento / necessario a dare il LA ai suonatori, /) e a un amico scrive se per favore / cercasse di trovarlo, che era urgente.)

Tel scriva prò, s’pò dì distrattament,
enn’ha pensed da dì ch’en se tratteva
d’un corista cantant, ma sol ch’l’aveva
bsogn d’un “corista basso” … solament.

(Nello scrivere però, si può dire distrattamente, / non ha pensato di dire che si trattava / di un corista cantante, ma solo che aveva / bisogno di un “corista basso” … solamente.)

L’amich el pensa d’fei ‘na fregatura;
el capisc quel ch’el vò, ma i fa arrivè
un cantant bass de voc e de statura.

(L’amico pensa di fargli una fregatura; / capisce quello che vuole, ma gli fa arrivare / un cantante basso di voce e di staura.)

E Rossini, che par la su’ natura
el saveva scherzè, l’ha dit: Ma me
stavolta i m’ha soned e … su misura.

(E Rossini, che per la sua natura / sapeva scherzare, ha detto: A me / questa volta mi hanno suonato e … su misura.)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>