La Vuelle a Venezia torna Umana… ma in classifica non è cambiato niente

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30 marzo 2015

pesaro_cantu000 copia VuellePESARO – Ci si era illusi fino al 15esimo di portare Venezia a giocarsi la vittoria in un finale in volata come all’andata, con una Vuelle che era riuscita fino a quel momento a mettere in difficoltà l’attacco della seconda in classifica, con una difesa attenta dentro l’area e una discreta fluidità offensiva, con il pallone che girava coi ritmi giusti liberando al tiro sia Judge che Lorant. Ma la difesa a zona messa sul parquet da coach Recalcati ha scombussolato i piani partita di Paolini, che ha visto i suoi ragazzi perdere tutte le sicurezze acquisite fino a quel momento, ricadendo nel vecchio vizio di provare a risolvere tutto con soluzioni individuali, dimenticandosi di coinvolgere i compagni e finendo per forzare tantissime conclusioni apparentemente anche semplici a mezzo metro dal ferro, rese complicate dalla fisicità e dall’esperienza di giocatori come Ress e Ortner, bravi a chiudere ogni tentativo biancorosso, era dall’inspiegabile terzo quarto casalingo contro Avellino che la Vuelle non subiva parziali così devastanti, subendo un 30 a 3 tra il secondo ed il terzo quarto che una squadra come la Consultinvest, che fatica a superare i 70 punti segnati, non sarà mai in grado di recuperare. Anche se a differenza del match contro gli irpini è giusto sottolineare i grossi meriti di una squadra solida e ben allenata come quest’Umana, che non si è scomposta dopo un inizio soft e ha saputo piazzare il colpo decisivo al momento giusto.

E’ innegabile che Pesaro abbia pagato a caro prezzo il brutto inizio di Chris Wright, in confusione per larghi tratti del match, svegliatosi solamente a risultato ampiamente compromesso, non riuscendo in ogni caso a coinvolgere i compagni come dovrebbe fare un playmaker, finendo per insistere nelle sue consuete penetrazioni solitarie, più semplici da finalizzare quando il punteggio non è più in equilibrio e, pur se Basile ha tenuto dignitosamente il parquet, senza un vero regista, aumentano le difficoltà per una Vuelle che avrebbe bisogno di ritrovare il miglior Myles, ancora in difficoltà sia in fase difensiva, dove ha faticato a contenere le guardie veneziane, sia in quella offensiva con un brutto 3 su 14 dal campo, frutto di tanti errori a distanza ravvicinata, conclusioni che solitamente sono un punto di forza per Anthony, mentre la partita di Ross è stata il solito mix offerto da LaQuinton in questa stagione, capace di andare a rimbalzo (11), con apparente facilità, ma che per lunghi periodi si è assentato mentalmente dal match, come gli capita spesso, finendo per svegliarsi dal pisolino solamente su meno 20, dimostrando per l’ennesima volta che la stoffa sulla quale lavorare è di pregevole fattura, ma che per cucirgli un vestito adatto al campionato italiano ci vorrebbe un sarto di grandissima qualità, in grado di fargli capire che, più che l’eleganza, in Italia conti la sostanza.

I risultati dagli altri campi tutto sommato non sono stati sfavorevoli per la Consultinvest, con Varese e Capo D’Orlando che non hanno sfruttato il turno casalingo per muovere la loro classifica e con Caserta, che pur lottando fino all’ultimo minuto, non è riuscita ad espugnare un parquet difficile come quello della Dolomiti Energia Trento, rimanendo a cinque punti di distanza dalla Vuelle, a sei giornate dalla conclusione del campionato, il prossimo turno si prospetta un crocevia fondamentale per la Vuelle, in un sabato sera che potrà dire molto sulle sue possibilità di salvezza, ci vorrà tutto il sostegno del pubblico per battere una Cremona in piena corsa per i playoff, sperando che i 5000 dell’Adriatic Arena rimandino la gita fuori porta per i giorni successivi.

I PIU’…

Primi 15 minuti
Pesaro sorprende Venezia, con un avvio tutto grinta e sostanza che la porta meritatamente sul 28 a 19, nonostante zero punti di Wright, con Judge e Lorant sugli scudi, poi arriva la zona di Recalcati e si spegne completamente la luce.

Nicolò Basile e Nichloas Crow
Niente di eclatante per carità, ma in questo finale di stagione ogni giocatore dovrà portare il suo mattoncino alla causa e Basile e Crow non demeritano come nelle occasioni precedenti, dimostrando di poter reggere il parquet dignitosamente per una decina di minuti a testa.

Wally Judge
Continua nel suo percorso di crescita, compito non semplice considerando che di fatto è il solo centro biancorosso e ogni domenica deve combattere contro la batteria di lunghi avversaria, dimostra anche di avere una mano educata dai quattro metri e di aver ampliato la sua gamma di conclusioni, in un match dove ha preso tante botte, finendolo in panchina dopo un colpo subito al gomito.

…E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO

Tiri liberi
10 su 16 dalla lunetta per la Vuelle, con nessuno che riesce ad uscire dal parquet con il 100%, un brutto passo indietro per una formazione che stava migliorando ai liberi in questo girone di ritorno.

Percentuale al tiro
49 errori su 77 tiri sono un’enormità per una Vuelle che riesce a prendersi più conclusioni rispetto agli avversari, ma non riesce a trasformarle in punti, con troppe forzature (6 stoppate subite) frutto di una cattiva gestione del pallone.

Rimbalzi
51 a 40 per Venezia il conto della lotta sotto i tabelloni, che può contare su una fisicità ed un’esperienza nettamente superiore a quella di Pesaro, anche se qualche disattenzione in meno da parte di tutti i biancorossi sarebbe gradita.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

E’ finita la parte più dura del calendario per la Vuelle che nelle prossime sei partite – Cremona, Pistoia e Caserta in casa, Trento, Bologna e Cantù in trasferta – non si troverà di fronte nessuna delle quattro big, cosa che non possono dire né Caserta, attesa ancora da Milano, Sassari e Reggio Emilia, né Capo D’Orlando, che continua ad avere un calendario complicato, dovendo ancora affrontare cinque delle prime otto, più Varese in trasferta, ma in un campionato così livellato verso il basso, non esistono partite scontate e le sorprese sono sempre dietro l’angolo, sia in positivo che in negativo, difficile così fare delle tabelle salvezza, anche se a questo punto sembra chiaro che con 20 punti la permanenza in serie A è assicurata. Pesaro ha la possibilità di salvarsi con le proprie forze, senza aspettare i risultati delle dirette concorrenti, ma è consapevole che in queste ultime sei partite non ha il miglior roster della compagnia e non può permettersi nessuna defezione, avendo una panchina così risicata che ad ogni piccola botta subita da un titolare si cominciano a fare gli scongiuri del caso, anche per questo non si può e non si deve pensare che basterà vincere la prossima partita casalinga con Cremona – compito tutt’altro che agevole – per chiudere il discorso salvezza, essendo questa Consultinvest una squadra che mai scende in campo da favorita rispetto all’avversario, in un campionato oltretutto dove ognuna delle 16 formazioni è ancora in corsa per raggiungere il proprio obiettivo, ci aspettano 40 giorni di passione e calcoli, dove i ragazzi di Paolini dovranno continuare in quel percorso di crescita visto anche a Venezia nei primi 15 minuti, non sarà affatto semplice, ma questo lo sapevamo fin dal primo giorno.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano ipoteca il primo posto spazzando via Sassari nel posticipo serale, dimostrando che l’Armani rimane la squadra da battere il prossimo giugno, la sconfitta del Banco di Sardegna riapre completamente la lotta per il secondo posto, con i sardi raggiunti da Venezia e Reggio Emilia, vittoriosa a Capo D’Orlando, Trento e Brindisi staccano il biglietto per i playoff superando rispettivamente Caserta e Varese, con Avellino che si toglie dai guai ritrovando la vittoria casalinga ai danni di Bologna, mentre la lotta per gli ultimi due posti utili per i playoff si fa incandescente con un quartetto a quota 20 formato da Roma, che affianca Cremona battendola nello scontro diretto, e da Pistoia e Cantù che si affronteranno questa sera nel posticipo, che vedrà l’atteso debutto italiano di Metta World Peace.

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