Carcere di Pesaro, visita del sindacato di polizia penitenziaria: “Struttura fatiscente”

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28 marzo 2015

PESARO – Mercoledì 25 marzo una delegazione dell’OSAPP, secondo sindacato maggiormente rappresentativo del Corpo di polizia penitenziaria, con il suo Segretario Generale, Leo Beneduci, ha effettuato una visita all’interno della Casa circondariale di Pesaro per verificare lo stato dei luoghi di lavoro. Una struttura – dichiara il Segretario Generale Leo Beneduci – fatiscente che va rivalutata dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche come, ad esempio, l’apertura e chiusura manuale delle camere di pernottamento, la presenza di evidenti e inammissibili infiltrazioni di acqua piovana che provocano l’allagamento dei corridoi di accesso ai cortili passeggi e alle sezioni, la necessità di rendere alcuni posti di servizio più confortevoli e la caserma agenti.

Un istituto che necessita – continua Leo Beneduci – di un migliore impiego del personale di Polizia penitenziaria al fine di al fine di migliorare l’organizzazione soprattutto durante alcune fasce orarie di maggiore criticità quali anche quelle notturne.

Una visita importante – dichiara il Segretario Regionale Nicola Defilippis – che avviene a pochi giorni dall’ennesimo evento critico che ha visto coinvolto un detenuto magrebino. Quest’ultimo, con delle bombolette di gas, cosparso di olio e con un manico di scopa spezzato, si è barricato in sezione e si è rifiutato di rientrare nella camera detentiva a lui assegnata. Tale gesto non ha avuto conseguenze ulteriori e peggiori solo grazie alla professionalità dimostrata, ancora una volta, dal personale di Polizia Penitenziaria.

L’Istituto di Pesaro – spiega Leo Beneduci – è il più importante della regione Marche sia come capienza dei detenuti, circa 260, sia come organico di personale di Polizia penitenziaria circa 160 unità che, purtroppo, paga la carenza nella regione di istituti penitenziari destinati a detenuti in attesa di giudizio, per cui diventa la sede di destinazione degli sfollamenti di altri istituti, con enorme ed inaspettato aggravio dei carichi di lavoro. Infine – sottolinea Leo Beneduci – se quello pesarese può essere definito l’istituto più importante della regione marche significativo, in termini negativi, è la circostanza che non vi sia un direttore titolare ma solo un dirigente anche responsabile del carcere di Ancona e che presto, purtroppo, anche il comandante titolare sembrerebbe essere destinato ad altro incarico nella regione Abruzzo. Pertanto, il carcere pesarese si troverà a difettare di entrambi i vertici, amministrativo e di polizia penitenziaria, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sulla vivibilità della struttura sia per il personale di Polizia penitenziaria che per l’utenza.

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