Italiano 43 anni dopo, pesarese da sempre. Il venerdì tricolore di Francisco Pacho Gomez

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26 marzo 2015

PESARO – Francisco Pacho Gomez Leon, questo venerdì, alle ore 12, salirà le scale del Comune di Pesaro e, davanti alle autorità cittadine, giurerà fedeltà alla Repubblica ottenendo così la cittadinanza italiana. Piccolo particolare: Francisco, nato a Bogotà, in Colombia, abita a Pesaro da 43 anni.

Francisco, come è arrivato in Italia e, in particolare, a Pesaro?
“Mio padre è un artista lirico, per la precisione un tenore e ai tempi vinse una borsa di studio per venire in Italia per tre anni… e ancora siamo qua”.

Aveva pochissimi anni quando la sua famiglia si è trasferita a Pesaro. Come mai ha dovuto aspettare così tanto per ottenere la cittadinanza italiana?

Francisco Pacho Gomez Leon

Francisco Pacho Gomez Leon

“Al compimento del 18esimo anno si pose la questione della cittadinanza e informandomi seppi che se avessi fatto il servizio militare avrei potuto ottenerla. Così mi iscrissi volontariamente alle liste di leva e nel 1990 sono partito per la naja destinazione Firenze nella F.I.R. (Forza Intervento Rapido) dove trascorsici 12 mesi di rito, gli ultimi 4 conditi dallo scoppio della prima guerra del Golfo. Al mio ritorno a casa presentai domanda ma, con mio grande disappunto, ho scoperto che per ottenere la cittadinanza avrei dovuto prestare servizio per due anni e non per uno. Indispettito verso una cosa che ritenevo ingiusta lasciai decadere le mie intenzioni. Poi, due anni fa, sotto insistenza di mia moglie Cristiana ho di nuovo presentato domanda e finalmente venerdì coronerò il mio desiderio”.

Quali sentimenti sta provando in questi giorni?
“Sono emozionato e felice”

Lei è sposato con una italiana?
“Mia moglie Cristiana e le mie tre figlie Ylenia, Francesca e Beatrice sono Italianissime con la possibilità di ottenere anche la cittadinanza colombiana”.

Perché lei si sente italiano?

Una bella foto di Francisco in famiglia

Una bella foto di Francisco in famiglia

“Mi sento italiano, se permetti pesarese, perché sono cresciuto con questa cultura e con questa impostazione benché a casa, quando abitavo con i miei, non si sono mai dimenticate le nostre radici. Mi sento Italiano perché questo paese ha fatto per me tanto, qui sono nate le persone piu importanti della mia vita e nonostante gli scandali del Governo l’Italia è fatta dagli Italiani e sono fiero di esserci anch’io. La differenza tra prima e dopo è che ora potrò con il mio voto dire la mia”.

Cosa ha, ancora, di colombiano?
“Mi tiene attaccato alle mie origini mio padre Miguel, con i suoi racconti e i suoi ricordi. Poi c’è mia madre Judith che da 8 anni è ritornata ad abitare in Colombia”.

Come è stata l’accoglienza di Pesaro per lei e per la sua famiglia?
“Pesaro mi ha accolto bene anche perché all epoca fummo tra i primi stranieri ad arrivare in città e per noi fu naturale integrarci. Non ho mai sentito ostilità nei miei confronti e le tante amicizie che ho lo confermano”.

Si sente pesarese?
“Mi sento molto pesarese perché qui sono cresciuto, con la Palla di Pomodoro, la pizza Rossini e soprattutto la mia amata Vis”.

Cosa le piacerà del diventare ufficialmente italiano?
“A me piace in tutto e per tutto essere italiano e pesarese, con tutti i pregi e difetti che hanno questo paese e questa città. Mi sento italiano sempre perché penso che non siano gli italiani da correggere quanto il sistema che ci gestisce”.

Curiosità: cosa ne pensa degli oriundi in Nazionale?
“Penso che abbiano tutti i diritti di rappresentarci in questo bellissimo sport che è il calcio ed è proprio per questo che presenterò la mia candidatura a Mister Conte…”

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