Piano di sviluppo Eni, Ricciatti chiede al governo di chiarire lo stato di salute dell’azienda

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27 marzo 2015

FANO – “Dopo i continui cambi di rotta ed il ‘disorientamento’ dei mercati, credo sia necessario un chiarimento sullo stato di salute di Eni”.

Ad affermarlo l’onorevole Lara Ricciatti, capogruppo di Sel in Commissione Attività produttive della Camera.

La deputata marchigiana, intervenuta più volte negli ultimi mesi sulle vicende legate alla cessione di Saipem, ha predisposto una nuova interrogazione parlamentare, rivolta ai ministri di Economia e finanze e dello Sviluppo economico, per chiedere chiarimenti sulle prospettive reali del colosso petrolifero italiano.

“Dopo il congelamento della vendita di Saipem, comunicato a fine gennaio dall’Ad di Eni Descalzi in Commissione Attività produttive, a febbraio sono circolate voci di un incarico alla banca d’affari Goldman Sachs per valutare lo scorporo della divisione Gas&Power. Pochi giorni fa, invece, la notizia del calo del 30% del payout (distribuzione di utili netti sotto forma di dividendi), comunicata da Descalzi a Londra in occasione della presentazione del piano strategico Eni, che ha causato una risposta immediata e negativa dei mercati. Una serie di circostanze che – come ha riportato anche un documentato articolo dell’Espresso a firma della giornalista Paola Pilati – è probabilmente sintomatica di uno stato di salute non proprio ottimale”, spiega Ricciatti.

“Eni è una della aziende che, per natura e dimensioni, ha una funzione strategica per il nostro Paese. C’è il rischio che dietro la parola consolidamento, usata da Descalzi per descrivere il nuovo piano di sviluppo, che prevede per altro 8 miliardi di dimissioni in pochi anni, si nasconda probabilmente un ridimensionamento generale dell’azienda. Per questo chiedo un chiarimento e mi auguro – conclude – che nell’andare sempre avanti, pezzo forte della retorica renziana, non si finisca col perdere pezzi pregiati per strada”.

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