Le incompiute di quartiere Vismara: i residenti lanciano l’allarme

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26 marzo 2015

Antonio Cardinali

Incompiuta Vismara

Incompiuta Vismara

Nel pomeriggio del 7 maggio 2014, davanti a tanta gente residente nel quartiere Vismara, che ovviamente non avevano voluto mancare all’appuntamento, veniva inaugurata la cassa di espansione adibita a parco pubblico. Alla cerimonia erano presenti oltre alle autorità locali con in testa l’allora sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e l’attuale Matteo Ricci, anche i tecnici del Comune, gli ingegneri che hanno curato il progetto idraulico ed infine le imprese che hanno realizzato i lavori. Un’opera strutturale sicuramente molto valida per il quartiere e molto apprezzata dai suoi abitanti, che ha comportato complessi lavori idrogeologici a difesa dell’abitato in caso di esondazioni e progettata contestualmente al parco pubblico di 22.000 metri quadrati con nuove piantumazioni, arredi, camminamenti e con un ponte pedonale in legno di attraversamento del Fosso della Badia.

Incompiuta Vismara

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Facendo però un passo indietro e precisamente nel 2007, con l’approvazione del Programma Pluriennale d’Attuazione, il Comune di Pesaro aveva scelto di trasformare una quota delle aree edificabili già previste dal PRG in aree PEEP (Piani di edilizia economica popolare) , ed una risposta alle suddette esigenze era arrivata anche dalla Regione che aveva bandito finanziamenti per agevolare l’attivazione degli interventi che prevedono canoni calmierati direttamente proporzionali alla lunghezza del contratto di affitto. L’Amministrazione comunale, partecipando ai concorsi, si era aggiudicata finanziamenti destinati alla realizzazione dei seguenti progetti: • Pozzo Alto (20 appartamenti a canone moderato per 30 anni), nonché Vismara-Cattabrighe (30 appartamenti a canone moderato a termine non inferiore a 15 anni), così come riportato sul notiziario del comune di Pesaro N. 94 del Febbraio 2010.

 

Incompiuta Vismara

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Ebbene, proprio nell’area adiacente al parco è iniziata la costruzione della palazzina composta dai trenta appartamenti così come previsto, ma a tutt’oggi l’edificio non è stato terminato in quanto i lavori sono fermi da diversi mesi ed è ancora sprovvisto completamente di infissi ed in stato grezzo per buona parte della struttura interna ed esterna. Inoltre, non è stato messo in sicurezza, risultando facilmente accessibile da qualunque ingresso o infisso piano terra. Quindi, con l’arrivo della stagione calda, nella migliore delle ipotesi, potrebbe essere utilizzato come luogo di giochi dei bambini e ragazzi del quartiere, specialmente nelle ore serali o notturne, ma sicuramente molto pericoloso per la loro incolumità, soprattutto se dovessero salire nei piani alti o addirittura trasformarsi in un dormitorio per senza tetto o balordi, oppure in un ritrovo per spacciatori, vista la posizione defilata rispetto alle vie di acceso al quartiere. Senza entrare nel merito delle responsabilità per ciò che riguarda l’ennesimo spreco di soldi pubblici, si chiede a chi ne ha la competenza di procedere quanto prima a mettere almeno in sicurezza la palazzina, in attesa della sua completa realizzazione, al fine di prevenire eventuali tragedie, o successivi interventi repressivi delle Forze di Polizia. Dirimpetto a tale complesso si trova lo scheletro di un’altra palazzina e fra le due è stato realizzato un piccolo parchetto giochi per bambini, già frequentato nei pomeriggi e sere da adolescenti e ragazzi del quartiere. Citando infine la situazione di degrado in cui si trovano attualmente i camminamenti che ormai si sono trasformai in luoghi pieni di erbacce e sterpaglie nonché acquitrini nelle giornate di forti piogge, e del marciapiede di via Lambro che dopo i lavori non è stato più ripristinato.

 

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